<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756</id><updated>2012-03-03T03:36:52.971+14:00</updated><title type='text'>SALVARE LA RICERCA</title><subtitle type='html'>La ricerca scientifica in Italia è in gravi condizioni. Se si vuole cercare di salvarla, serve un fronte ampio e compatto formato non solo da docenti e ricercatori, ma anche da studenti, laureati e precari, che intraprenda azioni concrete volte a sensibilizzare opinione pubblica e classe politica, per ottenere riforme urgenti e improrogabili. Questo blog vuole essere una piattaforma propositiva di aggregazione e informazione per chi si rifiuta di assistere in silenzio ad un tracollo annunciato.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>125</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-1488251956678880935</id><published>2012-02-29T12:28:00.000+14:00</published><updated>2012-02-29T12:28:36.997+14:00</updated><title type='text'>Si sa che " E figli so’ piezz’ e core.....”</title><content type='html'>Perchè prendersela con il rettore, è solo un buon padre di famigli ed un buon marito. D'altronde, come diceva Eduardo De Filippo, si sa che " E figli so’ piezz’ e core.....”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-1488251956678880935?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=CK8nA_hhPGg' title='Si sa che &quot; E figli so’ piezz’ e core.....”'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/1488251956678880935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=1488251956678880935' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1488251956678880935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1488251956678880935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2012/02/si-sa-che-e-figli-so-piezz-e-core.html' title='Si sa che &quot; E figli so’ piezz’ e core.....”'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6962825337884936620</id><published>2012-02-29T12:22:00.001+14:00</published><updated>2012-02-29T12:23:08.171+14:00</updated><title type='text'>La carriera del primario che operava i manichini: chirurgo e figlio del rettore della Sapienza.  Di Gian Antonio Stella</title><content type='html'>Vi fareste operare al cuore da chi non ha «mai visto la cardiochirurgia» e si è impratichito solo con i manichini? Se la domanda vi sembra demenziale, sappiate che è già successo .&lt;br /&gt;O almeno così dice, in un'intervista stupefacente, il figlio del rettore della Sapienza. Che con una sfolgorante carriera si è ritrovato giovanissimo a fare il professore nella facoltà del papà, della mamma e della sorella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che per essere un grandissimo chirurgo si debba avere necessariamente un curriculum scientifico universitario, per carità, non è detto. Ambroise Paré, il fondatore della moderna chirurgia, pare fosse figlio di una peripatetica e cominciò nella scia del padre facendo insieme il chirurgo e il barbiere. E il capo-chirurgo dell'«équipe 2» del primo trapianto di cuore in Sud Africa, nel 1967, al fianco di Christiaan Barnard, pare sia stato Hamilton Naki, che era un autodidatta con la terza media che essendo nero figurava assunto come giardiniere ma aveva le mani d'oro al punto di ricevere, finita l'apartheid, una laurea ad honorem e il riconoscimento di Barnard: «Tecnicamente era meglio di me». &lt;br /&gt;Detto questo, il modo in cui Giacomo Frati si è ritrovato alla guida di un'Unità Programmatica di (teorica) avanguardia al Policlinico di Roma appare sempre più sbalorditivo. Ricordate? Ne parlammo due settimane fa, dopo l'apertura di un'inchiesta giudiziaria. Riassumendo, il giovanotto riesce in una manciata di anni (ricercatore a 28, professore associato a 31, in cattedra a 36) a diventare ordinario nella stessa facoltà di medicina in cui il padre, il potentissimo rettore Luigi, è stato per una vita il preside e ha già piazzato la moglie Luciana Rita Angeletti (laurea in lettere, storia della medicina) e la figlia Paola, laureata in legge e accasata a Medicina Legale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un genio tra tanti «sfigati»? Sarà... Ma certo gli ultimi passaggi della vertiginosa carriera di Giacomo sono sconcertanti. Prima l'esame da cardiochirurgo vinto grazie al giudizio di una commissione di due igienisti e tre dentisti: «Giusto? Forse no però questo non è un problema mio...». Poi la chiamata a Latina dove era stata aperta una «succursale» di cardiologia della Sapienza presso la casa di cura Icot. Poi il ritorno a Roma appena in tempo prima che le nuove regole contro il nepotismo della riforma Gelmini impedissero l'agognato ricongiungimento familiare. Poi la creazione su misura per lui, togliendo un po' di letti a un altro reparto, di un'«Unità Programmatica Tecnologie cellulari-molecolari applicate alle malattie cardiovascolari» che gli consente di avere un ruolo equiparato a quello di primario, novità decisa dal direttore generale Antonio Capparelli. Nominato poche settimane prima ai vertici del Policlinico proprio da Luigi Frati, il premuroso papà.&lt;br /&gt;Troppo anche per un ateneo storicamente abituato a una certa dose di nepotismo. Eppure, neanche un verdetto del Tar che dà ragione a quanti avevano presentato un esposto contro gli esiti della «gara» vinta da Giacomo («illogicità del criterio adottato», «irragionevole penalizzazione degli idonei», «danno grave e irreparabile») è riuscito a frenare l'irrefrenabile ascesa del giovanotto. Anzi, il giorno dopo avere perso il ricorso in appello contro quella sentenza, l'università gli ha fatto fare un nuovo passo in avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Né sono riusciti a bagnare l'impermeabile scorza di Luigi Frati (dominus assoluto di un sistema trasversale alla destra e alla sinistra che sta benissimo a molti baroni) alcune contestazioni nel Senato accademico o una miriade di mugugni sul Web. Né poteva infastidirlo, pochi giorni fa, il professor Antonio Sili Scavalli, segretario regionale della Fials e responsabile aziendale dello stesso sindacato, che ha mandato una diffida a Renata Polverini chiedendo come fosse possibile che Giacomo Frati, chiamato al Policlinico per attivare una guardia medica di cardiochirurgia, sia stato quattro mesi dopo promosso e contestualmente abbia chiesto, da primario, di essere esentato dalle noiose guardie notturne. &lt;br /&gt;Ma le domande più fastidiose poste dal sindacato, che preannuncia un esposto alla magistratura, sono altre. È vero che in un anno e mezzo i dati sulla produttività dell'unità di Giacomo Frati «fornirebbero un numero pari a zero»? Ed è vero che in questo periodo il giovine chirurgo ha fatto in tutto 5 interventi «peraltro di cardiochirurgia classica» che dunque non c'entrano niente con la creazione su misura del reparto di «avanguardia»? E soprattutto: qual era la mortalità di quella dependance di cardiochirurgia a Latina dove si era impratichito?&lt;br /&gt;Il punto più delicato è questo. Lo dicono nemici di Frati come il senatore Claudio Fazzone, che mesi fa ironizzò sull'«alta qualità portata a Latina» dal rettore: «Penso si riferisca alla cardiochirurgia che ha effettuato 44 interventi in un anno, di basso profilo, col più alto indice di mortalità del Lazio». Ma lo dice soprattutto un decreto della Regione del 29 settembre 2010. Dove si legge che nonostante a Latina fossero stati fatti «zero» interventi chirurgici «di alta complessità, i risultati all'Icot erano pessimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto da spingere la Regione Lazio a chiudere la dependance universitaria, a costo di dover pagare alla casa di cura dove stava un risarcimento milionario: «La disattivazione dei posti letto di cardiochirurgia dell'Icot di Latina è sostenuta da valutazioni relative ai volumi di attività estremamente ridotti e alla bassa performance. Nel 2009, la struttura ha effettuato 44 interventi cardiochirurgici (pari all'1% del totale regionale) ed è ultima nel Lazio per capacità di attrazione, con una percentuale di ricoveri a carico di residenti fuori regione intorno al 2% (valore medio regionale del 9%). L'indice di inappropriatezza d'uso dei posti letto è 3 volte più elevato rispetto alla media regionale». &lt;br /&gt;Quanto «bassa» fosse la performance, lo dice una tabella riservata del «PReValE», il Programma regionale di valutazione degli esiti, recuperata da Sabrina Giannini, di «Report». Tabella dove, alla voce «Bypass aorto-coronarico» per il 2008-2009 sulla mortalità nei primi 30 giorni dei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico, risulta che non ce la fece il 2,25% degli operati (su 356) al Gemelli, lo 0,46% (su 656) al San Camillo-Forlanini, il 2,67% (su 225) all'Umberto I, il 3,01 (su 632) all'European hospital e via così. Risultato finale: una media di mortalità, per quanto queste statistiche vadano prese con le pinze, intorno al 2,5%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene: in un servizio per «Reportime» di Milena Gabanelli, servizio da questa mattina su Corriere.it , Sabrina Giannini mostra quella tabella a Giacomo Frati: come mai all'Icot c'era una mortalità del 6% e cioè più che doppia? Il giovane «astro nascente» della famiglia del rettore sbanda. E si avvita in una risposta strabiliante: «Cioè, la cardiochirurgia qui è partita da zero. Faccio presente che quando noi abbiamo iniziato tutto il personale, anche infermieristico, era un personale che non aveva mai visto la cardiochirurgia. Abbiamo fatto simulazione in sala anche con i manichini. Anche per il posizionamento dei devices della circolazione extracorporea». &lt;br /&gt;Fateci capire: «tutto il personale» (tutto, compresi dunque i chirurghi) era così a digiuno di cardiochirurgia che prima di operare dei pazienti si era addestrato coi manichini? Che storia è questa? Si sono impratichiti via via sui malati che avevano affidato loro la vita? Per difendere quel reparto, mentre la Regione decideva (troppi reparti) di rinunciare ad aprire nuove cardiochirurgie a Viterbo, Frosinone e Rieti, Luigi Frati disse in un'intervista a «La Provincia»: «Mi chiedo perché mai uno di Latina non abbia il diritto di farsi operare nella sua città». Ma da chi, signor rettore? A che prezzo? In quale altro paese del mondo, dopo tutto ciò che è emerso, potrebbe restare ancora imbullonato al suo posto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gian Antonio Stella&lt;br /&gt;28 febbraio 2012 | 10:19&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6962825337884936620?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it/cronache/12_febbraio_28/carriera-primario-manichini-giacomo-frati-stella_4f7bc0ce-61d4-11e1-9e7f-339fb1d47269.shtml' title='La carriera del primario che operava i manichini: chirurgo e figlio del rettore della Sapienza.  Di Gian Antonio Stella'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6962825337884936620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6962825337884936620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6962825337884936620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6962825337884936620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2012/02/la-carriera-del-primario-che-operava-i.html' title='La carriera del primario che operava i manichini: chirurgo e figlio del rettore della Sapienza.  Di Gian Antonio Stella'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-9073917578721451379</id><published>2012-02-10T01:51:00.001+14:00</published><updated>2012-02-13T10:34:15.379+14:00</updated><title type='text'>Petizione per eliminare i vincoli alla partecipazione di PRIN E FIRB</title><content type='html'>La ricerca è una delle cinque misure per crescere del governo Monti, ma l’incipit del Ministro Profumo con i nuovi bandi PRIN E FIRB non sembra dei migliori.&lt;br /&gt;Il 27 dicembre scorso sono stati resi pubblici dal MIUR due bandi per il finanziamento della ricerca scientifica: Il PRIN e il FIRB-giovani. Il bando PRIN è stato poi modificato il 12 gennaio 2012. Tali bandi presentano sostanziali novità rispetto a quelli degli anni passati e malgrado le recenti modifiche al PRIN, le novità rischiano di soffocare la ricerca di base, e in particolare quella più originale e innovativa. Proveremo ad elencarne gli aspetti che non convincono chi la ricerca la conosce e la svolge da anni.&lt;br /&gt;Nel bando PRIN 2010-2011 è stato introdotto un vincolo che definisce un numero minimo di unità per ogni progetto; inizialmente si trattava di 5 unità per tutte le aree disciplinari, poi, nel nuovo bando del 12 gennaio 2012, il vincolo è stato ridotto a 2 unità per molte aree, ma non per altre tra cui quelle biologica e medica. Non capiamo il perché di questa differenziazione tra aree e ci chiediamo come mai un progetto debba essere svolto da almeno 5 unità di ricerca per essere ritenuto valido. Sarebbe come dire che d'ora in poi in Italia tutti i musicisti devono suonare solo in orchestre! Il vincolo delle 5 unità pone seri limiti alla partecipazione e se non sarà eliminato, si premieranno solo i filoni di ricerca rappresentati da un numero elevato di ricercatori, escludendo studi di assoluta eccellenza che hanno il solo demerito di essere svolti da uno o pochi gruppi italiani, ma che rappresentano ricerche di punta a livello internazionale. Se il vincolo delle 5 unità fosse stato applicato alle più importanti ricerche di biologia pubblicate negli ultimi anni, alcune delle quali premiate dal Nobel, nessuna di queste sarebbe stata ammessa al PRIN attuale. Infine, in soli  due mesi è molto difficile aggregare 5 unità in un serio programma di ricerca;  si incentiverà l’aggregazione artificiosa dei ricercatori in cordate disomogenee nate al solo scopo di partecipare al bando e che poco hanno a che fare con veri programmi collaborativi in cui le competenze dei partecipanti sono complementari e sinergiche. &lt;br /&gt;La proposta procedura di selezione dei  programmi ci lascia ancora più perplessi. La selezione non è  più affidata al MIUR ma agli Atenei, che sono però tenuti a selezionare un numero limitato di programmi (circa uno ogni 100 docenti in ruolo). Non vi è dubbio che ciò penalizzerà fortemente i Dipartimenti e gli Atenei che possiedono numerosi gruppi di eccellenza. Sarebbe quindi ragionevole abolire questo vincolo oppure lasciare agli Atenei una più ampia possibilità di selezione.&lt;br /&gt;Anche nel  bando FIRB-giovani ci sono numerosi vincoli che ne limitano fortemente l’efficacia. In primo luogo, ogni progetto deve essere svolto da almeno 3 gruppi di ricerca tutti coordinati da un giovane ricercatore. Questo limite di 3 gruppi è molto difficile da raggiungere e riflette più un caso favorevole che  il vero merito scientifico. Inoltre, ogni Ateneo può presentare un programma FIRB-giovani per ogni 200 docenti in organico, ma ben più grave è il limite delle pubblicazioni. Per accedere al FIRB, i giovani non strutturati (borsisti e assegnisti) fino a 32 anni devono avere almeno 5 pubblicazioni, i non strutturati da 33 a 36 anni, 10 pubblicazioni, e gli strutturati (ricercatori o professori associati) sotto i 40 anni  almeno 15 pubblicazioni. Tuttavia, non si fa menzione né della qualità delle pubblicazioni, né della posizione dei giovani ricercatori tra gli autori delle stesse. In particolare, non si tengono in alcuna considerazione gli indici bibliometrici che stimano le pubblicazioni e le riviste dove esse appaiono. Tenere conto solo del numero delle pubblicazioni senza considerarne la qualità può causare esiti paradossali. Ad esempio, un ricercatore universitario di 33 anni, assunto a tempo indeterminato, sarebbe escluso pur avendo 10 pubblicazioni su riviste prestigiose, mentre un assegnista trentaseienne verrebbe ammesso con 10 pubblicazioni su riviste minori.&lt;br /&gt;Auspichiamo che il Ministro Profumo apporti ulteriori correttivi ai bandi PRIN e FIRB-giovani. Se questo non avverrà, si verificheranno due fatti fortemente negativi. I giovani privilegeranno la quantità alla qualità, sfornando il maggior numero possibile di pubblicazioni senza curarsi del loro reale valore scientifico. I meno giovani, che hanno finora lavorato con entusiasmo e produttività ottenendo risultati originali pubblicati su ottime riviste, saranno invece costretti ad arrangiarsi, rivedendo la loro attività e orientandosi verso ricerche che permettano l’accesso ad un PRIN a 5. Tutto ciò, contribuirà ad indebolire la ricerca italiana, già in forte difficoltà per la cronica scarsità di fondi, con gravi  ripercussioni sullo sviluppo culturale e tecnologico del nostro paese.&lt;br /&gt;Giudo Barbuiani&lt;br /&gt;Presidente dell’Associazione Genetica Italiana &lt;br /&gt;Ordinario di Genetica&lt;br /&gt;Dipartimento di Biologia ed Evoluzione&lt;br /&gt;Università di Ferrara &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maurizio Gatti &lt;br /&gt;Ordinario di Genetica&lt;br /&gt;Dipartimento di Biologia e Biotecnologie&lt;br /&gt;Università Sapienza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patrizio Dimitri&lt;br /&gt;Associato di Genetica&lt;br /&gt;Dipartimento di Biologia e Biotecnologie&lt;br /&gt;Università Sapienza&lt;br /&gt;[Deviare]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-9073917578721451379?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.firmiamo.it/eliminiamo-i-vincoli-dei-bandi-prin-e-firb' title='Petizione per eliminare i vincoli alla partecipazione di PRIN E FIRB'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/9073917578721451379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=9073917578721451379' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/9073917578721451379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/9073917578721451379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2012/02/petizione-per-eliminare-i-vincoli-alla.html' title='Petizione per eliminare i vincoli alla partecipazione di PRIN E FIRB'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4684709128807116179</id><published>2012-02-10T01:49:00.002+14:00</published><updated>2012-02-13T10:28:52.074+14:00</updated><title type='text'>I Bandi Prin 2010-2011: come cancellare la ricerca originale e di base</title><content type='html'>Paesi come Gran Bretagna e Francia hanno steso in largo anticipo documenti di programmazione della ricerca pubblica per il decennio 2004-2014,mentre in Italia ogni forma di seria programmazione sembra misteriosamente inattuabile e da sempre si vive alla giornata. Sebbene la ricerca sia una delle cinque misure per crescere del governo Monti, l’incipit del Ministro Profumo con i nuovi bandi PRIN E FIRB non sembra dei migliori. Ecco alcuni degli aspetti a nostro parere problematici dei bandi Prin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vincoli quantitativi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nel recente bando Prin 2010-2011 (che accorpa due anni a causa dei gravi ritardi accumulati in precedenza) è stato introdotto un vincolo che pone seri limiti alla partecipazione: ogni progetto deve essere svolto come minimo da 5 gruppi di ricerca. Qusato vincolo è stato successivamente portato a 2 per alcune aree, ma non per altre come Scienze Biologiche e Scienzwe Mediche. Una correzione che è quasi peggiore dell’iniziale vincolo, perché rappresenta una sperequazione tra aree, soprattutto tra quelle scientifiche. &lt;br /&gt;Mettere un vincolo che definisce un numero minimo di unità per svolgere delle ricerche scientifiche  sarebbe come dire che d'ora in poi in Italia tutti i musicisti devono suonare solamente in orchestre! Se il vincolo non sarà eliminato, si premieranno solo gruppi ampi e accademicamente potenti e si penalizzerà la ricerca di base, per definizione sviluppata da gruppi di dimensioni più ridotte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Risorse&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ai Prin 2010-2011 sono stati assegnati  175 milioni di euro complessivi per progetti che avranno durata triennale, da dividere per le 14 aree tematiche. Negli ultimi due Prin (2008 e 2009), i meno finanziati della storia, le risorse ammontavano complessivamente a 202 milioni di euro per progetti biennali. E' subito evidente che il budget destinato al Prin 2010-2011 si mantiene intorno ai livelli minimi precedenti, mentre per finanziare adeguatamente la ricerca pubblica sarebbe stato necessario un vero cambiamento di rotta con un aumento significativo del budget.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Procedura di selezione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le cose non vanno meglio. Anche qui i vincoli numerici la fanno da padrone. Ci sarà una fase di preselezione dei progetti da parte degli Atenei che dovranno scegliere un numero di progetti pari circa all'1% del totale di docenti e ricercatori di ruolo. Nell'area di Scienze Biologiche potranno essere presentati solo 6 progetti. E' stato di recente stato deciso che la preselezione sarà affidata a referees indicati dai coordinatori dei progetti e scelti dall'Università. Non vi è dubbio che ciò favorirà i gruppi più grandi e accademicamente potenti, penalizzerando inoltre quei Dipartimenti e quelle Università che possiedo più gruppi che svolgono ricerche di valore e di impatto internazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conlusioni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;I Prin, istituiti dal primo governo Prodi nel 1996, hanno finora rappresentato la principale fonte di finanziamento pubblico destinata alla ricerca universitaria: con i vincoli contenuti dei recente bando si escludono dalla partecipazione moltissimi gruppi di ricerca universitari di ottimo livello e si penalizza gravemente la ricerca di base, dimenticando che essa è invece da sempre il vero motore del progresso scientifico e tecnolgico (la storia della scienza pullula di esempi a riguardo). &lt;br /&gt;La ricerca per sua natura, non deve essere esclusivamente orientata verso fini predefiniti, o imbrigliata da norme, lacci e cavilli burocratici imposti da governanti e burocrati, se così fosse sarebbe molto pericoloso. Gli unici criteri di valutazione da adottare per l'assegnazione dei finanziamenti dei progetti di ricerca pubblici devono essere  qualita' e credibilita' scientifiche del progetto e dei proponenti, tutti aspetti che si possono "misurare" valutando, oltre al progetto, i curricula e le pubblicazioni dei partecipanti, usando gli opportuni indici bibliometrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Auspicabili Correttivi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Auspichiamo che il Ministro Profumo introduca i necessari correttivi (abolizione dei vincoli numerici, finanziamenti finalmente adeguati e norme serie di valutazione che riconoscano la qualità). Se ciò non avvenisse, chi finora ha lavorato con entusiasmo e produttività, sarà costretto a arrangiarsi o a chiudere bottega, con gravi perdite di investimenti, conseguenze negative sulla didattica universitaria e ripercussioni disastrose enormi sullo sviluppo culturale e tecnologico del nostro paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4684709128807116179?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4684709128807116179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4684709128807116179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4684709128807116179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4684709128807116179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2012/02/i-bandi-prin-2010-2011-come-cancellare.html' title='I Bandi Prin 2010-2011: come cancellare la ricerca originale e di base'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-1684792753389118047</id><published>2011-03-21T10:18:00.001-10:00</published><updated>2011-03-21T10:19:06.371-10:00</updated><title type='text'>L'eco delle gesta di Mariastella Gelmini arriva fino alla rivista "Nature"</title><content type='html'>Like Guttenberg, Gelmini was a graduate in law. And like him, she felt that her driving ambition justified taking short cuts in academic procedures to get the degree that would help her political career. In 2001 she travelled from her home town of Brescia in the north of Italy to Reggio Calabria, in the far south, to sit her bar exams. At the time, pass rates in the north were below 10%, compared with a rate of suspiciously more than 90% in Reggio Calabria, a city otherwise known for low academic standards. After the press revealed the Reggio Calabria bar exam to be a scam, the Italian academic community called for Gelmini's resignation — to no avail. The irony of having a minister with responsibility for universities who herself cheerfully admits to having dodged academic rules is not lost on the community.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per saperne di più cliccate sul titolo del post oppure andate sul seguente link:&lt;br /&gt;http://www.nature.com/nature/journal/v471/n7337/full/471135b.html?WT.ec_id=NATURE-20110310&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-1684792753389118047?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nature.com/nature/journal/v471/n7337/full/471135b.html?WT.ec_id=NATURE-20110310' title='L&apos;eco delle gesta di Mariastella Gelmini arriva fino alla rivista &quot;Nature&quot;'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/1684792753389118047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=1684792753389118047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1684792753389118047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1684792753389118047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2011/03/leco-delle-gesta-di-mariastella-gelmini.html' title='L&apos;eco delle gesta di Mariastella Gelmini arriva fino alla rivista &quot;Nature&quot;'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2732842943632007298</id><published>2010-11-06T04:29:00.032-10:00</published><updated>2010-11-07T06:45:40.744-10:00</updated><title type='text'>"Il calcio per la ricerca" e non "un calcio alla ricerca", lettera aperta al capitano dell'Inter Javier Zanetti</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Due anni fa esatti scrivevo al Presidente dell'Inter Moratti&lt;/span&gt; per chiedergli di fare un piccolissimo sforzo economico (rispetto agli stipendi che paga ai suoi calciatori) e finanziare le ricerche del mio laboratorio per 3 anni. La lettera-appello venne pubblicata anche da "Panorama" con il titolo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"Caro Moratti ti scrivo" &lt;/span&gt;(vedi foto su Blog), ma &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Moratti purtroppo non ha mai risposto&lt;/span&gt;, nemmeno con due righe di circostanza.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 6 e domenica 7 novembre tutte le squadre della Serie A e B scendono in campo con l'iniziativa Un Gol per la Ricerca, promossa da AIRC. Alcuni calciatori come Javier Zanetti, capitano dell'Inter, sosterranno l'iniziativa. Per questo motivo, da buon tifoso interista, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ho deciso di scrivere anche a Javier Zanetti&lt;/span&gt; e di pubblicare su questo blog il testo della lettera. Lo scopo è  di sensibilizzare la parte sana del mondo del calcio rispetto alla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ricerca di base che in Italia è da sempre una bistrattata "cenerentola", penalizzata dai tagli del governo e ignorata dalle fondazioni private &lt;/span&gt; come AIRC e TELETHON.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Capitano,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un professore di Genetica dell'Università La Sapienza di Roma, da sempre tifoso nerazzurro. Oggi e domani il mondo del calcio sosterrà l'AIRC per la ricerca contro il cancro e tu sei uno dei principali testimonal. Si tratta di un’ottima iniziativa, ma mi permetto di scriverti per sottolineare che in Italia, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;oltre alla ricerca applicata, &lt;/span&gt; sostenuta da fondazioni private, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;esiste anche la ricerca pubblica di base che ormai sta morendo per mancanza di fondi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;AIRC e TELETHON finanziano esclusivamente la ricerca applicata in campo biomedico&lt;/span&gt;, che ha come obiettivo primario l’utilizzo delle conoscenze per fini pratici (ad esempio, la cura di malattie genetiche e tumori). &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La ricerca di base&lt;/span&gt;, anche detta pura, ha invece come scopo l'avanzamento della conoscenza e la delucidazione di determinati fenomeni fisici, chimici, biologici.&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; La ricerca di base produce idee&lt;/span&gt;, cultura, prodotti immateriali ed è un'attività fondamentale perchè&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; rappresenta il vero motore del progresso scientifico e tecnologico&lt;/span&gt;: senza la ricerca di base non esisterebbe la ricerca applicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Purtroppo in Italia la ricerca di base è sempre stata ignorata dai politici: solo chiacchiere e belle parole, ma poche azioni concrete. Negli ultimi anni, inoltre, i fondi ministeriali (già scarsi), destinati ai progetti di ricerca universitari, sono diventati drammaticamente insufficienti.&lt;/span&gt; A causa di ciò, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;noi ricercatori universitari lavoriamo in condizioni sempre più precarie e difficili e tanti giovani fuggono all'estero&lt;/span&gt; per mancanza di prospettive. La situazione è analoga per gli enti pubblici di ricerca come il CNR.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due anni fa ho lanciato lo slogan “&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;il calcio per la ricerca" e non "un calcio alla ricerca”&lt;/span&gt;, inviando un appello anche al Presidente Moratti che purtroppo, con mio grande dispiacere, non ha mai risposto. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ora mi rivolgo a te e alla parte sana del mondo del calcio, &lt;/span&gt;per chiedere un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;aiuto concreto a favore della ricerca di base&lt;/span&gt; e dei tanti validi ricercatori italiani che nelle università e negli enti pubblici di ricerca rischiano di dover abbandonare i propri studi per mancanza di risorse finanziarie e umane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti saluto con grande stima e ti auguro un’altra annata piena di successi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patrizio Dimitri&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2732842943632007298?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2732842943632007298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2732842943632007298' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2732842943632007298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2732842943632007298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/11/il-calcio-per-la-ricerca-e-non-un.html' title='&quot;Il calcio per la ricerca&quot; e non &quot;un calcio alla ricerca&quot;, lettera aperta al capitano dell&apos;Inter Javier Zanetti'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6683244535951726573</id><published>2010-09-05T02:20:00.006-11:00</published><updated>2010-09-05T02:52:16.261-11:00</updated><title type='text'>Un'altra bella pensata di Tremonti &amp; co: tagliare le missioni all'estero dei ricercatori</title><content type='html'>Udite, udite! La nuova Finanziaria impone alle amministrazioni pubbliche di dimezzare le spese per le missioni all'estero dei dipendenti. Leggendo l'art. 6.12 DL 31 maggio 2010 n. 78, sembra che anche l'università sia colpita da questo provvedimento. Spero di sbagliarmi, magari si tratterà dell'ennesima gaffe di Tremonti e del governo Berlusconi, ma il rischio è grosso.&lt;br /&gt;Se fosse vero, si metterebbero ulteriori paletti alla mobilità di ricercatori e docenti all'estero, attività che incentiva la crescita dei giovani, lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze. Avremo toccato il fondo? O ci aspetta anche di peggio? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 6. 12. &lt;br /&gt;A decorrere dall'anno 2011 le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico&lt;br /&gt;consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di&lt;br /&gt;statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n.&lt;br /&gt;196, incluse le autorità indipendenti, non possono effettuare spese per missioni, anche&lt;br /&gt;all'estero, con esclusione delle missioni internazioni di pace, delle missioni delle forze di&lt;br /&gt;polizia e dei vigili del fuoco, del personale di magistratura, nonché di quelle strettamente&lt;br /&gt;connesse ad accordi internazionali ovvero indispensabili per assicurare la partecipazione&lt;br /&gt;a riunioni presso enti e organismi internazionali o comunitari, nonché con investitori&lt;br /&gt;istituzionali necessari alla gestione del debito pubblico, per un ammontare superiore al 50&lt;br /&gt;per cento della spesa sostenuta nell'anno 2009. Gli atti e i contratti posti in essere in&lt;br /&gt;violazione della disposizione contenuta nel primo periodo del presente comma&lt;br /&gt;costituiscono illecito disciplinare e determinano responsabilità erariale. Il limite di spesa&lt;br /&gt;stabilito dal presente comma può essere superato in casi eccezionali, previa adozione di&lt;br /&gt;un motivato provvedimento adottato dall'organo di vertice dell'amministrazione, da&lt;br /&gt;comunicare preventivamente agli organi di controllo ed agli organi di revisione dell'ente.&lt;br /&gt;Il presente comma non si applica alla spesa effettuata per lo svolgimento di compiti&lt;br /&gt;ispettivi. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto le diarie per le&lt;br /&gt;missioni all'estero di cui all'art. 28 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con&lt;br /&gt;legge 4 agosto 2006, n. 248, non sono più dovute; la predetta disposizione non si applica&lt;br /&gt;alle missioni internazioni di pace. Con decreto del Ministero degli affari esteri di concerto&lt;br /&gt;con il Ministero dell'economia e delle finanze sono determinate le misure e i limiti&lt;br /&gt;concernenti il rimborso delle spese di vitto e alloggio per il personale inviato all'estero. A&lt;br /&gt;decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto gli articoli 15 della legge 18&lt;br /&gt;dicembre 1973, n. 836 e 8 della legge 26 luglio 1978, n.417 e relative disposizioni di&lt;br /&gt;attuazione, non si applicano al personale contrattualizzato di cui al d.lgs. 165 del 2001 e&lt;br /&gt;cessano di avere effetto eventuali analoghe disposizioni contenute nei contratti collettivi.&lt;br /&gt;13.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6683244535951726573?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/manovra2010/dl_20100531.pdf' title='Un&apos;altra bella pensata di Tremonti &amp; co: tagliare le missioni all&apos;estero dei ricercatori'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6683244535951726573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6683244535951726573' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6683244535951726573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6683244535951726573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/09/unaltra-bella-pensata-di-tremonti-co.html' title='Un&apos;altra bella pensata di Tremonti &amp; co: tagliare le missioni all&apos;estero dei ricercatori'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4327582742777946769</id><published>2010-07-22T06:52:00.004-11:00</published><updated>2010-07-22T07:02:13.686-11:00</updated><title type='text'>Le misure del Governo Berlusconi per Università e ricerca: una "cura" che ucciderà il paziente</title><content type='html'>UNIVERSITA' E RICERCA: UNA CURA CHE NON UCCIDA IL PAZIENTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le misure finanziarie che il governo Berlusconi sta per approvare prevedono, tra l’altro, tagli pesanti e indiscriminati all’università e alla ricerca pubbliche.  Questi tagli arrivano dopo anni di costante declino dei finanziamenti, in assenza un sistema, serio e internazionalmente riconosciuto, di valutazione della ricerca e della didattica.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’università e la ricerca in Italia hanno senza dubbio bisogno di una cura, che però non uccida il paziente! Per un vero risanamento sono necessarie misure efficaci che introducano un sistema di valutazione rigoroso e trasparente, allo scopo di colpire aree di improduttività e nepotismo. In assenza di ciò, i tagli indiscriminati del governo Berlusconi penalizzeranno solo le componenti attive e vitali degli Atenei e dei centri di ricerca, quelle che da anni lavorano e producono, pur tra mille difficoltà. Se le misure verranno attuate, si avranno effetti devastanti per lo sviluppo culturale e tecnologico di tutto il paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patrizia Lavia, ricercatrice IBPM, CNR-Roma&lt;br /&gt;Patrizio Dimitri, Professore di Genetica, Università La Sapienza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4327582742777946769?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4327582742777946769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4327582742777946769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4327582742777946769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4327582742777946769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/07/le-misure-del-governo-berlusconi-per.html' title='Le misure del Governo Berlusconi per Università e ricerca: una &quot;cura&quot; che ucciderà il paziente'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8430500104314112736</id><published>2010-07-22T06:44:00.007-11:00</published><updated>2010-07-22T06:52:34.467-11:00</updated><title type='text'>Alison Abbott commenta su Nature il triste momento di Università e Ricerca pubbliche, fatte a pezzi dai tagli del Governo Berlusconi</title><content type='html'>Questo è senza dubbio il peggior momento mai attraversato da università e ricerca in Italia, anche la rivista Nature se ne sta occupando. Insieme ad altri colleghi abbiamo inviato dei commenti alla giornalista Alison Abbott che ha scritto un bel pezzo a riguardo (http://www.nature.com/news/2010/300610/full/466016b.html). Chi vuole può partecipare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8430500104314112736?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.nature.com/news/2010/300610/full/466016b.html' title='Alison Abbott commenta su Nature il triste momento di Università e Ricerca pubbliche, fatte a pezzi dai tagli del Governo Berlusconi'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8430500104314112736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8430500104314112736' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8430500104314112736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8430500104314112736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/07/alison-abbott-commenta-su-nature-i.html' title='Alison Abbott commenta su Nature il triste momento di Università e Ricerca pubbliche, fatte a pezzi dai tagli del Governo Berlusconi'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7542386855128656785</id><published>2010-07-04T04:01:00.008-11:00</published><updated>2010-07-04T04:23:24.039-11:00</updated><title type='text'>Il governo Berlusconi vuole tagliare la tredicesima di ricercatori e docenti universitari</title><content type='html'>Dopo aver già congelato gli scatti stipendiali di docenti e ricercatori universitari, il governo Berlusconi adesso minaccia di tagliare addirittura la tredicesima. Il provvedimento si riferisce anche a poliziotti, carabinieri, magistrati, diplomatici e insegnanti della scuola. Si tratta dell'ultima  bella pensata di una maggioranza ormai allo sbando. &lt;br /&gt;C'è da dire che scuola, università e ricerca pubbliche sono da sempre i capri espiatori di questo e di altri governi. Infatti, i tagli indiscriminati di Tremonti &amp; co. hanno già messo in ginocchio questi settori fondamentali per la crescita culturale e lo sviluppo di un paese civile, ma ora si tocca il fondo. &lt;br /&gt;Invece di dedicarsi alla "macelleria", perchè Tremonti non colpisce le rendite e i privilegi delle tante caste di questo paese? Per cominciare, potrebbe dimezzare ricchi stipendi e pensioni d'oro che vengono generosamente elargisti a ministri e parlamentari, riducendo i numerosi benefici della classe politica più pagata del mondo occidentale. Sarebbe un bel gesto ed un buon risparmio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7542386855128656785?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7542386855128656785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7542386855128656785' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7542386855128656785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7542386855128656785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/07/il-governo-berlusconi-vuole-tagliare-la.html' title='Il governo Berlusconi vuole tagliare la tredicesima di ricercatori e docenti universitari'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-3365373973170289410</id><published>2010-05-29T02:14:00.011-11:00</published><updated>2010-05-29T07:13:27.843-11:00</updated><title type='text'>Il governo Berlusconi vuole cancellare istituti scientifici di grande valore</title><content type='html'>Nella manovra finanziaria dell'imminente decreto legge del governo Berlusconi si prevede la soppressione o accorpamento di una ventina di enti pubblici ritenuti “inutili”. Clamorosamente, nella lista figurano istituti di grande valore come l’Istituto Nazionale di Alta Matematica (INDAM), di recente valutato al primo posto tra gli enti di ricerca italiani; il prestigioso Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e la Stazione Zoologica “A. Dohrn”. In particolare, la stazione Zoologica nel suo genere è uno dei centri di ricerca più importanti al mondo, dal punto di vista scientifico e storico, e nel suo consiglio scientifico ha ben tre premi nobel in camo biologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella black list delle cancellazioni non c'è invece alcuna traccia di altri enti pubblici dai nomi e dalle funzioni stravaganti, già citati nei precedenti post di questo blog. Tra questi, oltre all'Opera nazionale dei figli degli aviatori, meritano una menzione speciale il Banco nazionale prova armi da fuoco e  l’Istituto di beneficenza Vittorio Emanuele III. Quest'ultimo venne fondato per "esercitare funzione di assistenza a favore degli ufficiali pensionati delle Forze armate e della Guardia di Finanzia o dei loro familiari". SI tratta di strutture di cui fino ad oggi solo pochi avevano colto appieno l’importanza, ma che grazie a recenti e approfondite analisi condotte dal governo sembra siano state ritenute indispensabili per il bene e lo sviluppo della nostra patria. Evviva!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ironia a parte, questi interventi sono frutto di una politica abominevole, fatta di azioni in apparenza irrazionali: quale capo di governo serio, quale Ministro responsabile e consapevole potrebbe avallarli? In realtà, dietro a tutto ciò, come dietro e ai tagli indiscriminati  perpetrati ai danni dell’università, si cela un unico e ben preciso disegno: la distruzione definitiva della ricerca scientifica pubblica in Italia. Bisogna opporsi a questo scempio!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-3365373973170289410?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://oggiscienza.wordpress.com/2010/05/27/ecco-la-lista-nera-provvisoria/' title='Il governo Berlusconi vuole cancellare istituti scientifici di grande valore'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/3365373973170289410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=3365373973170289410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3365373973170289410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3365373973170289410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/05/il-governo-berlusconi-vuole-cancellare.html' title='Il governo Berlusconi vuole cancellare istituti scientifici di grande valore'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4183796205543768750</id><published>2010-04-18T23:22:00.002-11:00</published><updated>2010-04-19T02:59:24.857-11:00</updated><title type='text'>Enti inutili: l'Inchiesta di "Report".</title><content type='html'>Enti inutili per molti, ma utilissimi a pochi.. vi segnalo l'inchiesta di "Report"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90060,00.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4183796205543768750?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90060,00.html' title='Enti inutili: l&apos;Inchiesta di &quot;Report&quot;.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4183796205543768750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4183796205543768750' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4183796205543768750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4183796205543768750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/04/inchiesta-di-report-sugli-enti-inutili.html' title='Enti inutili: l&apos;Inchiesta di &quot;Report&quot;.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-3730403663292759465</id><published>2010-04-18T23:13:00.003-11:00</published><updated>2010-04-18T23:18:59.229-11:00</updated><title type='text'>Proponiamo Emergency per il Premio Nobel per la pace.</title><content type='html'>Inserisco il testo dell'appello inviato dal collega Sergio Pimpinelli al Presidente Napolitano, perchè proponga Emergency per premio Nobel per la pace. Chi è interessato può sostenere l'appello inviando una e-mail al seguente indirizzo:presidenza.repubblica@quirinale.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Presidente della Repubblica, &lt;br /&gt;Le rivolgo questo appello confidando nella sua sensibilità di guida morale del nostro paese e nella speranza che voglia quindi prendere seriamente in considerazione la mia proposta che, credo, sia condivisa da una grande parte di nostri connazionali. &lt;br /&gt;In questo momento così difficile per il nostro paese, così confuso per quanto riguarda la situazione politica internazionale e così cinico da giustificare le guerre come necessarie per il mantenimento della pace, ci sono persone e istituzioni che, con il loro lavoro quotidiano e a costo di grandi sacrifici, testimoniano l’orrore della guerra alleviando le sofferenze causate alle persone di tutte le parti coinvolte nei conflitti. Questa testimonianza, invece di essere apprezzata, risulta per molti ambienti nazionali e internazionali un fastidio da liquidare o, al minimo, da screditare. Niente di nuovo, la nostra storia è piena di situazioni in cui gli italiani nel mondo si sono fatti onore, acquisendo anche un elevato potere culturale, nella più completa noncuranza se non nell’ostracismo dei governi nazionali. &lt;br /&gt;Pertanto, io le chiedo di proporre Emergency  per il premio Nobel per la Pace. A mio parere, questa proposta costituirebbe un meritato riconoscimento per l’encomiabile attività svolta da questa organizzazione e, in caso positivo, restituirebbe onore e dignità al premio che, in una gran parte dei casi, è stato assegnato in base a calcoli politici come testimoniato anche dall’ultima ipocrita assegnazione.&lt;br /&gt;Coraggio Presidente! Si schieri dalla parte virtuosa degli italiani che sono tanti anche se profondamente frustrati dalla situazione attuale in cui sono costretti a vivere.&lt;br /&gt;Con rispetto&lt;br /&gt;Sergio Pimpinelli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-3730403663292759465?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/3730403663292759465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=3730403663292759465' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3730403663292759465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3730403663292759465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/04/proponiamo-emergency-per-il-premio.html' title='Proponiamo Emergency per il Premio Nobel per la pace.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-1637991635957982646</id><published>2010-04-15T19:21:00.005-11:00</published><updated>2010-04-19T02:57:48.325-11:00</updated><title type='text'>Un miliardo di euro all'anno per finanziare enti e istituti inutili</title><content type='html'>Da una parte lo stato penalizza drasticamente ricerca, università e scuola con tagli assurdi e indiscriminati e dall'altra continua imperterrito a finanziare enti o istituti inutili o poco utili che si occupano di questioni veramente marginali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basti pensare ad esempio ad una di queste strutture chiamata "Opera nazionale dei figli degli aviatori" , denominazione di stile  alquanto fascista, con un consiglio di amministrazione di nove membri, tutti militari, con un segretario generale e un collegio dei revisori di tre membri. Tutti nominati dal ministro della Difesa su proposta del capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare. Si legge che questo istituto si occupa di una attività veramente utile e meritoria, ovvero "provvedere alla educazione morale, intellettuale, fisica, all'assistenza religiosa ed alle cure igieniche e sanitarie, allo scopo di prepararli (i figli degli aviatori) ad un avvenire adeguato alle loro capacità e tendenze".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensando alle condizioni in cui si lavora nelle università e nelle scuole, a come sono penalizzati studenti, docenti e ricercatori, pensando a tutti quelli che sono costretti a vivere con stipendi da fame, sale un moto di sdegno e di rabbia. Questo è sempre più il paese delle ingiustizie sociali, manovrato a piacimento da un'oligarchia politica becera e nepotista che punta ad accumulare privilegi favorendo amici e parenti: un paese da rifondare completamente!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-1637991635957982646?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/politica/2010/04/15/news/inchiesta_enti_inutili-3379888/' title='Un miliardo di euro all&apos;anno per finanziare enti e istituti inutili'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/1637991635957982646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=1637991635957982646' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1637991635957982646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1637991635957982646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/04/un-miliardo-di-euro-allanno-per.html' title='Un miliardo di euro all&apos;anno per finanziare enti e istituti inutili'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4842667895963261556</id><published>2010-04-05T06:10:00.003-11:00</published><updated>2010-04-05T06:19:48.442-11:00</updated><title type='text'>La ricerca di base in Italia rischia di scomparire</title><content type='html'>Come molti sanno, la ricerca scientifica si distingue in due categorie, entrambe importanti: ricerca applicata e ricerca di base. Quella applicata ha come fine primario l’utilizzo delle conoscenze a fini pratici. Un esempio noto di ricerca applicata in campo bio-medico è dato dagli studi finalizzati alla cura di tumori e malattie ereditarie, che per quanto necessari, purtroppo non elargiscono rimedi immediati. Al contrario, la ricerca di base, anche detta pura, ha come scopo l'avanzamento della conoscenza e la delucidazione di determinati fenomeni fisici, chimici, biologici. È un’analisi esplorativa, un’avventura intellettuale, condotta senza ovvi fini pratici. Un’attività che porta idee, cultura, prodotti immateriali, inutili per chi considera solo la capacità immediata di generare denaro e profitto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la storia della scienza insegna che è proprio la ricerca di base il vero motore del progresso scientifico e tecnologico. Negli ultimi decenni, ad esempio, i risultati più significativi ottenuti nel campo della Genetica, non sono scaturiti da studi applicativi, bensì da ricerche di base su fenomeni in apparenza bizzarri, condotte in opportuni “sistemi modello”, organismi con proprietà biologiche particolarmente idonee agli studi sperimentali. Due casi su tutti: il Nobel per la Biologia e Medicina assegnato nel 1995 a Ed Lewis, Christiane Nusslein e Eric Wieschaus per la scoperta dei geni dello sviluppo in Drosophila melanogaster, il moscerino della frutta, e nel 2006 a Andrew Fire e Craig Mello per la scoperta di un sistema che “spegne” i geni in Caenorhabditis elegans, un vermetto. Due ricerche che hanno prodotto delle vere rivoluzioni nel campo della biologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricerche fondamentali condotte su moscerini e vermi? Sì, perché non c’è alcuna relazione tra la rilevanza e l'impatto di una problematica scientifica o la complessità di un sistema biologico e la taglia dell’organismo modello che viene utilizzato, altrimenti in Biologia dovremmo studiare solo balene o elefanti. Queste scoperte hanno accelerato lo sviluppo di nuovi e rivoluzionari approcci applicativi in campo medico e insegnano che la ricerca non deve essere indirizzata, come alcuni vorrebbero, ma lasciata libera. Perché, dunque, questa cronica miopia di governi, industrie e fondazioni private che trascurano la ricerca di base a favore di quella applicata? Vorrei tanto essere smentito, ma per ora non vedo segnali positivi dal Governo e da Tremonti "mani di forbice". E se Telethon, Airc e altre fondazioni si mettessero una mano sulla coscienza e realizzassero finalmente anche dei bandi dedicati al finanziamento della ricerca di base?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4842667895963261556?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4842667895963261556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4842667895963261556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4842667895963261556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4842667895963261556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/04/la-ricerca-di-base-in-italia-rischia-di.html' title='La ricerca di base in Italia rischia di scomparire'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8226406735028910144</id><published>2010-04-05T05:37:00.005-11:00</published><updated>2010-04-05T06:26:33.198-11:00</updated><title type='text'>Il bando Prin 2009 esce il primo aprile 2010:pesce d'aprile?</title><content type='html'>Dopo il grave ritardo delle valutazioni relative ai progetti Prin 2008, il bando Prin 2009 esce il primo aprile 2010 (vedi decreto). Una data che forse non è casuale è allude alla considerazione che questo governo ha per la ricerca scientifica? Qualcuno penserà: "meglio tardi che mai". Ma forse è già troppo tardi, visto che molti gruppi di ricerca che nel frattempo stanno scomparendo. Un anno di ritardo: non era mai accaduto. La  situazione è ormai disperata per la ricerca di base che in Italia viene troppo spesso trascurata e rischia di estinguersi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8226406735028910144?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://prin.miur.it/index.php?pag=2009' title='Il bando Prin 2009 esce il primo aprile 2010:pesce d&apos;aprile?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8226406735028910144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8226406735028910144' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8226406735028910144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8226406735028910144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/04/ecco-il-bando-prin-2009-esce-con-un.html' title='Il bando Prin 2009 esce il primo aprile 2010:pesce d&apos;aprile?'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-898401153961015044</id><published>2010-04-01T07:24:00.006-11:00</published><updated>2010-04-01T08:42:37.284-11:00</updated><title type='text'>Il cavaliere e l'elisir di lunga vita</title><content type='html'>Nel recente comizio di San Giovanni, Silvio Berlusconi ha solennemente annunciato che uno dei punti fondamentali del suo governo nei prossimi tre anni è quello di voler “vincere il cancro” (http://www.youtube.com/watch?v=veKkjOXAPAg). Il premier purtroppo non ha specificato chi e come dovrebbe portare avanti questa battaglia. Che abbia già contattato un santo redivivo capace di far miracoli ? O forse qualche factotum è già al lavoro per preparare una legge “contra malannum”? Non ha neppure chiarito con quali mezzi si dovrebbe compiere l'opera, visto che per sostenere la ricerca scientifica e i ricercatori di solito sono necessari finanziamenti veri e non i tagli drastici e indiscriminati attuati in questi ultimi anni da Tremonti &amp; co. L'ultimo esempio è dato dei progetti di ricerca di interesse nazionale che per il 2008 hanno ricevuto uno stanziamento tardivo di 90 milioni di euro per le 14 aree disciplinari (33% in meno rispetto al 2002). Una miseria se confrontati ai 138 milioni di euro previsti per le spese della sola Camera dei Deputati nel 2010. Non a caso, per ricerca e sviluppo l’Italia investe circa l’1% del PIL ed è agli ultimi posti tra i 30 paesi membri dell'OCSE. In queste condizioni, annunciare di vincere il cancro è come promettere l’elisir di lunga vita: qualcosa che assomiglia molto agli slogan degli imbonitori nelle vecchie fiere paesane. E come spesso accade, c'è chi ci crede.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-898401153961015044?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=veKkjOXAPAg' title='Il cavaliere e l&apos;elisir di lunga vita'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/898401153961015044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=898401153961015044' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/898401153961015044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/898401153961015044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/04/il-cavaliere-e-lelisir-di-lunga-vita.html' title='Il cavaliere e l&apos;elisir di lunga vita'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2330761172038751634</id><published>2010-03-07T07:36:00.001-11:00</published><updated>2010-03-07T07:39:42.506-11:00</updated><title type='text'>Una “pulizia etica” per i concorsi.</title><content type='html'>Condivido l’analisi fatta da Walter Tocci e sarei idealmente anche d’accordo con la soluzione della chiamata diretta, ma considerando lo stato attuale e i rapporti di forza presenti all’interno dei nostri atenei, la trovo purtroppo impraticabile. Infatti, una tale soluzione in questo momento favorirebbe ancora di più le logiche clientelari e nepotistiche che già la fanno da padrone. La chiamata diretta fallirebbe come sono falliti tutti gli altri meccanismi concorsuali sperimentati finora, generando le stesse aberrazioni che vengono denunciate oggi. D’altronde, anche la proposta fatta dall’ANDU sui concorsi temo non avrebbe miglior fortuna. Infatti, non credo che per far girare il vento bastino le commissioni nazionali interamente sorteggiate e composte da soli ordinari, e nemmeno che da quelle commissioni siano esclusi i docenti dell’Ateneo che bandisce il posto. Sappiamo bene che le reti accademiche sono vaste e potenti e capaci di funzionare in modo trasversale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vista la situazione, è lecito pensare che il fallimento di tutti i meccanismi concorsuali messi in pratica fino ad oggi sia dipeso non tanto dai meccanismi stessi, quanto da chi li ha sempre gestiti, ovvero quella elite di professori ordinari appartenente ai vari settori disciplinari e facente capo a gruppi e gruppuscoli accademici di potere. Come possiamo pensare che qualcosa cambi se i gestori saranno sempre i medesimi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che fare, allora? Per tentare una bonifica del sistema, i concorsi dovrebbero essere nazionali, come sostiene l’ANDU, ma a mio parere le commissioni dovrebbero prevedere una massiccia presenza di esperti stranieri (almeno il 50%), non perchè più bravi o più belli, ma solo in quanto garanti il più possibile indipendenti e svincolati dalle lobbies politico-accademiche di casa nostra. Qualcosa di simile dovrebbe valere anche per la valutazione dei progetti di ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un decennio di tale pratica potrebbe produrre una discreta “pulizia etica” e favorire lo sviluppo di una nuova generazione accademica in media eticamente e professionalmente migliore della precedente. A quel punto si dovrebbe passare a una fase successiva basata su chiamata diretta dei candidati da parte degli Atenei e sulla loro valutazione, con finanziamenti in funzione dei risultati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2330761172038751634?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2330761172038751634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2330761172038751634' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2330761172038751634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2330761172038751634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/03/una-pulizia-etica-per-i-concorsi.html' title='Una “pulizia etica” per i concorsi.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6363330859747294863</id><published>2010-03-07T07:18:00.004-11:00</published><updated>2010-05-29T07:24:23.065-11:00</updated><title type='text'>Concorsi universitari, quale soluzione?</title><content type='html'>Per approfondire l'argomento vi consiglio di andare sul sito dell'ANDU all'indirizzo &lt;br /&gt;http://www.andu-universita.it/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare, vi segnalo un'analisi molto approfondita sviluppata da Walter Tocci. Pur condividendo l'analisi di Tocci, non sono convinto che il reclutamento e la progressione della carriera per cooptazione rappresentino una scelta vincente.&lt;br /&gt;http://www.centroriformastato.org/crs2/IMG/pdf/Quale_riforma_universitaria-WTocci.pdf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6363330859747294863?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andu-universita.it' title='Concorsi universitari, quale soluzione?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6363330859747294863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6363330859747294863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6363330859747294863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6363330859747294863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/03/concorsi-universitari-quale-la.html' title='Concorsi universitari, quale soluzione?'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8030595660728567787</id><published>2010-01-17T07:43:00.006-11:00</published><updated>2010-01-17T07:49:01.417-11:00</updated><title type='text'>I risultati dei progetti Prin 2008: da un mese siamo tutti in attesa della firma della Gelmini</title><content type='html'>La ricerca scientifica è un elemento cardine per la crescita e lo sviluppo dei paesi evoluti. In Italia, invece, la ricerca pubblica è sempre più relegata al ruolo di Cenerentola. Infatti, i finanziamenti, già scarsi, sono diventati drammaticamente insufficienti a causa della politica miope e sconsiderata dei governi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultima ciliegina sulla torta ammuffita e indigesta confezionata dal Governo Berlusconi per gli affamati ricercatori italiani, è rappresentata dall’esito ancora ignoto della valutazione dei Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (Prin) per l’anno 2008. La graduatoria finale è stata sottoposta alla firma del Ministro Gelmini il 23 dicembre scorso, ben 10 mesi oltre la scadenza del bando. Gli ottimisti erano convinti che la Gelmini, conscia del grave ritardo accumulato nel corso della valutazione dei progetti, avrebbe subito ratificato la graduatoria con una semplice firmetta. Macchè, dopo quasi un mese centinaia di gruppi di ricerca e migliaia di professionisti pendono ancora dalle labbra, pardon dalle mani, della Gelmini, senza sapere se potranno o meno avere le risorse necessarie per proseguire le loro ricerche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In assenza di una seria programmazione si è costretti a vivere alla giornata, a danno della ricerca stessa. In questo drammatico frangente, cara Gelmini, che senso parlare di valutazione, merito o eccellenza? In queste condizioni, come si può pensare di competere con gli altri paesi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8030595660728567787?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8030595660728567787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8030595660728567787' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8030595660728567787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8030595660728567787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2010/01/i-risultati-dei-progetti-prin-2008.html' title='I risultati dei progetti Prin 2008: da un mese siamo tutti in attesa della firma della Gelmini'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6293411292073077239</id><published>2009-09-26T08:09:00.015-11:00</published><updated>2009-09-27T07:17:00.302-11:00</updated><title type='text'>Bravo Carlo Fiocchi: finalmente qualcuno denuncia il malcostume che vige nel nostro paese per la valutazione dei progetti di ricerca.</title><content type='html'>Il Professor Claudio Fiocchi si è dimesso da valutatore dei progetti di ricerca Prin dell’area di Medicina dopo aver ricevuto forti pressioni dagli stessi responsabili dei progetti che avrebbe dovuto giudicare. Il compito di Fiocchi doveva rimanere anonimo secondo quelle che sono le norme del Prin, ma così non è stato, c'è stata una soffiata; bene ha fatto il nostro collega a denunciare l'accaduto e a dimettersi appena ricevute le pressioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sto dalla parte di Fiocchi, anche se c'è chi ha idee diverse in merito ed esprime critiche a mio parere surreali (http://occhichesannoguardare.myblog.it/archive/2009/09/24/la-dannosa-ed-inutile-denuncia-del-prof-fiocchi.html).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che Fiocchi ha vissuto in prima persona sembra essere una prassi consolidata in molti settori nell'ambito dei progetti ministeriali Prin (Medicina in primis). Da vari anni con lettere e petizioni abbiamo cercato di portare alla luce dei vari ministri difetti e  magagne che affliggono la valutazione dei progetti scientifici finanziati dal Ministero, proponendo dei correttivi, ma a poco è valso (vedi precedenti post di questo blog). L'anno scorso su Panorama è anche uscito un articolo dove con alcuni colleghi avevamo messo insieme degli aneddoti sulle gravi pecche del sistema Prin, cercando di sensibilizzare il ministero, con scarsi risultati (http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/10/31SI45036.PDF). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Girava la voce che alcuni ricercatori avessero facoltà di dirottare i propri programmi a valutatori benevoli per ottenere giudizi addomesticati, ma non c'erano prove. Si tratta di una prassi disonesta che avvantaggia alcuni a danno di altri, dove non si parte tutti alla pari e il merito viene calpestato. Questa volta, però, il delirio di onnipotenza di certi accademici "furbetti" è stato frustrato, non immaginavano di dover fare i conti con l'onestà e la correttezza di Fiocchi. Ma quanti altri, invece, nel corso degli anni hanno lasciato correre? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una brutta storia dove è possibile che siano coinvolti i garanti dell’area di Medicina, qualche "talpa" del Ministero, oppure entrambi. Leggiamo che la Gelmini aprirà un’inchiesta sull’accaduto (perché solo dopo l’articolo di Repubblica e non un mese fa quando Fiocchi scrisse al Ministero?). Speriamo che dopo le prime levate di scudi tutto non venga insabbiato, secondo le consuetudini di questa italia berlusconiana, speriamo che si facciano i nomi e i colpevoli siano sbugiardati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi molti politici e accademici si sciacquano la bocca con parole come valutazione e merito; purtroppo si tratta solo di atteggiamenti di facciata, perchè molti di essi finora hanno favorito e praticato solo nepotismo, clientelismo e familismo. La denuncia di Fiocchi dimostra che in Italia è  sempre più è necessaria un’agenzia  che applichi criteri di valutazione internazionalmente riconosciuti. Ma chi ci garantisce che i componenti di questa agenzia si comporteranno correttamente? Se si vuole cambiare veramente, a mio parere la valutazione di programmi scientifici e concorsi non dovrà essere affidata ai soliti noti "esperti" caserecci, ma appaltata ad arbitri stranieri, non perchè più bravi o più belli, ma solo più indipendenti e avulsi da inciuci e malcostume delle lobbies politico-accademiche nostrane; quegli inciuci e quel malcostume denunciati  da Fiocchi.  Un decennio di tale pratica potrebbe contribuire a ripristinare un senso etico e di responsabilità nel mondo accademico e della ricerca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6293411292073077239?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/denuncia-medico-usa/denuncia-medico-usa/denuncia-medico-usa.html' title='Bravo Carlo Fiocchi: finalmente qualcuno denuncia il malcostume che vige nel nostro paese per la valutazione dei progetti di ricerca.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6293411292073077239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6293411292073077239' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6293411292073077239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6293411292073077239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2009/09/bravo-carlo-fiocchi-finalmente-qualcuno.html' title='Bravo Carlo Fiocchi: finalmente qualcuno denuncia il malcostume che vige nel nostro paese per la valutazione dei progetti di ricerca.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7455151395537381765</id><published>2009-07-26T07:08:00.007-11:00</published><updated>2009-07-27T11:12:20.351-11:00</updated><title type='text'>Gli atenei virtuosi della Gelmini</title><content type='html'>Arrivano gli Atenei virtuosi! ll cosiddetto pacchetto universita' presentato  da Mariastella Gelmini e approvato dal Consiglio dei ministri stabilisce una graduatoria degli Atenei virtuosi che si spartiranno un fondo premiale di circa 525 milioni di euro.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrei sbagliarmi, ma temo che in questa “valutazione” abbiano avuto un forte peso gli indici economici. Ad una prima occhiata mi sembra che in particolare vengano premiati gli Atenei medio-piccoli con meno personale, quelli che per la spesa dedicata agli stipendi si sono tenuti al di sotto del 90% del fondo di finanziamento ordinario (FFO). In questo modo si arriva all’assurdo di penalizzare Facoltà o Dipartimenti di valore, solo perché appartenenti ad Atenei in media più spendaccioni di altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la didattica, anche qui ho qualche perplessità. Un criterio preso in considerazione è stato il numero di studenti iscritti al secondo anno che hanno superato almeno i due terzi degli esami. In questo modo però vengono promosse le università-esamifici dove è più facile superare gli esami, mentre le più selettive risultano didatticamente scarse. Si è deciso inoltre di premiare gli Atenei i cui studenti hanno trovato un lavoro entro i tre anni dal conseguimento della laurea. L’assunzione, competamente sbagliata, è che trovare lavoro in Italia è funzione esclusiva del valore del laureato, completamente indipendente dalle condizioni socio-economiche di una data regione o da altre “variabili” più caserecce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ ancora poco chiaro quali siano stati i criteri di valutazione della ricerca e delle pubblicazioni scientifiche, anche se si legge che sono stati presi in considerazioni i giudizi del Civr.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, mi sbaglierò, ma al momento queste classifiche sembrano frutto di un lavoro estemporaneo, approssimativo e poco meditato che ha prodotto stime inesatte. A mio parere, piuttosto che interi Atenei, spesso molto eterogenei al loro interno, sarebbe più corretto valutare le singole Facoltà o i singoli Dipartimenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7455151395537381765?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7455151395537381765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7455151395537381765' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7455151395537381765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7455151395537381765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2009/07/gli-atenei-virtuosi-della-gelmini.html' title='Gli atenei virtuosi della Gelmini'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7806671545433685410</id><published>2009-04-12T05:12:00.008-11:00</published><updated>2009-04-18T11:20:56.744-11:00</updated><title type='text'>Solidarietà per la popolazione abruzzese colpita dal terremoto.</title><content type='html'>Approfitto dello spazio di questo blog per esprimere il mio più profondo cordoglio e la mia solidarietà per la tragedia che ha colpito la popolazione dell'Aquila e degli altri paesi limitrofi. E' importante che tutti diano il loro, anche minimo, contributo per aiutare l'Abruzzo e le tante famiglie che in pochi atroci attimi hanno perso tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7806671545433685410?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7806671545433685410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7806671545433685410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7806671545433685410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7806671545433685410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2009/04/solidarieta-per-la-popolazione.html' title='Solidarietà per la popolazione abruzzese colpita dal terremoto.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4993783524465824115</id><published>2009-03-25T22:42:00.001-11:00</published><updated>2009-03-25T22:44:34.824-11:00</updated><title type='text'>Appello</title><content type='html'>Firmate l'appello indirizzato dai docenti univeristari al Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHIEDIAMO LE SCUSE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, ha di nuovo rivolto espressioni gravemente ingiuriose contro l'Università italiana e contro il suo corpo docente. L'Università, nel giudizio espresso dall'on. Berlusconi, non sarebbe altro che "un ammortizzatore sociale" e un covo di intrighi nepotisti. Purtroppo espressioni siffatte non sono nuove, e da molti mesi le abbiamo sentite ripetere con arroganza, nel quadro di una squallida campagna denigratoria condotta dall'attuale Esecutivo contro il sistema scolastico e universitario, con l'ausilio di media compiacenti. Tale campagna offende la verità dei fatti e unicamente risponde al desiderio di far giustizia sommaria della ricerca, della cultura e di ogni pensiero critico, in spregio dell'avvenire del paese e di quello delle giovani generazioni. Noi, docenti delle Università italiane e cittadini della Repubblica, siamo qui pertanto a chiedere formalmente al Presidente del Consiglio di adottare toni più consoni all'autorità da lui rivestita e di rivolgerci le sue scuse.&lt;br /&gt;Nessuno di noi discute la possibilità di migliorare le prestazioni del sistema universitario italiano sul piano dell'insegnamento e della ricerca, di utilizzare più razionalmente le risorse e di perfezionare i difettosi meccanismi di reclutamento dei docenti, peraltro disposti dal Parlamento e dal governo. Respingiamo tuttavia con fermezza una campagna di calunnie volgare e di totale infondatezza. Malgrado la notissima insufficienza dei fondi a disposizione, che ci colloca agli ultimi posti tra i paesi industrializzati, per noi parlano sia la considerazione di cui gode la ricerca italiana nel confronto con le altre realtà europee ed extraeuropee, sia la qualità internazionalmente accertata dei laureati nei nostri atenei. Da anni molti di noi denunciano le manchevolezze del nostro sistema universitario, reclamano appropriate misure di riforma e con impegno si adoperano per garantire la funzionalità degli Atenei. In ogni caso, ci preme ricordare all'on. Berlusconi che la reputazione internazionale degli studiosi e delle strutture di ricerca italiane, specie quelle pubbliche - sul piano della qualità scientifica e su quello della moralità - è alquanto più elevata di quella di cui godono il sistema politico e il sistema imprenditoriale.&lt;br /&gt;Aspettiamo dunque le sue scuse, signor Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angelo d'Orsi (Storia del pensiero politico, Università di Torino)&lt;br /&gt;Alfio Mastropaolo (Scienza politica, Università di Torino)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4993783524465824115?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.historiamagistra.it/' title='Appello'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4993783524465824115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4993783524465824115' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4993783524465824115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4993783524465824115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2009/03/appello.html' title='Appello'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2319266059510638692</id><published>2009-03-25T22:27:00.006-11:00</published><updated>2009-04-18T05:50:47.161-11:00</updated><title type='text'>Berlusconi attacca l’Università</title><content type='html'>Silvio Berlusconi ha recentemente dichiarato alla stampa: “Ogni professore ha il figlio, il cugino, l'amico del figlio, il cognato che ha la cattedra con l'invenzione di un corso di laurea". Da che pulpito, proprio lui noto per aver piazzato in posti strategici parenti e amici. Ricordate l’ascesa di Previti, da avvocato di fiducia del cavaliere a Ministro della Difesa nel 1994, poi condannato per corruzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nepotismo e corruzione esistono nell'ambiente accademico e sono da perseguire, ma non si tratta di mali esclusivi dell’università, purtroppo hanno infettato ogni ambito di questo il paese, soprattutto la politica. E 'doveroso ricordare che negli atenei italiani esistono anche professionalità ed eccellenza, ma non fanno notizia perché una buona fetta di stampa è alla ricerca affannosa dello scandalo e dei fenomeni patologici. E' luogo comune che i famosi “cervelli” siano costretti a espatriare perché discriminati dai docenti; in realtà molti di loro rimarrebbero volentieri e fuggono o non ritornano perché in Italia fanno la fame, a causa della mancanza di fondi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole di Berlusconi sono parte di un disegno diffamatorio indiscriminato ai danni dell’università, sostenuto anche da molti massmedia, per giustificare i tagli e gli altri interventi del governo. Così si criminalizzano tutti. Così il mondo accademico diventa un informe “blob” di baronia e corruzione che ingurgita tutti, anche i tanti professionisti seri che lavorano in cronica carenza di finanziamenti adeguati e all’università non hanno avuto mai nemmeno un bisnonno bidello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E alla fine, chissà come, nepotisti e fannulloni rimangono sempre al loro posto e le lobbies accademiche legate alla politica continuano a fare il bello e cattivo tempo. E’ un grande gioco delle parti dove le persone serie e oneste hanno quasi sempre la peggio. Non c’è da stare molto allegri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2319266059510638692?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2319266059510638692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2319266059510638692' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2319266059510638692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2319266059510638692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2009/03/berlusconi-attacca-luniversita.html' title='Berlusconi attacca l’Università'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-583931310589792669</id><published>2009-01-09T09:45:00.003-11:00</published><updated>2009-01-09T09:58:36.925-11:00</updated><title type='text'>Ecco la legge Gelmini-Giavazzi: solo fumo negli occhi!</title><content type='html'>La legge Gelmini è stata approvata ieri; come molti sanno si tratta di una serie di norme suggerite in gran parte dall'economista della Bocconi Giavazzi. Quante "menti" per partorire delle misure che non incideranno affatto sul "tasso etico" dell'università e dei per i concorsi e che non favoriranno il merito.  Si tratta di una legge farsa, molto fumo negli occhi,  una serie di interventi che mirano solo a fare cassa. Vi consiglio di leggere i seguenti commenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.economiaepolitica.it/index.php/universita-e-ricerca/gli-errori-de&lt;br /&gt;lla-gelmini-giavazzi-sui-concorsi-universitari/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-01/090109/KE8RX.tif&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.economiaepolitica.it/index.php/universita-e-ricerca/luniversita-c&lt;br /&gt;he-piace-a-confindustria/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-583931310589792669?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/583931310589792669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=583931310589792669' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/583931310589792669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/583931310589792669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2009/01/ecco-la-legge-gelmini-giavazzi-solo.html' title='Ecco la legge Gelmini-Giavazzi: solo fumo negli occhi!'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4715285567416901430</id><published>2008-12-18T11:21:00.006-11:00</published><updated>2010-01-17T07:51:59.498-11:00</updated><title type='text'>Le assurde dichiarazioni di Vincenzo Cerami</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Da Repubblica.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La ministra Gelmini, piuttosto che premiare i docenti che pubblicano in fantasmatiche case editrici il risultato delle loro ricerche, dovrebbe dare consistente valore alla didattica, che ad oggi non costituisce alcun punteggio nell'ambito della carriera universitaria". E aggiunge: "Gli studenti pagano l'onerosa retta per essere istruiti e non per il curriculum di presunta scientificità dei professori. Ella deve sapere che nel quasi cento per cento dei casi si tratta di pubblicazioni inutili, pretestuose e improvvisate a mero scopo carri eristico. Temiamo che questo governo voglia dare l'impressione di cambiare molto senza, in realtà, cambiare niente". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinceramente speravo che le dichiarazioni di Cerami fossero state travisate, ma visto che non c'è stata alcuna smentita temo siano vere!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo è falso che la didattica non abbia peso; noi tutti (ricercatori, associati e ordinari) dobbiamo rendere conto solo delle “famose” 365 ore di didattica (per il tempo pieno), la ricerca non viene affatto considerata tra i compiti dovuti  (a parte la farsa della conferma in ruolo), è un’attività quasi opzionale, tant’è vero che noi tutti potremmo da domani decidere di fare solo didattica e nessuno verrebbe a dirci nulla.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo, sebbene sia vero che in certe Facoltà esistono riviste e case editrici  fatte in casa, vedi l’esempio di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Med Secoli &lt;/span&gt;rivista ad IF zero del Museo della Storia della Medicina della Sapienza dove pubblica la professoressa Luciana Angeletti, direttrice di quel Museo e moglie di Luigi Frati, l’affermazione di Cerami è un insulto a tanta gente seria che fa ricerca a livello buono, ottimo o eccellente. Possibile che il ministro ombra Cerami ignori che per molti docenti e ricercatori la pubblicazione su riviste internazionali vere, e non fantasma, è un momento fondamentale, il coronamento del proprio lavoro? Se Cerami voleva uscire dall’ombra, scusate il gioco di parole, c’è riuscito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4715285567416901430?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4715285567416901430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4715285567416901430' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4715285567416901430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4715285567416901430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/12/le-assurde-dichiarazioni-di-vincenzo.html' title='Le assurde dichiarazioni di Vincenzo Cerami'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8682934324527033918</id><published>2008-12-06T22:10:00.004-11:00</published><updated>2008-12-06T22:18:49.742-11:00</updated><title type='text'>Misteri del Prin 2008: il bando pubblicato venerdì è svanito dal sito del Miur!</title><content type='html'>Venerdì 5 dicembre sul sito del Miur è apparso con grave ritardo il tanto agognato bando Prin 2008, ma nel pomeriggio è poi stranamente svanito.  Se oggi andate su Google e cercate Prin 2008 tra i vari risultati compare il seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"MIUR - Ricerca Scientifica e Tecnologica Decreto Ministeriale 4 dicembre 2008 prot. n. 1407/Ric/2008. Bando PRIN 2008 .... c) la quota richiesta al Ministero nell'ambito del programma PRIN 2008. ...&lt;br /&gt;www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/7427Bando__cf3.htm - 30k - Copia cache - Pagine simili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cliccando però si apre una pagina che avverte: "The page cannot be found"! Che fine ha fatto il bando? Perché è stato rimosso? Il Ministero aveva inserito una versione “primitiva” del bando o sono arrivati ordini dall’alto per cancellare o inserire qualcosa che non piaceva???? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe lecito attendersi una spiegazione dal Ministro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8682934324527033918?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8682934324527033918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8682934324527033918' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8682934324527033918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8682934324527033918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/12/misteri-del-prin-2008-il-bando.html' title='Misteri del Prin 2008: il bando pubblicato venerdì è svanito dal sito del Miur!'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-1367731009911112438</id><published>2008-12-04T10:11:00.002-11:00</published><updated>2008-12-04T10:17:16.048-11:00</updated><title type='text'>Siamo sicuri che non si possa davvero fare a meno dei concorsi?</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Inserisco in questo post la risposta del collega Marco Vannini al mio intervento sui concorsi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mio gruppo siamo tutti superesperti di  comportamento di gnomi e folletti (Poltergeisterlogia). Siamo un gruppo forte ed internazionalmente riconosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il sottoscritto, addirittura il fondatore di tale disciplina per tanti aspetti innovativa e rivoulzionaria,  va in pensione e chi di dovere decide che la materia é importante, che la tradizione di studio deve proseguire e che  che si deve ribandire un posto di Poltergeisterlogia (nonostante le proteste degli esperti di Metempsicosi). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paio di candidati esistono in Italia, giovani ma più che degni. La Poltergeisterlogia appartiene però allo stesso raggruppamento disciplinare della Ufologia, materia di più antica tradizione con centinaia di ricercatori impegnati, di cui un paio hanno pubblicato persino su Martian Science (IF = 121).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si svolge un concorso con tecniche blind, referees anonimi ecc. ed vince il bravissimo Ufologo di Lecce che alla fine arriva a Firenze in un contesto di ostilità, e soprattutto senza tutti gli strumenti necessari per portare avanti il suo lavoro (soprattutto palle di vetro e costosissimi canocchiali telepatici).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio della fine della rivoluzionaria Poltergeisterlogia  e trionfo della tradizionale ed un po' datata Ufologia. Se il dipartimento di Metapsichica di Firenze avesse potuto cooptare liberamente chi voleva, forse i risultati sarebbero stati opposti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Vannini&lt;br /&gt;Full Professor of Invertebrate Zoology&lt;br /&gt;Dip. Biologia Evoluzionistica dell'Università di Firenze&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-1367731009911112438?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/1367731009911112438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=1367731009911112438' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1367731009911112438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1367731009911112438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/12/siamo-sicuri-che-non-si-possa-davvero.html' title='Siamo sicuri che non si possa davvero fare a meno dei concorsi?'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7784429494219634820</id><published>2008-12-04T10:00:00.002-11:00</published><updated>2008-12-04T10:10:48.894-11:00</updated><title type='text'>Vogliamo veramente abolire i concorsi? Di Patrizio Dimitri</title><content type='html'>Sappiamo bene che il problema dei concorsi non è un tanto quello dei meccanismi, che negli anni sono cambiati, quanto delle persone, ovvero quelle che li hanno “controllati” fino ad oggi (fatte salve le eccezioni), la parte dell’accademia dedita agli inciuci e fortemente legata al potere politico. Ecco perché le ridicole “novità” del DL 180 non cambieranno nulla, malgrado quello che sostiene il collega Francesco Giavazzi della Bocconi, nobile alter-ego della Gelmini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stato attuale, l’abolizione dei concorsi con chiamata diretta da parte di Facoltà o Dipartimenti a mio parere non è praticabile; si favorirebbe la proliferazione di ulteriori mostruosità partorite dal delirio di onnipotenza dei soliti noti e dei loro fidi scudieri. Considerando lo scarso tasso etico e l’incapacità di praticare autocontrollo e responsabilità di una buona fetta dell’Università italiana (che rispecchia la situazione generale del paese), in molti settori si arriverebbe al puro “farwest”, dove spadroneggerebbero i soliti “pistoleros”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo me i concorsi dovrebbero tornare ad essere nazionali e “vigilati” da commissioni composte da una massiccia componente di esperti stranieri, non perchè più bravi o più belli, ma solo in quanto più indipendenti e avulsi dalle lobbies politico-accademiche. Si potrebbe produrre una lista di idonei nazionali dalla quale gli Atenei potrebbero pescare i candidati. Successivamente l'attività didattica e scientifica del "prescelto" dovrebbe essere soggetta a valutazione ex-post seria e non finta come accade oggi con la farsa della conferma in ruolo. Nessuno dovrebbe offendersi o sentirsi sminuito per questo; chi ha agito in modo virtuoso finora, continuerà a farlo. Come ho già scritto anche al collega Claudio Procesi, penso che solo dopo un decennio di tale pratica, si potrebbe formare una nuova generazione accademica, in media eticamente e scientificamente migliore della precedente e finalmente passare alla chiamata diretta da parte degli Atenei, con finanziamenti legati alla valutazione dei risultati, utilizzando criteri internazionalmente riconosciuti e anche panel stranieri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7784429494219634820?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7784429494219634820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7784429494219634820' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7784429494219634820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7784429494219634820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/12/vogliamo-veramente-abolire-i-concorsi.html' title='Vogliamo veramente abolire i concorsi? Di Patrizio Dimitri'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4812049343914508139</id><published>2008-12-04T09:55:00.002-11:00</published><updated>2008-12-04T10:00:41.174-11:00</updated><title type='text'>DL 180: molto rumore per nulla.</title><content type='html'>Dopo la legge 133, ecco il DL 180 sull’università pubblica. Con una raffica di articoli sul Corriere della Sera, Francesco Giavazzi della Bocconi è stato principale artefice e palese “suggeritore” del decreto al Ministro Gelmini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo effetto del DL 180 è stato il blocco di concorsi già avviati per ordinari, associati e ricercatori. C’è poi il ritorno all’estrazione a sorte; per le commissioni dei concorsi di ordinario e associato saranno sorteggiati 4 ordinari da una rosa di 12 eletti per votazione. Nel reclutamento dei ricercatori, invece, è stata eliminata la prova scritta; una commissione di soli ordinari (sempre estratti a sorte) valuterà i candidati in base alla discussione di titoli e pubblicazioni. Tutti i concorsi saranno, così, affidati  ai soli ordinari, perchè Giavazzi &amp; co. pensano che associati e ricercatori siano solo comparse ricattabili (leggi  il post sottostante con l'intervento di Giavazzi). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Giavazzi queste norme rappresentano una svolta epocale che scombinerà giochi già fatti e demolirà il sistema malato dei concorsi. Ammesso e non concesso che tutti gli ordinari siano potenziali ricattatori e che associati e ricercatori siano tutti ricattabili, affidare il potere decisionale proprio ai ricattatori, sostenendo di aumentare così il tasso etico delle commissioni, è una presa per i fondelli, un cocktail di logica aberrante e malafede: chi se lo beve? Le “novita” del DL 180 causeranno al massimo un lieve solletico alle lobbies politico-accademiche. I concorsi potrebbero migliorare solo tornando a essere nazionali e “vigilati” da esperti stranieri avulsi da trame caserecce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul fronte turnover, gli Ateni “virtuosi” avranno risorse per riassorbire il 50% dei pensionamenti e non più il 20%. Sorprende che la “virtù” sarà definita più dai bilanci che da didattica e ricerca. Sarebbe più sensato attibure le risorse direttamente a Facoltà e Dipartimenti, previa valutazione basata su criteri internazionalmente riconosciuti e non nostrani. Purtroppo, il decreto “mordi e fuggi” per ora ha poco impatto sugli obiettivi dichiarati: molto rumore per nulla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, se le misure che prevedono gli scatti stipendiali e la distribuzione dei fondi in base alla produttività scientifica verranno attuate seriamente ne saremo lieti, ma sono previste solo a partire dal 2011: chi vivrà vedrà!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4812049343914508139?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4812049343914508139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4812049343914508139' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4812049343914508139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4812049343914508139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/12/dl-180-molto-rumore-per-nulla.html' title='DL 180: molto rumore per nulla.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6035277350880303788</id><published>2008-12-04T09:47:00.002-11:00</published><updated>2008-12-04T09:54:26.996-11:00</updated><title type='text'>L'inizio della fine dei concorsi, di Francesco Giavazzi</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pubblico un articolo del collega Giavazzi della Bocconi, uno dei principali artefici del DL 180, ovviamente entusiasta delle "novità" introdotte&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera novità del decreto 180 è che per la prima volta in Italia una quota significativa delle risorse viene attribuita alle università in funzione della valutazione dei loro risultati. Intanto, nei concorsi per ricercatore sono state eliminate le prove d'esame, un assurdo privo di paralleli internazionali e spesso cavallo di Troia per operazioni poco limpide. E a giudicare saranno solo professori ordinari. Con il Dl si sono fatti passi da gigante verso la fine dei concorsi, anche grazie alla pioggia di critiche che lo ha accompagnato.nSorprende che con rarissime eccezioni, una è l’articolo di Daniele Checchi su lavoce.info, i commenti al recente decreto 180 sull’università si siano concentrati quasi solo sulle nuove regole relative a questa tornata di concorsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOVITÀ NEI FINANZIAMENTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorprende per due motivi. Innanzitutto, la vera novità contenuta nel decreto legge non sono le norme dei concorsi, che se non altro avranno il merito di far saltare una volta per sempre un sistema che da cinquanta anni tutti criticano. Bensì il fatto che per la prima volta in Italia una quota significativa delle risorse (7 per cento, e nelle Linee guida del ministro Gelmini è scritto che si salirà in tempi ragionevolmente rapidi al 30 per cento) venga attribuita alle università in funzione della valutazione dei loro risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la vera novità. Perché di valutazione tutti parlano volentieri fino a quando non un centesimo dei fondi trasferiti dallo Stato dipende dai risultati, in primis quelli nella ricerca, e si può continuare tranquilli con bilanci basati sulla spesa storica, sul numero degli studenti, magari quelli attratti a frotte inventando corsi fantasiosi o offrendo sconti generosi sul numero di crediti necessari per laurearsi. Non appena si cominceranno a usare le classifiche del Civr, come lavoce.info chiede da mesi, e le università si accorgeranno quanto costa assumere somari, i concorsi non serviranno più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi, se il precedente sistema di concorsi, che ora tutti criticano sostenendo che il Dl non migliora alcunché o addirittura è troppo timido, era così pessimo, perché nei dieci mesi trascorsi dal giorno in cui il ministro Mussi varò questa tornata nessuno ha mai detto niente? Buoni, buoni, zitti, zitti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema dei concorsi si è ormai avvitato su se stesso. In cinquant’anni le abbiamo provate tutte: sorteggio puro; elezione seguita da sorteggio; sorteggio seguito da elezione; concorsi nazionali; concorsi locali. Rassegnati o felici a seconda dei casi, è giunto il momento di ripensare come le università italiane scelgono i propri docenti, magari con un po’ di concretezza in più e un po’ di ipocrisia in meno. Non è giocherellando con elezioni triple o doppie che si fanno passi avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le modifiche introdotte dal Dl 180 vanno prese per quello che sono: un tentativo, strettamente una tantum, di sparigliare giochi già fatti prima ancora che i posti venissero deliberati dalle facoltà e i candidati facessero domanda. Certo, sarebbe stato meglio, e anche più equo, riaprire i bandi, permettere ad altri candidati di partecipare, eliminare l’ignominia delle doppie idoneità. In un paese in cui l’ultima parola l’hanno i Tar è molto probabile che si sarebbe creato un contenzioso infinito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciar correre come se niente fosse, magari mentre si scriveva l’ennesima riforma illuminata che entrerà in vigore l’an del mai, avrebbe consentito a molti di poter concludere: “Anche questa volta ce l’abbiamo fatta, abbiamo portato a casa 6mila posti. Lascia che progettino nuove regole, tanto alla prossima tornata di concorsi questo ministro non ci sarà più”. È questo che si voleva? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice che qualche candidato eccellente, per il quale era stata accuratamente organizzata una commissione altrettanto eccellente, ora rischia di non passare. Innanzitutto, se è davvero eccellente, forse vincerà ugualmente. E poi, non ribolle il sangue quando, per promuovere un ricercatore eccellente, si deve chiudere gli occhi su cento nefandezze?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOVITÀ NEI CONCORSI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il decreto legge ha introdotto due novità importanti, per ora in via sperimentale, che si spera verranno mantenute anche nel nuovo assetto a regime. Nei concorsi per ricercatore sono state eliminate le prove d’esame, un assurdo privo di paralleli internazionali, e spesso il cavallo di Troia per operazioni poco limpide. D’ora in poi verranno valutati solo i titoli: tesi di dottorato e pubblicazioni, così come si fa nel resto del mondo. Nessuna legge può impedire di fare senatore il proprio cavallo, ma almeno bisognerà mettere nero su bianco (e su internet) che il cavallo medesimo ha scritto opere eccelse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutti i concorsi giudicheranno solo i professori ordinari, non certo per premiare i “baroni”, ma per evitare l’umiliante messa in scena con cui a ogni concorso si doveva andare in cerca di associati o ricercatori disposti a una comparsata che presentava evidenti segni di conflitto d’interesse, visto che nel mondo chiuso dei settori disciplinari, le loro sorti future dipendono proprio dagli stessi ordinari che organizzano i concorsi. Meglio che questi ultimi si prendano le loro responsabilità. Il tentativo di rimettere in discussione la norma è già in atto al Senato: si può solo sperare che il governo non ceda. Notate: non sono gli associati a voler entrare nelle commissioni, sono gli ordinari che li vogliono a tutti i costi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci sono problemi aritmetici nella soluzione prospettata dal Dl, problemi che sono in ogni caso dovuti all’assurdità di avere 370 settori disciplinari, molti dei quali minuscoli, si potrà porvi rimedio in sede di conversione del decreto. In sostanza occorre prevedere che ove il numero di docenti eleggibili è insufficiente, vi sia un sorteggio puro. Analogamente, sarà opportuno riconsiderare l’estensione delle regole dei concorsi per ricercatori a tempo indeterminato a quelli per ricercatori a tempo determinato per i quali conviene mantenere, almeno in alcune sedi, maggiore autonomia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“The cumbersome concorso system does not need such tinkering, it needs to be abandoned”scrive un articolo di Nature che in questi giorni fa il giro delle nostre e-mail. Bene: io penso che con questo Dl abbiamo fatto passi da gigante verso la fine dei concorsi, anche grazie alla pioggia di critiche che lo ha accompagnato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da lavoce.info)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6035277350880303788?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6035277350880303788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6035277350880303788' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6035277350880303788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6035277350880303788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/12/linizio-della-fine-dei-concorsi-di.html' title='L&apos;inizio della fine dei concorsi, di Francesco Giavazzi'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2877958937809791224</id><published>2008-12-04T09:42:00.003-11:00</published><updated>2008-12-04T09:47:02.335-11:00</updated><title type='text'>Lettera aperta al Ministro Gelmini</title><content type='html'>All'indirizzo http://www.mat.uniroma1.it/~procesi/lettera.html potrete leggere la lettera aperta, scritta dal prof. Claudio Procesi, Vicepresidente della International Mathematical Union in collaborazone con i professori Enrico Arbarello, Maurizio Cornalba, Kieran O'Grady ed i numerosi suggerimenti dei firmatari, sottoscritta da   451   ricercatori e docenti universitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrive il collega Procesi: La discussione seguita alla lettera ha portato alla nascita di un blog "Università e Ricerca"  costruito da un gruppo di accademici http://blog.libero.it/uniproposte/nel quale si stà sviluppando una discussione serena e costruttiva. La speranza è di produrre un dibattito ampio e dei documenti finalizzati ad una profonda riforma dell'Università che desideriamo presentare pubblicamente all'Accademia dei Lincei.   Altri colleghi e soci dell'Accademia si stanno già mobilitando perche' questo avvenga in tempi rapidi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2877958937809791224?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.mat.uniroma1.it/~procesi/lettera.html' title='Lettera aperta al Ministro Gelmini'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2877958937809791224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2877958937809791224' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2877958937809791224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2877958937809791224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/12/lettera-aperta-al-ministro-gelmini.html' title='Lettera aperta al Ministro Gelmini'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2989815457888443974</id><published>2008-11-27T10:23:00.005-11:00</published><updated>2008-11-30T07:56:09.846-11:00</updated><title type='text'>Per tutelare il merito, la Gelmini mette i concorsi nelle mani dei "baroni"</title><content type='html'>La ricerca scientifica è un elemento cardine per la crescita di un paese evoluto, ma in Italia non è una priorità. I fondi, già scarsi, sono diventati cronicamente insufficienti, a causa delle ultime penalizzanti finanziarie di tutti i governi e di una gestione poco congrua e estemporanea dell’esistente; si sottraggono centinaia di milioni di euro già destinati alla ricerca scientifica per darli all’Alitalia, per colmare il buco derivato dalla cancellazione dell’Ici o addirittura per salvare le banche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorrono più finanziamenti per la ricerca, ma servono anche criteri seri e trasparenti per assegnarli. Per questo dobbiamo chiedere una seria valutazione del lavoro di ricercatori e docenti, insieme a nuovi meccanismi concorsuali basati su criteri internazionalmente riconosciuti; così si combattono i fenomeni di nepotismo e clientelismo. Se tutti i meccanismi concorsuali sperimentati finora hanno fallito, generando le aberrazioni nepotistiche e clientelari che vengono denunciate, è lecito pensare che ciò sia dipeso non tanto dai meccanismi stessi, quanto da chi li ha sempre gestiti, ovvero da quella parte dell’accademia dedita agli inciuci e fortemente legata al potere politico. Per bonificare il sistema, penso che i concorsi dovrebbero tornare a essere nazionali e prevedere commissioni composte da una massiccia presenza di esperti stranieri, non perchè più bravi o più belli, ma solo in quanto indipendenti e svincolati dalle lobbies politico-accademiche di casa nostra. Qualcosa di simile è stato proposto anche da Piergiorgio Oddifreddi, su “Repubblica” in un articolo intitolato “Docenti stranieri per salvare l’Università”. Dopo un decennio di tale pratica, avremmo una nuova generazione accademica in media eticamente e scientificamente migliore della precedente; a questo punto si potrebbe passare ad una fase successiva basata esclusivamente sulle chiamate dirette dei candidati da parte degli Atenei, con finanziamenti legati ai risultati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo nel recente decreto 180, l’aspetto più paradossale è che per rendere trasparenti i concorsi e tutelare il merito, il Ministro Gelmini ha messo tutto il potere decisionale nelle mani dei professori ordinari, proprio la categoria considerata ad alta densità di baronia, a detta della stessa Gelmini &amp; co.  Associati e ricercatori saranno esclusi dalle commissioni, perchè ritenuti troppo ricattabili, solo gli ordinari potranno farne parte in seguito al sorteggio tra rose di 12 membri scelti per votazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pretendono che si creda alla seguente favoletta: ora che il potere decisionale è in mano ai soli ordinari, questi saranno responsabilizzati e finalmente si tutelerà il merito. Un’affermazione quasi fideistica, un paradosso o meglio un ossimoro!  Al contrario, gli ordinari baroni saranno adesso anche più liberi di prima di spadroneggiare nelle commissioni e continueranno come sempre a tessere la tela del clientelismo. La prova di questo è data da molti concorsi per ordinario svolti fino a ieri; non credo si possa affermare che l’assenza degli associati dalle commissioni di quei concorsi abbia garantito un maggior tasso etico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2989815457888443974?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2989815457888443974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2989815457888443974' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2989815457888443974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2989815457888443974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/11/per-tetelare-il-merito-la-gelmini.html' title='Per tutelare il merito, la Gelmini mette i concorsi nelle mani dei &quot;baroni&quot;'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6129006218579704555</id><published>2008-11-22T11:57:00.004-11:00</published><updated>2008-11-27T10:46:19.610-11:00</updated><title type='text'>La Ministra  presciolosa fece i decreti ciechi, di Patrizo Dimitri</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Inserisco un lungo commento di risposta ad un articolo fiume di Mario Pirani pubblicato il 21 novembre su "la Repubblica" .&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un professore associato di Genetica della Sapienza, vengo da una famiglia di artisti e non ho parenti nell’accademia, quello che ho ottenuto ho dovuto sudarmelo con il lavoro, come molti altri colleghi e forse ho ottenuto meno di quello che avrei meritato. Vorrei replicare all’articolo di Mario Pirani intitolato “Quanto costa al paese l’Università di parentopoli”, un pezzo che è più o meno è il clone “editorialmente modificato”  de  ”Le mille università dalle cattedre facili” apparso su Repubblica del 26 ottobre del 2007. Allora Pirani sosteneva che gli universitari  protestavano solo perchè vedevano minacciati i loro privilegi, e metteva in evidenza lo sfascio della riforma dei corsi di laurea che ha generato inutili Atenei e nuove cattedre. Oggi Pirani parte dalla protesta degli studenti e sostanzialmente ribadisce un leitmotiv un po’ scontato: poveri studenti, non si accorgono di fare il gioco dei baroni e di aiutarli a conservare lo status quo, dovrebbero in realtà “rivendicare addirittura più tagli e non meno”. Niente di più sbagliato: i  toni paternalistici di chi sa cosa sarebbe meglio per gli studenti fanno sorridere; gli studenti non sono robot nelle mani dei baroni, sanno quel che fanno e fanno quello in cui credono. Gerontocrazia vuol dire anche questo, pensare che i giovani siano sempre sprovveduti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero, l’Università italiana ha sicuramente bisogno di una riforma organica, forse di una rivoluzione. Bisogna rivedere il 3+2, forse anche abolirlo, avendo il coraggio di tornare indietro. Bisogna attuare una seria riforma della docenza che consideri finalmente i ricercatori, una revisione del reclutamento e della progressione della carriera legate alla valutazione. Bisogna cancellare le aberrazioni delle lauree ottenute grazie ai crediti regalati, degli Atenei telematici o ad personam, come la Korè di Enna che ha un corpo docente quasi interamente composto da politici; tutti fenomeni a dire il vero proliferati nel precedente governo Berlusconi. Sono da condannare e da estirpare assenteismo, nepotismo e corruzione, metastasi da anni ormai radicate non solo nell’Università, ma ogni ambito della nostra società. Stupisce che sebbene questi fenomeni siano noti da tempo e denunciati da stampa e televisione, il potere e il delirio di onnipotenza dei soliti noti finora non sia stato intaccato di un millimetro, anzi. In un paese diverso dal nostro, sarebbero già partite delle inchieste giudiziarie, molte teste sarebbero cadute. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, a mio parere Pirani non colpisce nel segno, oggi come nel 2007, quando attacca il mondo universitario in toto, senza differenziare, facendo di tutta l’erba un fascio. E’ come sostenere che tutti i giornalisti sono prezzolati, penne al servizio di questo o quel potente, che tutti i parlamentari sono dediti alla corruzione o che tutta la sanità è allo sfascio. Invece di pensare a demolire gli Atenei pubblici dipinti come covi di fannulloni e baroni, una stampa corretta e seria dovrebbe informare i lettori che il mondo universitario e della ricerca è eterogeneo, come sottolineato di recente anche dall’economista Tito Boeri  ad Anno Zero. Esiste l’altra faccia degli Atenei, quella pulita che non fa notizia, fatta di gente (studenti, borsisti, ricercatori e docenti) che in scarsità di fondi da anni svolge didattica e ricerca ad alto livello, con serietà e passione. Gente che non vede l’ora di essere valutata con criteri seri e internazionalmente riconosciuti, perchè sa di avere tutte le carte in regola. Gente per cui la valutazione del lavoro scientifico è una prassi fisiologica, sperimentata ogni qualvolta invia un manoscritto con i risultati del proprio lavoro alle riviste internazionali che utilizzano il peer-review, il famoso giudizio dei pari, attualmente stravolto in Italia. Sparare nel mucchio, non discriminare tra i bravi e i nullafacenti, tra gli onesti e i corrotti è un’azione grave e scorretta che danneggia e svilisce proprio i migliori talenti, i cervelli che esistono e resistono in condizioni difficili nei nostri Atenei e che invece andrebbero sostenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I problemi della ricerca in questo paese allo sbando non sono una novità, ma oggi la loro gravità è ulteriormente cresciuta, con conseguenze negative enormi sullo sviluppo culturale e tecnologico. In Italia, i fondi per la ricerca pubblica, già scarsi, sono ormai diventati cronicamente insufficienti, a causa delle ultime penalizzanti finanziarie di tutti i governi e di una gestione poco congrua e estemporanea dell’esistente; si rubano centinaia di milioni di euro già destinati alla ricerca scientifica pubblica per darli all’Alitalia, per colmare il buco derivato dalla cancellazione dell’Ici o addirittura per salvare le banche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca scientifica è un elemento cardine per la crescita di un paese evoluto e per questo molti stati programmano in largo anticipo piani dettagliati di investimento e spendono per ricerca pubblica ingenti risorse e significative porzioni del PIL. La media europea è del 2%, i paesi scandinavi e il Giappone superano il 3% (la Finlandia arriva addirittura al 15%), la Germania è intorno al 2.5%, mentre l’Italia è una conclamata “Cenerentola” con un mediocre 0.9%. La drammaticità di questo dato è confermata anche da Renato Dulbecco, famoso genetista molecolare e premio Nobel, che ha recentemente dichiarato che “chi investe così poco in ricerca non può essere scientificamente competitivo né attirare a sé o trattenere i suoi ricercatori migliori”. Da noi, poi, i ricercatori sono pochi, circa 3 su un totale di mille occupati, rispetto alla media europea che è di 6 su mille, e mal pagati. Malgrado ciò, i nostri ricercatori sono al terzo posto tra i paesi del G8 per produttività scientifica (numero di pubblicazioni e brevetti in rapporto ai fondi ricevuti), quindi meriterebbero di avere maggiori opportunità di finanziamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fanno bene gli studenti a protestare contro i tagli indiscriminati della legge 133, perché quei tagli non colpiranno affatto nepotisti e fannulloni, ma graveranno solo sulle spalle di chi studia e lavora. Nella legge 133, infatti, non c’è traccia di interventi che prevedono una valutazione seria e trasparente a favore del merito. Fanno bene gli studenti a protestare anche contro il recente decreto 180 del Ministro Gelmini. In quel decreto, infatti, le misure per identificare gli Atenei virtuosi a cui assegnare risorse (finanziamenti e posti) sono descritte da criteri solo accennati e quindi ancora da interpretare e sviluppare. Nel definire la virtù di un Atenei, i bilanci o il numero di docenti sembrano pesare più di ricerca e didattica, elementi che invece devono essere prioritari. Sarebbe, invece, più serio e ragionevole valutare direttamente Facoltà o Dipartimenti e incrementare o tagliare risorse a seconda della produttività scientifica e del livello della didattica. Inoltre, le “rivoluzionarie” modifiche del meccanismo di elezione dei commissari, apportate a concorsi già banditi e ora bloccati, prevedono che solo i professori ordinari vengano inclusi nelle commissioni, cosa che aumenterà il loro potere e non renderà certo più virtuosi i nepotisti. Inoltre, il frettoloso decreto crea un problema tecnico; in alcuni settori non sarà disponibile il numero di ordinari sufficiente per espletare il sorteggio dei commissari e si dovrà pescare nei settori affini, creando non poche complicazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se tutti meccanismi concorsuali sperimentati fino ad oggi, apparentemente innovativi, hanno generato le aberrazioni nepotistiche e clientelari che vengono denunciate, è ragionevole pensare che ciò sia dipeso non tanto dai meccanismi stessi, quanto da chi li ha pensati e gestiti fino ad oggi, ovvero da quella parte dell’accademia dedita agli inciuci e fortemente legata al potere politico. Ormai da anni sono convinto che i concorsi dovrebbero tornare ad essere nazionali e prevedere commissioni fatte da una massiccia componente di esperti internazionali, non perchè più bravi o più belli, ma solo in quanto indipendenti e svincolati dalle lobbies politico-accademiche. Qualcosa di simile è stato proposto anche dal collega Piergiorgio Oddifreddi, sempre su “Repubblica” in un articolo “Docenti stranieri per salvare l’Università”. Dopo un decennio di tale pratica, si potrebbe formare una nuova generazione accademica eticamente e scientificamente valida e passare anche alla chiamata diretta da parte degli Atenei con finanziamenti legati ai risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mariastella Gelmini è nata in provincia di Brescia e forse non conosce il detto laziale: “La ghiatta presciolosa fece li ghiattucci cèchi.”. Una vera riforma sull’Università, infatti, richiede tempo e pensiero, non può essere definita da decreti in stile “Bignami”, partoriti e approvati in tutta fretta: in questo modo si continueranno a generare errori, aberrazioni e mostruosità. Un vera riforma deve essere organica, condivisa e progettata dialogando anche con chi negli Atenei lavora e studia, al di là delle appartenenze a schieramenti politici o d’occasione, per definire i meccanismi virtuosi che vanno premiati e quelli perversi che devono essere scoraggiati. Bisogna mappare le sacche di inefficienza e corruzione e intervenire tagliandole o ridimensionandole con strumenti idonei. Per iniziare, si potrebbero utilizzare le valutazioni già prodotte dal Civr, ma anche mettere  finalmente in moto l’agenzia di valutazione Anvur. Invece, questo governo, con tagli indiscriminati e misure improvvisate che penalizzano Università e Ricerca pubbliche, per ora sembra accanirsi solo contro la parte migliore degli Atenei: se non si cambia la strategia, fannulloni e nepotisti se la spasseranno indisturbati come sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6129006218579704555?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6129006218579704555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6129006218579704555' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6129006218579704555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6129006218579704555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/11/la-ministra-presciolosa-fece-i-decreti.html' title='La Ministra  presciolosa fece i decreti ciechi, di Patrizo Dimitri'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-3495838747000933614</id><published>2008-11-20T04:37:00.002-11:00</published><updated>2008-11-20T04:45:52.086-11:00</updated><title type='text'>Altro che gavettone,  di Patrizio Dimitri</title><content type='html'>Il 14 novembre scorso una marea di gente ha invaso Roma fino a Montecitorio per protestare contro i tagli indiscriminati a Università e Ricerca e per chiedere meccanismi di valutazione seri e trasparenti che premino il merito, non certo per difendere i privilegi dei baroni. Tra i detrattori, “Il Giornale” di Berlusconi ha definito l’Onda un banale gavettone, ma chi c’era sa che non è così. Si vuole sminuire un fenomeno importante con l’aiuto di opinionisti di regime che mistificano la realtà descrivendo gli studenti come idioti lobotomizzati o robot manovrati dai baroni: siamo in pieno oscurantismo, la verità è stravolta tutti i giorni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario, ho visto molti docenti “risvegliarsi” da un torpore di anni, appassionarsi nelle assemblee, svolgere lezioni in piazza e unirsi alle proteste civili e fantasiose di studenti e precari, non certo per tornaconto personale. Il piano è ovvio: dividere il fronte compatto dell’Onda che ha radunato le diverse componenti universitarie e che spaventa il governo. E allora vai con le “ruspe della calunnia” a demolire tutti gli Atenei pubblici, descritti solo come covi di nullafacenti e nepotisti: una nenia che va avanti da mesi. Si tratta di un’azione scorretta e gravissima perchè colpisce e svilisce proprio la gente che lavora, i migliori talenti, i cervelli che esistono e resistono in condizioni difficili nei nostri Atenei (e non nella privata e patinata Università Bocconi), equiparandoli a fannulloni e baroni, che invece sono da sempre i loro avversari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I “demolitori” e  gli “ammazzabaroni” di parte quando sparano a zero sull'Università, dimenticano di citare i casi più scandalosi: gli atenei telematici del CEPU o quelli ad personam, come l’Università Korè di Enna, nati nel passato Governo Berlusconi, con la collaborazione di Letizia Moratti, allora Ministro del Miur. Il Rettore della Korè è Salvo Andò, che ha subito vari processi per tangenti e collusione mafiosa, poi assolto solo grazie alla prescrizione. In quell’università il corpo docenti, guarda caso è composto da molti politici ed è stata recentemente consegnata la "Laurea honoris causa" al Ministro Angelino Alfano. E poi ci vengono a fare la morale sulle clientele e le baronie? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo governo ha proprio un rapporto difficile con l’etica e la cultura. Lo conferma la recente nomina di Mario Resca, ex-direttore della McDonald’s Italia, a capo della "Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione". Arte  e hamburger? Un connubio indigesto o un gesto spontaneo in stile pop-art? Visto che l’arte è il cibo dello spirito, il Ministro dei Beni Culturali Bondi, avrà pensato che un manager della ristorazione di massa fosse la scelta migliore. Buon appetito!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-3495838747000933614?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/3495838747000933614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=3495838747000933614' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3495838747000933614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3495838747000933614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/11/altro-che-gavettone-di-patrizio-dimitri.html' title='Altro che gavettone,  di Patrizio Dimitri'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6410035493413227679</id><published>2008-11-07T07:31:00.004-11:00</published><updated>2008-11-07T07:36:53.127-11:00</updated><title type='text'>Obama, l'abbronzatura del cavaliere e le bugie del Governo, di Patrizio Dimitri</title><content type='html'>Da mercoledì tutto il mondo commenta il trionfo di Barak Obama, primo afro-americano e di religione musulmana, eletto presidente degli USA. Una svolta epocale? Sì, ma i veri effetti non si vedranno subito, a parte un fuggente entusiasmo delle borse. Molti festeggiano, altri storcono il naso, altri ancora vanno ad arricchire la schiera degli “obamisti” dell’ultimo minuto. La Gelmini si è paragonata a Obama, arrivando all’assurdo di dire che anche lui ha lo stesso programma su scuola e università; dal discorso di Obama improntato sul dialogo e sulla tutela delle minoranze, il parallelismo sembra oscuro.  Berlusconi confessa di aver tifato per il neo eletto, ma non aveva detto di essere un estimatore di Bush? Sulla scia di Obama, sembra che i curatori dell’immagine del cavaliere e dei suoi ministri abbiano suggerito loro di apparire in pubblico con la pelle un po’ più scura. Che nasca da qui la tremenda gaffe di Berlusconi sull’abbronzatura di Obama? Il cavaliere e la sua truppa potranno scegliere tra vari trattamenti: settimana bianca, lampada o fondo tinta. Attenzione, però, a evitare livelli melanici eccessivi, altrimenti rischieranno di essere presi di mira dai sottoprodotti nostrani del Ku Klux Klan o da picchiatori neri (anche loro, ma non per via della pelle), di recente molto disinibiti a Roma. Li abbiamo visti in tenuta da guerra liberi di fomentare scontri  e picchiare ragazzini delle scuole medie, con la “benevolenza” di alcuni membri delle forze dell’ordine. Un gruppo di camerati ha anche compiuto una spedizione punitiva alla sede Rai di via Teulada a Roma contro la trasmissione “Chi l'ha visto”, rea di aver trasmesso gli scontri di Piazza Navona e dintorni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte questi gravi episodi, si segnalano le solite incongruenze del Governo sull’Università. Berlusconi parla di apertura su Scuola e Università, ma viene subito smentito dal portavoce Bonaiuti. La Gelmini avverte che i concorsi universitari non saranno bloccati, ma poi impone senza discussione un decreto lampo che ferma concorsi già banditi, con domande gia' inviate e commissari quasi eletti, in attesa di nuove procedure che non muteranno affatto le stato delle cose Per i concorsi da Ordinario, ad esempio, rimaranno sempre 5 commissari estratti a sorte (?) tra una rosa di 12. E’ come se durante una partita di calcio, cambiassero le regole tra primo e secondo tempo. Si tratta di un’operazione discutibile e al limite della legalità, ma tutto fa brodo per congelare i concorsi e utilizzare il budget magari per salvare qualche banche e dei poveri amici finanzieri in affanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel decreto della Gelmini si parla tra l’altro di premialità, ma invece di una vera e sana valutazione basata su standard internazionali, i criteri prioritari per definire gli Atenei virtuosi a cui destinare le risorse saranno il bilancio e il rapporto docenti-studenti. Bel modo di distinguere tra fannulloni e gente che lavora! Facoltà e Dipartimenti con alta produttività scientifica ne faranno le spese, se appartenenti ad Atenei “poco virtuosi”: bell’esempio di meritocrazia al rovescio. Intanto “l’onda” cresce in attesa della manifestazione del 14 novembre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6410035493413227679?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6410035493413227679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6410035493413227679' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6410035493413227679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6410035493413227679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/11/obama-labbronzatura-del-cavaliere-e-le.html' title='Obama, l&apos;abbronzatura del cavaliere e le bugie del Governo, di Patrizio Dimitri'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5448615902249596734</id><published>2008-11-01T00:08:00.007-11:00</published><updated>2008-11-02T09:08:09.070-11:00</updated><title type='text'>La nostra petizione contro i DL Tremonti (ora legge 133), a favore di una seria valutazione di università e ricerca ha raggunto quasi 6000 adesioni!</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La petizione sta avendo un grande riscontro di adesioni! Ringraziamo tutti quelli che hanno firmato. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Chi non l'avesse ancora fatto può consultare il testo andando all'indirizzo web http://www.petitiononline.com/ricerca1/petition.html.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Diffondetela&lt;/span&gt;!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5448615902249596734?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.petitiononline.com/ricerca1/petition.html' title='La nostra petizione contro i DL Tremonti (ora legge 133), a favore di una seria valutazione di università e ricerca ha raggunto quasi 6000 adesioni!'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5448615902249596734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5448615902249596734' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5448615902249596734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5448615902249596734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/11/la-nostra-petizione-contro-il-ddl.html' title='La nostra petizione contro i DL Tremonti (ora legge 133), a favore di una seria valutazione di università e ricerca ha raggunto quasi 6000 adesioni!'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5971336721823932347</id><published>2008-10-31T00:15:00.004-11:00</published><updated>2008-11-02T09:11:54.313-11:00</updated><title type='text'>Non linciate studenti e professori, di Patrizio Dimitri</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;La protesta contro i tagli a scuola, università e ricerca è sempre più forte e incisiva. Una protesta allegra e serena, di occupazioni, assemblee, petizioni e a manifestazioni imponenti come quella che ieri ha inondato pacificamente le strade di Roma. Si è arrivati anche al blocco della didattica; la Facoltà di Scienze della Sapienza ha sospeso lezioni e esami per una settimana, con una mozione approvata quasi all’unanimità. In tutta Italia proliferano anche le iniziative creative e divertenti. Oltre alle già citate lezioni all’aperto, domenica scorsa, studenti e docenti di Fisica e Chimica della Sapienza hanno intrattenuto centinai di bambini di scuola elementare e le loro famiglie, mostrando e spiegando esperimenti per le strade dell’Ateneo. Una bella iniziativa da elogiare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dispiace solo per gli scontri di Piazza Navona, avvenuti mentre si approvava il decreto Gelmini. I manifestanti sono stati aggrediti da provocatori di estrema destra, schierati e muniti di caschi e mazze tricolore . E’ stata incredibile l’indifferenza iniziale delle forze dell’ordine che, dai filmati trasmessi su "Anno Zero", dovevano conoscere il capo dei provocatori che a viso scoperto guidava la truppa .  "Scontri provocati dalla sinistra" – ha avuto il coraggio di affermare oggi il governo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di parole in libertà e mistificazioni da parte del governo e della stampa di regime ce ne sono state molte nei giorni passati. La Gelmini si è paragonata addirittura a Barack Obama (lui lo saprà?), ha rifiutato il dialogo con gli studenti e ha definito la protesta come l’niziativa di pochi. Berlusconi, dalla Cina (con furore) criminalizza le occupazioni minacciando di far intervenire le forze dell'ordine". "Polizia negli atenei? Mai detto” - ribatte il giorno dopo. Poi denuncia i "facinorosi" manipolati da docenti, che hanno il supporto dei giornali. Ma non è lui ad avere il controllo  quasi totale di stampa e televisioni?  Su quotidiano “Libero”, quasi un ossimoro, Brunetta insiste: “sterile proteste di piazza dei bamboccioni ignoranti e dei baroni opportunisti che li usano. I rettori e i presidi devono chiamare la polizia”. Sempre su “Libero”, il “democratico” Feltri titola “Papponi in cattedra”, ledendo la dignità di tutta la categoria universitaria. Infine, Cossiga in un’intervista al “Quotidiano nazionale” usa frasi gravissime: “Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale (gli studenti). Non arrestarli che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche i docenti che li fomentano”. Dichiarazioni coerenti con la sua passata attività di Ministro degli interni alla fine degli anni 70. Ricordate l’assassinio di Giorgiana Masi? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Gelmini si paragona a Obama, Berlusconi vorrebbe essere Bush, Brunetta ha come modello Brontolo o Pisolo e Cossiga si ispira al peggior Pinochet. Ma che paese è mai questo? Se non cambia qualcosa, temo che tra poco nei nostri stadi non ci sarà posto solo per il pubblico…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5971336721823932347?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5971336721823932347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5971336721823932347' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5971336721823932347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5971336721823932347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/10/non-linciate-studenti-e-professori-di.html' title='Non linciate studenti e professori, di Patrizio Dimitri'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-1070698898134906897</id><published>2008-10-25T08:00:00.003-11:00</published><updated>2008-10-25T08:13:19.108-11:00</updated><title type='text'>"Tiremm innanz" dice la Gelmini agli studenti.</title><content type='html'>L'incontro tra Mariastella Gelmini e le delegazioni gli studenti si risolve in un nulla di fatto. Altro che dialogo:  "Il decreto resta"- afferma soddisfatta la ministra. Persevera la Gelmini, anche lei insensibile, come tutto il governo, al dilagare della protesta nelle scuole e negli Atenei. Persevera, la ministra catapultata in pochi mesi nell'occhio del ciclone, la sconosciuta che obbedisce ai dettami di Tremonti. In realtà, infatti, il vero Ministro di Università e Ricerca è Tremonti, il fautore della legge 133 che ha deciso a tavolini i tagli indiscriminati che azzereranno università e ricerca, quei tagli che ora si vogliono contrabbandare per una riforma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-1070698898134906897?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/1070698898134906897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=1070698898134906897' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1070698898134906897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1070698898134906897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/10/tiremm-innanz-dice-la-gelmini-agli.html' title='&quot;Tiremm innanz&quot; dice la Gelmini agli studenti.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8041235893278190725</id><published>2008-10-22T10:32:00.004-11:00</published><updated>2008-10-22T10:50:27.888-11:00</updated><title type='text'>Aiutiamo i colleghi francesi, firmiamo la petizione per una moratoria delle valutazioni ANR et AERES.</title><content type='html'>Pubblico volentieri il testo che ho ricevuto dall'amico Bernard Jacq, direttore di ricerca del CNRS, uno dei principali esponenti del sito "Sauvons la recherche". Per firmare la petizione andare all'indirizzo http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article2176.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;********************************************************************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo che segue è un appello a smettere di subire in silenzio l’attuale politica del governo in materia di insegnamento superiore e ricerca. L’azione che proponiamo, una moratoria delle perizie / valutazioni / per l’ANR e l’AERES, mira a bloccare una politica che ci pare nefasta, realizzata attraverso strutture il cui modus operandi è contestabile. Questo non significa che rifiutiamo il principio della valutazione o del finanziamento di progetti di ricerca mediante valutazione : significa che ne abbiamo abbastanza del fatto che le nostre proposte non vengano prese in considerazione e che si metta in pericolo l’avvenire della ricerca e dell’insegnamento superiore nel nostro paese. Evidentemente non è necessario, per firmare quest’appello, essere d’accordo con l’insieme delle posizioni di SLR. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Moratoria delle perizie per l’ANR o l’AERES&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia sta vivendo una vera mutazione dell’organizzazione del suo sistema d’insegnamento superiore e di ricerca e dei valori che lo ispirano. Una parte crescente delle sue attività di ricerca si effettua su contratti a breve termine, facendo ricorso a personale precario. Le scelte scientifiche e pedagogiche sono sempre meno definite dagli addetti ai lavori (insegnanti-ricercatori, ricercatori, ingegneri). Quello che ormai prevale è l’utilità presunta di queste scelte, definita dai servizi del ministero, che fisseranno regolarmente nuovi obiettivi applicabili a tutti. La produzione e la trasmissione delle conoscenze sono intese a salvare l’economia e debbono ormai essere valutate e indirizzate a questo solo scopo. Per questo, la valutazione e la gestione della ricerca e dell’insegnamento superiore debbono essere fondate su degli indicatori semplificati al punto da diventare nefasti. Le fonti di finanziamento si moltiplicano e si parcellizzano ma rispondono tutte allo stesso modello, il che non fa che accrescere le incombenze di carattere amministrativo degli attori della ricerca accademica, senza peraltro offrire loro nessuna varietà nel tipo di progetto proponibile. Questo condurrà irrimediabilmente all’abbandono di numerose tematiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi cambiamenti vengono imposti senza che le indicazioni e gli allarmi espressi dalla comunità scientifica vengano tenuti in alcun conto. La priorità che il governo pretende di dare alla ricerca e all’insegnamento superiore si traduce nei fatti in una soppressione di 900 posti in questi settori, in uno stanziamento reale molto ridotto (cf Budget 2009 : le (la) sinistre de la recherche), e in un "piano Campus" che condurrà di fatto a un sotto-finanziamento delle università in molte regioni (Nord, Bretagna).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo nuovo modo di gestione del sistema di ricerca e insegnamento superiore si appoggia su due strutture recenti : l’ANR (Agence Nationale de la Recherche) e l’AERES (Agence d’Evaluation de la Recherche et de l’Enseignement Supérieur). La prima assorbe il grosso dei crediti della ricerca privando in questo modo università e grandi enti di ricerca dei loro mezzi, e quindi di ogni autonomia scientifica. Il risultato sarà un sistema destrutturato in cui non ci sarà più alcun solido intermediario (laboratori, istituti, luoghi propizi ad un’attività collettiva e interdisciplinare) fra il ministero e i singoli gruppi di ricerca. Questi ultimi saranno messi in competizione fra loro per contendersi i fondi pubblici. Soltanto i più grossi e meglio impiantati potranno cavarsela (esattamente lo stesso succederà col piano Campus, che finirà col limitare, se non distruggere, le piccole università, per quanto dinamiche esse siano). L’ANR è inoltre all’origine della proliferazione di posti precari che, di pari passo con la riduzione delle posizioni permanenti, crea una vera bomba a orologeria. Quanto all’AERES, i cui membri sono tutti nominati dal ministero, essa si sostituisce alle strutture collegiali di valutazione esistenti (CoNRS, CNU). Quale che sia la professionalità del lavoro effettuato dagli esperti, i loro rapporti passano successivamente attraverso une serie di filtri e riformulazioni poco trasparenti il cui risultato finale ha più di una volta stupito e scioccato coloro che erano oggetto della valutazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mese di giugno 2008, in risposta a l’appello di SLR, 15 000 persone si sono impegnate a non assolvere più nessun compito che contribuirebbe a minare in breve tempo i fondamenti e l’avvenire dell’attività di ricerca, a meno che il governo non volesse tenere conto delle osservazioni e degli appelli che gli sono stati fatti. Il governo ha fatto le sue scelte e si è assunto le sue responsabilità. Noi ci assumiamo le nostre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci rifiutiamo di contribuire a questa destrutturazione dell’’insegnamento superiore e della ricerca. Ci impegniamo dunque a rifiutare d’ora in avanti di fornire valutazioni per l’ANR o l’AERES, finché non ci saranno segni chiari di un cambiamento della politica del governo, che si traduca sia in un aumento degli stanziamenti sia nella creazione di posti permanenti (e non nella loro soppressione, cosa a cui si assiste attualmente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in profondo disaccordo con la politica del governo nell’ambito della ricerca e della formazione e rifiutiamo di esserne complici. Difenderemo un’altra politica, che sia conforme agli interessi del nostro paese e alla nostra concezione della ricerca e dell’insegnamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ringrazia Ilaria Castellani di Sophia-Antipolis per la traduzione italiana del testo francese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8041235893278190725?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article2176' title='Aiutiamo i colleghi francesi, firmiamo la petizione per una moratoria delle valutazioni ANR et AERES.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8041235893278190725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8041235893278190725' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8041235893278190725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8041235893278190725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/10/aiutiamo-i-colleghi-francesi-firmiamo.html' title='Aiutiamo i colleghi francesi, firmiamo la petizione per una moratoria delle valutazioni ANR et AERES.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7650409105458155161</id><published>2008-10-03T02:51:00.004-11:00</published><updated>2008-10-03T02:59:13.995-11:00</updated><title type='text'>Appello ai Rettori contro il DL Tremonti, ora legge 133.</title><content type='html'>I sottoscritti docenti di varie Facoltà e Università italiane protestano vibratamente contro i recenti provvedimenti governativi varati con la Legge 133 del 6 agosto 2008. Come già hanno denunciato molti Dipartimenti, Facoltà, gruppi di docenti, si tratta di misure che sottraggono risorse alla ricerca, riducono il personale docente e amministrativo, restringono lo spazio vitale dell'Università sancendone l'emarginazione irreversibile nella vita del Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riduzione al 20% del turnover delle unità del personale non significa soltanto uno sfoltimento senza precedenti di tante discipline specialistiche in cui la cultura italiana primeggia nel mondo. È tutto il processo di rinnovamento del corpo docente italiano - gravato da una anzianità elevata - ad essere compromesso per i decenni a venire. A tanti nostri valentissimi giovani l'avvenire nella ricerca e nell'insegnamento viene definitivamente precluso. &lt;br /&gt;Il principio della convertibilità della Università in fondazioni private - sancito dall'art. 16 della Legge - costituisce senza dubbio il più grave attacco mai condotto contro l'autonomia e il futuro stesso dell'Università italiana. Non viene soltanto auspicata la ritirata dello Stato dalle sue funzioni storiche nel garantire la formazione superiore e la riproduzione delle sue classi dirigenti. È un progetto velleitario, imitazione tardiva di una stagione ideologica oggi in rovina nel Paese stesso in cui essa è nata. Trasporre l'esperienza delle Università private americane in Italia - un Paese nel quale lo Stato ha dovuto sostituire il capitale di rischio per realizzare lo sviluppo industriale - significa in realtà condannare tanto le Università pubbliche che private a un sicuro destino di irrilevanza. Con quali conseguenze per la collocazione dell'Italia nell'economia- mondo attuale è facile immaginare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I docenti qui sottoscritti chiedono pertanto ai Magnifici Rettori di raccogliere il profondo disagio e la protesta che sale dalle Università e di reagire con l'energia che la gravità della situazione richiede, bloccando l'apertura del prossimo anno accademico in tutto il Paese. Si utilizzi la data di inaugurazione per una riflessione generale sul destino delle nostre università &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piero Bevilacqua, Università di Roma La Sapienza &lt;br /&gt;Mario Alcaro, Università della Calabria &lt;br /&gt;Raffaele Perrelli, Università della Calabria &lt;br /&gt;Alberto Asor Rosa, Università di Roma La Sapienza &lt;br /&gt;Gianni Vattimo, Università di Torino &lt;br /&gt;Fulvio Tessitore, Università di Napoli, &lt;br /&gt;Umberto Curi, Università di Padova &lt;br /&gt;Giovanni Polara, Università di Napoli &lt;br /&gt;Pietro Barcellona, Università di Catania &lt;br /&gt;Francesco Benigno, Università di Teramo &lt;br /&gt;Angelo D'Orsi, Università di Torino &lt;br /&gt;Claudio Natoli, Università di Cagliari &lt;br /&gt;Giorgio Inglese, Università di Roma La Sapienza &lt;br /&gt;(2 ottobre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PER ADERIRE scrivere a giuseppecantarano@libero.it&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7650409105458155161?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/universita-2009/appello-docenti/appello-docenti.html' title='Appello ai Rettori contro il DL Tremonti, ora legge 133.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7650409105458155161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7650409105458155161' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7650409105458155161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7650409105458155161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/10/appello-ai-rettori-contro-il-dl.html' title='Appello ai Rettori contro il DL Tremonti, ora legge 133.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8431694445969024313</id><published>2008-07-28T11:09:00.002-11:00</published><updated>2008-07-28T11:12:15.993-11:00</updated><title type='text'>Il sito francese "Sauvons la recherche" sostiene la nostra petizione contro il decreto Tremonti</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Soutenons la pétition de nos collègues académiques transalpins contre une loi destructrice de la recherche et de l’université italiennes&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loi LRU, ANR ultra-élitiste et projet de démantèlement des EPST en France, Loi D.L. 112/08 en italie, les temps sont décidément durs pour la recherche et l’université en europe ! Signez et faites signer la pétition de nos collègues italiens contre un projet de loi qui est une attaque sans précédent contre leur système académique public.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8431694445969024313?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article2020' title='Il sito francese &quot;Sauvons la recherche&quot; sostiene la nostra petizione contro il decreto Tremonti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8431694445969024313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8431694445969024313' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8431694445969024313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8431694445969024313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/07/il-sito-francese-sauvons-la-recherche.html' title='Il sito francese &quot;Sauvons la recherche&quot; sostiene la nostra petizione contro il decreto Tremonti'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2870779458069264271</id><published>2008-07-26T10:39:00.005-11:00</published><updated>2008-07-26T10:55:55.061-11:00</updated><title type='text'>Prin 2007: anche questa volta per la valutazione dei progetti è stato adottato il null-review</title><content type='html'>Sono state finalmente rese note le liste dei progetti finanziati per il Prin 2007. Dopo tutte le critiche sollevate l’anno scorso, questa volta si attendevano delle valutazioni degne di tale nome, frutto di esperti scelti per l'attinenza ai progetti e di regole internazionalmente riconosciute. Invece, dopo ben 9 mesi dalla scadenza delle domande, è stato deprimente leggere dei giudizi tanto telegrafici quanto approssimativi, formule standard buone per ogni occasione. D'altronde cosa potevamo attenderci da un sistema di assegnazione che funziona a casaccio? Ricordate il caso del genetista umano scelto come revisore di un progetto di Ecologia marina? Altro che peer-review, si è trattato di un null-review, senza nulla togliere a chi è stato finanziato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2870779458069264271?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://prin.miur.it/' title='Prin 2007: anche questa volta per la valutazione dei progetti è stato adottato il null-review'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2870779458069264271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2870779458069264271' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2870779458069264271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2870779458069264271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/07/prin-2007-anche-questa-volta-per-la.html' title='Prin 2007: anche questa volta per la valutazione dei progetti è stato adottato il null-review'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7552291764803880130</id><published>2008-07-26T10:32:00.003-11:00</published><updated>2008-07-26T10:37:03.859-11:00</updated><title type='text'>Petition to Prime Minister Silvio Berlusconi, Minister of Economy Giulio Tremonti and Minister of Education and Research Mariastella Gelmini</title><content type='html'>High education, research and innovation are pivotal elements to sustain &lt;br /&gt;the growth and development of a country in a knowledge-based global &lt;br /&gt;society. While Western and developing countries with which Italy is &lt;br /&gt;supposed to compete are investing vast amounts of resources and &lt;br /&gt;significant fractions of their NGP in these fields, the funds invested &lt;br /&gt;in Italy, traditionally very low, have been reduced further and the &lt;br /&gt;recent bill (D. L. 112/08) by the Minister of Economy Tremonti exacerbates &lt;br /&gt;the situation. Specific articles in D. L. 112/08 impose indiscriminate &lt;br /&gt;and heavy cuts that will have devastating effects on the public research &lt;br /&gt;and higher education system, and hence on the scientific and &lt;br /&gt;technological development of this country. Researchers in Italian &lt;br /&gt;public universities and research institutions have had to work for years &lt;br /&gt;under a chronic lack of funds. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The D. L 112/08 now goes beyond all limits. Some of the proposed measures, e.g. &lt;br /&gt;the cut to the ordinary maintenance funds, as well as a substantial &lt;br /&gt;block in staff recruitment and turnover, will rapidly paralyse the &lt;br /&gt;system, preventing its growth and renewal, and cancelling all hopes for &lt;br /&gt;an independent career for thousands of young researchers who will be &lt;br /&gt;growingly forced to go working abroad. Article16 of the D.L. supposedly &lt;br /&gt;offers the ‘liberty’ for Universities to convert into private Foundations; yet, &lt;br /&gt;as presented, it is difficult to see how this remedy might be made &lt;br /&gt;technically effective; on the contrary, it does mark a dramatic cultural &lt;br /&gt;regression in this country by underscoring the Government’s unwillingness to invest &lt;br /&gt;in the public research system. There is a serious risk that, under these &lt;br /&gt;conditions, Italian universities will gradually turn into high &lt;br /&gt;school-like structures, containers of poor and minimal teaching and &lt;br /&gt;exam-making industries from which all scientific research will be expelled.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A first step towards cure and improvement should consider implementing a &lt;br /&gt;serious, strict and transparent evaluation system, cutting unproductive &lt;br /&gt;areas and hitting without hesitation areas of laziness and nepotism. &lt;br /&gt;Instead, the D. L. 112/08, with its ‘linear’ cuts (i.e. , equal for &lt;br /&gt;all), will penalize the best and most vital components in Universities &lt;br /&gt;and research centers, who work, produce and study, albeit in tough &lt;br /&gt;hardship. We are therefore faced with a real emergency and a mortal blow &lt;br /&gt;to higher education and research in our country.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;To avoid the danger that Italy irreparably drifts along an unstoppable &lt;br /&gt;cultural, social and economic decline, we invite Minister Tremonti and &lt;br /&gt;the Government to drastically revise the D. L. 112/08 articles &lt;br /&gt;concerning the public university ad research system, and to introduce &lt;br /&gt;reliable and internationally recognized evaluation procedures so as to &lt;br /&gt;promote a true renewal and progress in the Italian system of university &lt;br /&gt;and research.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sincerely,&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7552291764803880130?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.petitiononline.com/mod_perl/signed.cgi?ricerca1' title='Petition to Prime Minister Silvio Berlusconi, Minister of Economy Giulio Tremonti and Minister of Education and Research Mariastella Gelmini'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7552291764803880130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7552291764803880130' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7552291764803880130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7552291764803880130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/07/petition-to-to-prime-minister-silvio.html' title='Petition to Prime Minister Silvio Berlusconi, Minister of Economy Giulio Tremonti and Minister of Education and Research Mariastella Gelmini'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2020802159911723816</id><published>2008-07-23T11:04:00.004-11:00</published><updated>2008-07-23T11:08:43.453-11:00</updated><title type='text'>Petizione a favore di ricerca e università pubbliche, contro i tagli di Tremonti</title><content type='html'>Al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro Giulio Tremonti e al Ministro Mariastella Gelmini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’alta formazione, la ricerca e l’innovazione sono gli elementi-cardine della crescita e dello sviluppo di un paese nella società globale della conoscenza. Mentre i nostri competitors europei e mondiali investono in questi settori ingenti risorse e significative percentuali del PIL, in Italia, i finanziamenti, già scarsi, si sono via via ridotti ed il D. L. 112/08 del Ministro Tremonti peggiora la situazione. Il D. L. contiene articoli che impongono tagli pesanti e indiscriminati, che avranno effetti devastanti su università e ricerca pubbliche, e per conseguenza sullo sviluppo culturale e tecnologico del paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle università e negli enti di ricerca siamo costretti da anni a lavorare in cronica carenza di fondi. Con il D. L 112/08 si è superato ogni limite. Vengono infatti introdotte misure, come il taglio dei fondi di finanziamento ordinario e il sostanziale blocco del turnover, che causeranno rapidamente la paralisi, azzerando le possibilità di crescita e rinnovamento degli atenei e le speranze di carriera di giovani migliori, che saranno costretti – come già avviene – ad andare a lavorare per i nostri competitori. Inoltre, l’art. 16 del D.L, che offre la ‘libertà’ alle Università di trasformarsi in fondazioni, appare un rimedio tecnicamente ben poco efficace e segnala un forte regresso culturale del Paese nel dichiarare la propria indisponibilità a investire nel sistema pubblico. L’università italiana rischierà così di trasformarsi in uno pseudo-liceo, contenitore di una didattica povera e minimale, esamificio da cui la ricerca scientifica sarà espulsa, come un corpo estraneo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un primo passo verso il risanamento avrebbe dovuto prevedere l’attuazione di un sistema serio, severo e trasparente di valutazione per tagliare le sacche d’improduttività, colpendo senza esitazione fannulloni e nepotisti. Con il D. L. 112/08 ed i suoi tagli ‘lineari’ (ovvero uguali per tutti), invece, si penalizza la parte migliore degli Atenei e dei centri di ricerca, quella che lavora, produce e studia, pur tra mille difficoltà. Si tratta di una reale emergenza, un colpo mortale per la cultura, l’istruzione e la ricerca pubblica nel nostro paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per evitare che l’Italia scivoli irrimediabilmente verso un inarrestabile declino culturale, sociale ed economico, invitiamo il Ministro Tremonti ed il Governo a rivedere drasticamente gli articoli del D. L. 112/08 che riguardano l’università, introducendo allo stesso tempo strumenti di valutazione affidabili e internazionalmente riconosciuti per intraprendere un vero risanamento del sistema italiano dell’università e della ricerca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Si può aderire alla petizione andando all'indirizzo web http://www.petitiononline.com/ricerca1/petition.html&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2020802159911723816?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.petitiononline.com/ricerca1/petition.html' title='Petizione a favore di ricerca e università pubbliche, contro i tagli di Tremonti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2020802159911723816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2020802159911723816' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2020802159911723816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2020802159911723816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/07/petizione-favore-di-ricerca-e-universit.html' title='Petizione a favore di ricerca e università pubbliche, contro i tagli di Tremonti'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4760013016429308957</id><published>2008-07-14T08:58:00.004-11:00</published><updated>2008-07-14T09:05:16.308-11:00</updated><title type='text'>I tagli del decreto Tremonti: per protesta rischia di saltare il prossimo anno accademico.</title><content type='html'>Il premo nobel Mario Capecchi ha di recente detto che “senza ricerca scientifica viene meno lo sviluppo di un paese e si aggrava la crisi economica”. Ma il ministro Tremonti non è d’accordo e nel suo recente decreto legge ha infierito su ricerca e università pubbliche, con tagli pesanti e indiscriminati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tappare il buco di denaro creato dalla populistica cancellazione dell’ICI e dal salvataggio dell’Alitalia, Tremonti saccheggia sadicamente le tasche già mezze vuote delle Università. Tagli drastici ai fondi per il funzionamento e per la ricerca, forte limitazione delle assunzioni, riduzione degli scatti stipendiali e privatizzazioni insensate: si tratta di misure che causeranno la paralisi, azzerando le possibilità di crescita e rinnovamento degli atenei e le speranze di carriera di giovani e meno giovani. Anche grazie all’incremento delle ore dedicate dai docenti alla didattica, l’università si trasformerà in uno pseudo-liceo, un contenitore di didattica, povera e minimale, un esamificio da cui la ricerca scientifica sarà espulsa, come u corpo estraneo. Le scellerate misure di Tremonti costringeranno, inoltre, gli atenei a triplicare le tasse d’iscrizione per rastrellare i fondi necessari alla sopravvivenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il buon senso suggerirebbe di tagliare le sacche d’improduttività grazie ad una seria valutazione, ma Tremonti non colpisce fannulloni e nepotisti, non pota rami secchi, preferisce penalizzare la parte migliore degli Atenei, quella che lavora, produce e studia. Allo stesso tempo, elargisce finanziamenti ad personam ai centri “d’eccellenza” privati da lui stesso istituiti. Si tratta di una reale emergenza, il più violento e rozzo attacco mai sferrato contro la cultura, l’università e la ricerca pubblica nel nostro paese dal dopoguerra in poi. Un attacco che ha generato un malcontento dilagante: da Torino a Cagliari, da Firenze a Napoli, da Bologna all’Aquila, da Milano a Roma, da Venezia a Palermo, docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti organizzano assemblee e minacciano di bloccare l’apertura del prossimo anno accademico. Si penalizzeranno gli studenti? Sarebbero penalizzati comunque dall’aumento delle tasse universitarie e da servizi sempre più scadenti. Caro Tremonti, pensaci bene, si preannuncia un autunno davvero bollente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4760013016429308957?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4760013016429308957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4760013016429308957' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4760013016429308957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4760013016429308957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/07/i-tagli-del-decreto-tremontirischia-di.html' title='I tagli del decreto Tremonti: per protesta rischia di saltare il prossimo anno accademico.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2079770126879860376</id><published>2008-07-05T08:12:00.001-11:00</published><updated>2008-07-05T08:14:12.273-11:00</updated><title type='text'>Tremonti prende ai poveri per dare ai ricchi</title><content type='html'>Mariastella Gelmini, Ministro di istruzione, università e ricerca, ha recentemente dichiarato che la distribuzione dei fondi alla ricerca e in parte anche la retribuzione dei ricercatori saranno basate sui risultati e quindi bisognerà adottare criteri di valutazione riconosciuti a livello internazionale. Bene, ma nel frattempo “Robin Hood” Tremonti, ministro dell'Economia e delle Finanze, scocca dal suo arco un decreto che contiene numerosi tagli indiscriminati che affosseranno definitivamente l’Università e la ricerca pubblica: scatti stipendiali degli universitari da biennali a triennali a parità d’importo; taglio del fondo di finanziamento ordinario (il denaro per stipendi e funzionamento degli Atenei); limitazione di assunzioni e concorsi; possibilità per le Università di diventare fondazioni di diritto privato, col rischio di devolvere patrimonio pubblico ai privati. Come se non bastasse, l’esito della valutazione dei progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin), una delle poche fonti di finanziamento pubblico per la ricerca di base, è congelato perché Tremonti ancora non sa dirci se ci sarà la copertura finanziaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara Gelmini, il suo collega dell’economia fa esattamente il contrario del prode Robin Hood, prende ai poveri per dare ai ricchi. Infatti, da una parte impone i tagli indiscriminati dei fondi destinati agli Atenei e alla ricerca pubblica per ottenerne lo smantellamento e dall’altra elargisce finanziamenti privilegiati e generosi ai cosiddetti “centri d’eccellenza” privati, alcuni già ben foraggiati dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Ad esempio, l'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) di Genova, avrà ulteriori denari derivati dalle “dotazioni patrimoniali" della Fondazione IRI e sarà depositario esclusivo dei progetti di ricerca di eccellenza, non si sa bene in virtù di quali meriti. Perché tanta benevolenza nei confronti dell’IIT? Guarda caso l’IIT è stato istituito da Tremonti stesso nel precedente governo Berlusconi ed è presieduto dal direttore generale del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Si tratta di un ennesimo caso di conflitto d’interessi e di un sistema di finanziamento agevolato e ad personam della ricerca privata, per giunta parallelo a quello del Miur. Cara Gelmini, c’è poco da stare allegri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patrizio Dimitri&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2079770126879860376?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2079770126879860376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2079770126879860376' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2079770126879860376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2079770126879860376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/07/tremonti-prende-ai-poveri-per-dare-ai.html' title='Tremonti prende ai poveri per dare ai ricchi'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-430795626714935142</id><published>2008-06-29T03:26:00.004-11:00</published><updated>2008-06-29T05:22:06.091-11:00</updated><title type='text'>Giovani e vecchi nell'università italiana</title><content type='html'>Il famoso scrittore argentino Adolfo Bioy Casares, nel romanzo il “Diario della guerra al maiale” immagina che all’improvviso i giovani di Buenos Aires decidano di eliminare chiunque abbia superato i 50 anni, perché ormai ritenuto inutile alla società. E’ la cronaca fantastica e assurda di una “guerra civile” dove i giovani danno la caccia ai cinquantenni per sterminarli. Un metodo simile sarebbe forse apprezzato da chi va ripetendo in modo superficiale e ossessivo che bisogna svecchiare l’università italiana, perchè l’età media dei docenti supera i 50. Ironia a parte, il ricambio generazionale è un elemento fondamentale per lo sviluppo di un paese ed è doveroso garantire un futuro ai “giovani”, ma non bisogna dimenticare che certi “vecchi” sono ancora una risorsa preziosa di idee ed esperienza per tutti noi. Inoltre, in alcuni settori, bio-medici soprattutto, la piena maturità scientifica si raggiunge di solito a 40 anni suonati. Il punto, dunque, non è tanto “eliminare” i “vecchi” per fare spazio ai “giovani”, propugnando una sorta di razzismo anagrafico, quanto individuare e premiare il merito indipendentemente dall’età. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo negli anni ‘80 i nostri Atenei sono stati ingolfati da migliaia di assunzioni facili, figlie dei famosi giudizi di idoneità. Molti “vecchi” di oggi sono proprio i “giovani” di ieri, reclutati con sanatorie decennali: un folle meccanismo “democratico” che ha annullato le differenze e oltre ai meritevoli hanno sistemato frotte di “cani e porci”. Chi è venuto dopo se l’è dovuta sudare. Una storia su tutte: quella di Mario Brambilla di Milano. Si laurea a pieni voti nel 1983 e nel 1986 è ammesso alla scuola di dottorato, dopo un blocco dei concorsi di ben 4 anni. Nel 1988 lavora per 12 mesi negli USA e nel 1989 ottiene il titolo di Dottore di ricerca. Nel 1990 vive ancora con i genitori e campa grazie alla collaborazione con un’industria che gli frutta un milione di lire al mese. Nel 1992 vince un concorso di ricercatore bandito nel suo settore dopo 10 anni di stasi. Il suo primo stipendio è di un milione e mezzo e preso dall’entusiasmo va vivere in affitto. Il 24 dicembre del 1994 gli si rompe un tubo del lavandino: Brambilla è costretto a chiamare il primo idraulico che trova per evitare di passare le vacanze natalizie in ammollo. Per due ore di lavoro, deve sborsare 500mila lire, un terzo della sua busta paga. Paga a malincuore e scaglia furibondi anatemi sull’idraulico approfittatore, tal Scorpetti. Alla fine degli anni ‘90, Brambilla partecipa a vari concorsi di professore associato, superando prove molto stressanti. Nel 1999 ottiene l’idoneità e nel 2001 prende servizio. A 50 anni, Brambilla fa didattica (lezioni, esercitazioni, tesi di laurea) e ricerca, pubblica su riviste di ottimo livello e ha una buona fama anche all’estero. Ma la cultura oggi non paga: il salario di Brambilla (2400 € mensili) è tra i più bassi d’Europa nella categoria e non gli basta per mantenere la famiglia. Ma c’è dell’altro: grazie ai “giovani” di ieri, assunti con le famigerate sanatorie, la progressione della sua carriera è a rischio per fare largo ai “giovani” di oggi. Che sfiga, povero Brambilla, se l’avesse saputo prima...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brambilla giura che se rinasce farà il portaborse in parlamento (4000 € mensili), oppure il calciatore, anche modesto (50000 € mensili) o perché no, anche l’idraulico. Sarà un po’ meno acculturato, ma potrà mantere la sua famiglia senza tante angosce. E poi potrà comunque continuare a farsi chiamare dottore o professore anche senza esserlo, oggi lo fanno in tanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-430795626714935142?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/430795626714935142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=430795626714935142' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/430795626714935142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/430795626714935142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/06/giovani-e-i-vecchi-nelluniversit.html' title='Giovani e vecchi nell&apos;università italiana'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2153123817005526701</id><published>2008-06-29T03:11:00.003-11:00</published><updated>2008-06-29T03:15:47.297-11:00</updated><title type='text'>Le frecce di "equità" di Robin Hood-Tremonti.</title><content type='html'>Vorrei intervenire in merito a una lettera di Giancarlo Schirru, pubblicata su “Il Riformista del 28 giugno 2008, che affronta il problema drammatico dei tagli di Tremonti all’università e alla ricerca pubblica, inseriti nel Decreto-Legge 112/08 pubblicato sulla G.U. del 25 giugno 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' noto che molti stati investono ingenti risorse e significative porzioni del Pil nella ricerca pubblica, poiché essa è un elemento trainante dello lo sviluppo di un paese evoluto. I dati più recenti ci dicono che la media europea è del 2%. Tra i vari paesi la Svezia investe il 4%, la Finlandia il 3.5%, il Giappone il 3.2%, gli USA sono al 2.7%, la Germania il 2.5%, mentre è l’Italia è all’ultimo posto tra i paesi dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) con solo l’1%. Da noi, inoltre, i ricercatori scarseggiano, circa 3 su mille occupati, rispetto alla media europea che è di 6 su mille. E sono anche mal pagati. Ricercatori e docenti italiani, infatti, hanno le retribuzioni più basse in Europa nella loro categoria. Un ricercatore neo-assunto (di solito dai 32 ai 40 anni) guadagna su per giù 1200 euro e solo dopo una decina d’anni può sperare di superare la vetta deis 2000. Per i professori le cose vanno un po’ meglio; a 50 anni un professore associato che svolge didattica e ricerca a tempo pieno e ha dedicato la sua vita allo studio, arriva a percepire più o meno 2400 euro. Al contrario, come ormai segnalato da tempo, le buste paga dei nostri parlamentari superano di molto quelle dei colleghi europei. Si parte da uno stipendio base di 11.703 euro che con rimborsi e indennità di vario genere può arrivare a circa 15mila euro netti al mese: più del doppio di un collega tedesco. E che dire, poi, dei portaborse dei parlamentari stessi (spesso reclutati guarda caso tra amici e familiari), che percepiscono ben 4000 euro mensili?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Questo è il panorama in cui s’inseriscono gli interventi di Robin- Hood –Tremonti, che con le sue “frecce di equità” finalmente darà il colpo di grazia agli atenei e alla ricerca pubblica nel nostro paese: invece di proporre meccanismi seri ed equi di contrattazione che incentivino e premino il merito, si agisce sugli scatti stipendiali degli universitari, che da gennaio 2009 passeranno da biennali a triennali, a parità d’importo, dando un’ulteriore sforbiciata alle già basse retribuzioni. Si attua il blocco del turn over dei docenti che limiterà fortemente e farà slittare assunzioni e concorsi. E come se non bastasse, si riduce ulteriormente il fondo di finanziamento ordinario, ovvero il denaro per il funzionamento degli Atenei (luce, acqua, elettricità, biblioteche, didattica, ecc), che sarà tagliato di 500 milioni di euro in tre anni. Insomma: tagli, sempre tagli, fortissimamente tagli! Infine, si stabilisce che le Università potranno diventare fondazioni di diritto privato, col rischio di devolvere gratuitamente patrimonio pubblico ai privati. Da una parte, il “chirurgo” Tremonti ripropone sadicamente i tagli dei fondi destinati agli Atenei e alla ricerca pubblica per ottenerne lo smantellamento, ma dall’altra elargisce finanziamenti preferenziali ai cosiddetti “centri di eccellenza” privati. Uno su tutti: l'IIT  (Istituto Italiano di Tecnologia) di Genova, che otterrà ulteriori fondi, derivati dalle “dotazioni patrimoniali" della Fondazione IRI e che sarà depositario esclusivo dei progetti di ricerca di eccellenza. Quanta grazia S. Antonio! Non a caso, l’IIT è una creatura di Tremonti, dal lui istituito nel precedente Governo Berlusconi ed è presieduto dal direttore generale del Ministero dell'Economia e delle Finanze: un ennesimo caso di conflitto di interessi ed un sistema parallelo di finanziamento della ricerca che ci sembra incomprensibile e poco funzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Putroppo, il passato governo Prodi ed il Ministro Mussi non hanno brillato in quanto a interventi risolutivi  a favore di università e ricerca. Nel nostro paese manca da sempre una politica seria, concreta e incisiva sui temi riguardanti università, istruzione e ricerca, altrimenti non saremmo conciati così male. Nei panni di Schirru, quindi, non mi sorprenderei affatto per il silenzio dei ministri ombra del Pd e non mi lambiccherei il cervello: si tratta solo di semplice indifferenza. Rientra tutto nel fisiologico canovaccio della nostra provinciale politicchetta italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29 giugno 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patrizio Dimitri&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2153123817005526701?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2153123817005526701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2153123817005526701' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2153123817005526701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2153123817005526701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/06/le-frecce-di-equit-di-robin-hood.html' title='Le frecce di &quot;equità&quot; di Robin Hood-Tremonti.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2160065324518971805</id><published>2008-06-23T06:59:00.005-11:00</published><updated>2008-06-23T07:09:00.437-11:00</updated><title type='text'>Università e Ricerca: tagli, sempre tagli, fortissimamente tagli! Chi dobbiamo ringraziare, Tremonti o Gelmini?</title><content type='html'>Inserisco volentieri un intervento del collega Marco Merafina che commenta un decreto legge del governo dove, tra l'altro, si introduce una forte limitazione al reclutamento delle Università. si riduce ulteriormente il fondo di finanziamento ordinario delle università e si prevede la trasformazione degli scatti biennali dei docenti universitari in scatti triennali a parità di importo. Di male in peggio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari colleghi,&lt;br /&gt;dopo un periodo di silenzio mi vedo costretto a intervenire per comunicarvi un &lt;br /&gt;grave atto del governo che, se portato a termine, interverrà pesantemente sullo &lt;br /&gt;stato giuridico dei docenti universitari. Si tratta di un decreto legge &lt;br /&gt;articolato (vedi in calce alcuni articoli, in particolare l'art.75) in cui, tra &lt;br /&gt;gli altri provvedimenti, si prevede la trasformazione degli scatti biennali in &lt;br /&gt;scatti triennali a parità di importo, con una perdita secca e definitiva del &lt;br /&gt;33% di ogni scatto fino alla pensione. Tale passaggio, che a mio avviso &lt;br /&gt;presenta profili di incostituzionalità, andando a incidere sullo sviluppo delle &lt;br /&gt;retribuzioni fino alla pensione (ma su questo chiedo conforto degli esperti), &lt;br /&gt;colpisce duramente le retribuzioni dei ricercatori, soprattutto i più giovani, &lt;br /&gt;che devono maturare la maggior parte degli scatti da qui al termine della &lt;br /&gt;carriera.&lt;br /&gt;Si tratta di migliaia di euro in meno (basta fare un rapido calcolo) che &lt;br /&gt;incidono su retribuzioni già scandalosamente basse. E dire che era ormai &lt;br /&gt;opinione diffusa che le retribuzioni dei ricercatori fossero troppo basse&lt;br /&gt;e da ritoccare verso l'alto! Qui si agisce in direzione opposta colpendo &lt;br /&gt;soprattutto i più deboli, cambiando nei fatti lo stato giuridico senza una &lt;br /&gt;legge specifica e per di più in corsa visto che non si riferirà ai nuovi &lt;br /&gt;assunti, ma anche a coloro che già sono dentro l'università.&lt;br /&gt;Non è accettabile cambiare le carte in tavola cambiando la curva retributiva &lt;br /&gt;senza agire sui meccanismi di avanzamento di carriera, condannando le &lt;br /&gt;retribuzioni più basse alla soglia di povertà.&lt;br /&gt;Credo che a questo punto sia necessaria una risposta chiara e netta da parte &lt;br /&gt;dei docenti universitari, soprattutto dei ricercatori che sono la parte più &lt;br /&gt;colpita, fino ad arrivare alla mobilitazione negli atenei e, se necessario al &lt;br /&gt;blocco delle attività didattiche.&lt;br /&gt;Con queste premesse, peggiori del periodo Moratti, si rischia di avviare una &lt;br /&gt;triste stagione per l'Università: dall'attacco all'istituzione si passa a un &lt;br /&gt;vero e proprio attacco alle persone che vi lavorano con l'unico scopo di fare &lt;br /&gt;cassa.&lt;br /&gt;Se non ci muoviamo ora, quando?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Merafina&lt;br /&gt;Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------------&lt;br /&gt;Dalla collega Antonella Ghignoli sulla lista UNILEX&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'art. 17 stabilisce la possibilità, per le Università, di trasformarsi in &lt;br /&gt;Fondazioni di diritto privato; si badi bene, trasformarsi, non di costituire o &lt;br /&gt;partecipare a Fondazioni. Di conseguenza, il patrimonio immobiliare degli &lt;br /&gt;Atenei viene trasferito a dette Fondazioni. E' una norma che aliena patrimonio &lt;br /&gt;pubblico a favore di soggetti privati. Inoltre, in quanto enti privati, le &lt;br /&gt;Fondazioni sono svincolate dalle regole di bilancio e rendicontazione cui è &lt;br /&gt;sottoposto il pubblico (ma continuano a percepire il finanziamento statale); il &lt;br /&gt;personale tecnico-amministrativo resta nel contratto Università fino alla &lt;br /&gt;scadenza del contratto vigente, poi si vedrà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 28. Sono soppressi tutti gli Enti di Ricerca con meno di 50 unità di &lt;br /&gt;personale (ad esempio l'Ente Italiano della Montagna) e tutti gli enti anche &lt;br /&gt;con più di 50 unità di personale che non siano stati individuati dai rispettivi &lt;br /&gt;Ministeri vigilanti al fine della loro riconferma, riordino o trasformazione. &lt;br /&gt;In sostanza, si procede ad un riordino di gran parte degli Enti di Ricerca in &lt;br /&gt;assenza di un disegno politico complessivo. Le relative funzioni ed il &lt;br /&gt;personale sono attribuite al Ministero vigilante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 30. Gli Enti di Ricerca Apat, Icram e Infs sono accorpati in un unico&lt;br /&gt;nuovo Ente, l'IRPA, e diventano, nei fatti, organismi del Ministero&lt;br /&gt;dell'Ambiente. Si prevede che per decreto vengano individuati gli organi di&lt;br /&gt;gestione e le finalità del nuovo Istituto. Gli attuali organismi vengono&lt;br /&gt;commissariati. Su questa decisione vi è stata una prima iniziativa di&lt;br /&gt;protesta delle Organizzazioni sindacali davanti al Ministero dell'Ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'articolo 72, nell'ambito di un taglio complessivo delle risorse destinate&lt;br /&gt;alle stabilizzazioni e alle assunzioni nella Pubblica Amministrazione,&lt;br /&gt;reintroduce una fortissima limitazione nel reclutamento delle Università.&lt;br /&gt;Gli Atenei, dal 2003 fuori dal blocco delle assunzioni, per il triennio 2009&lt;br /&gt;-2011 potranno assumere nei limiti del 20% dei pensionamenti e del 50% dal&lt;br /&gt;2012. Contestualmente si riduce il fondo di finanziamento ordinario delle&lt;br /&gt;università che subisce un taglio di 500 milioni di euro in tre anni. Per gli&lt;br /&gt;Enti pubblici di ricerca sembrerebbero confermate le procedure in vigore dal&lt;br /&gt;1° gennaio 2008. Le assunzioni per il triennio 2010-2012 avvengono nei&lt;br /&gt;limiti del 80% della spesa complessiva e del 100% del turn over con un&lt;br /&gt;peggioramento rispetto alle previsioni della finanziaria 2007. Infatti, il&lt;br /&gt;turn over non è calcolato in relazione alla spesa risultante dai&lt;br /&gt;pensionamenti ma sulle unità di personale. Ciò comporta una riduzione delle&lt;br /&gt;opportunità di assumere in quanto, ad esempio, nel caso del pensionamento di&lt;br /&gt;un ricercatore all'apice della carriera la differenza risultante tra il&lt;br /&gt;costo complessivo e quello di una nuova assunzione andrà a beneficio di&lt;br /&gt;finanza pubblica anziché essere utilizzato per il reclutamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'art 73 interviene pesantemente sulla contrattazione integrativa nelle&lt;br /&gt;Università e negli Enti di Ricerca limitandone le risorse disponibili.&lt;br /&gt;Infatti, vengono congelate tutte le risorse, anche provenienti dal bilancio&lt;br /&gt;proprio dell'Ente o dell'Ateneo, aggiuntive al fondo del salario accessorio&lt;br /&gt;e che venivano utilizzate per compensare il tetto al fondo determinato dalla&lt;br /&gt;legge finanziaria del 2006. Non solo, quel tetto viene ulteriormente ridotto&lt;br /&gt;del 10% mettendo in discussione anche quote di salario ormai considerate&lt;br /&gt;fisse e continuative. Le relative somme risparmiate vanno versate su un&lt;br /&gt;capitolo specifico del bilancio dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'art. 75 contiene un bel cadeau per i docenti universitari e gli Atenei: dal &lt;br /&gt;1° gennaio 2009 gli scatti biennali dei docenti, mantenendo lo stesso importo,&lt;br /&gt;diventano triennali; si stirano, per così dire. I risparmi conseguenti per&lt;br /&gt;le Università, quantificati, dal 2009 al 2013, rispettivamente in 40, 80,&lt;br /&gt;80, 120 e 160 milioni, saranno versati in apposito fondo del Bilancio dello&lt;br /&gt;Stato. Neppure una parvenza di motivazione, o di finalizzazione, almeno per&lt;br /&gt;salvare la faccia. Un taglio e basta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2160065324518971805?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2160065324518971805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2160065324518971805' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2160065324518971805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2160065324518971805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/06/universit-e-ricerca-tagli-sempre-tagli.html' title='Università e Ricerca: tagli, sempre tagli, fortissimamente tagli! Chi dobbiamo ringraziare, Tremonti o Gelmini?'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7648191657043677258</id><published>2008-05-10T06:31:00.002-11:00</published><updated>2008-05-10T06:42:17.987-11:00</updated><title type='text'>Mariastella Gelmini, nuovo ministro di istruzione, università e ricerca: chi è costei?</title><content type='html'>Mariastella Gelmini è il nuovo ministro di istruzione, università e ricerca. Un volto veramente nuovo....anzi sconosciuto che dovrà cimentarsi con problematiche a lei ignote, temo. Nella storia di questo e di altri ministeri non è la prima volta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7648191657043677258?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Mariastella_Gelmini' title='Mariastella Gelmini, nuovo ministro di istruzione, università e ricerca: chi è costei?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7648191657043677258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7648191657043677258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7648191657043677258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7648191657043677258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/05/mariastella-gelmini-nuovo-ministro-di.html' title='Mariastella Gelmini, nuovo ministro di istruzione, università e ricerca: chi è costei?'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6461144989851371750</id><published>2008-03-26T22:02:00.001-11:00</published><updated>2008-03-26T22:04:36.510-11:00</updated><title type='text'>Manifesto-Appello in preparazione di un incontro sul futuro della ricerca.</title><content type='html'>MANIFESTO/APPELLO dell'Osservatorio sulla Ricerca&lt;br /&gt;in preparazione dell'incontro del 7 aprile 2008 "Il futuro Ipotecato! Come se ne esce?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia degli ultimi due decenni ci presenta uno scenario internazionale in cui le economie mondiali hanno spostato il baricentro verso prodotti e processi ad alto contenuto di conoscenza, di fatto rendendo di primaria importanza il ruolo della ricerca e dell’alta formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le risorse investite in questi settori in tutti i Paesi evoluti ma anche (e persino in misura maggiore) in quelli cosiddetti emergenti (India, Cina, Brasile, etc.) sono aumentate in modo esponenziale e danno conto di una tendenza allo sviluppo di qualità ormai non più controvertibile realizzando quella che viene definita l’Economia della Conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo in Italia, forse per la prima volta dall'Unità politica del 1860, il problema dell’alta formazione e della ricerca scientifica si presenta non solo strettamente ma anche inestricabilmente connesso con quello del rilancio della propria competitività economica. Da più di quindici anni tutti gli indicatori mostrano non solo una progressiva flessione dei livelli di crescita che, nella fase di trasformazione dell'Italia da paese agricolo a paese industriale, avevano ridotto il divario tra il nostro Paese e le altre nazioni industriali europee, ma addirittura prospettano una tendenza al declino che ogni anno porta l’Italia ad allontanarsi sempre più dagli altri paesi Europei (che pure non rappresentano la punta dello sviluppo mondiale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale ruolo possono giocare in questo scenario i protagonisti dei settori interessati? Scienziati, ricercatori e intellettuali quanto devono sentirsi coinvolti, e in quale modo possono provare a contribuire al recupero del nostro Paese su questo versante tanto delicato per le prospettive future di tutti noi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altri periodi della sua storia l'Italia ha visto il contributo fattivo di alcuni dei suoi scienziati. Dopo l'Unità d’Italia, quando, per esempio, un gruppo di matematici contribuiva a creare la rete della struttura pubblica di ricerca oppure quando un matematico fondava il Politecnico di Milano. All'inizio del secolo scorso, quando una personalità di spicco come Vito Volterra, con una visione quanto mai attuale, delineava (assieme ad altri) la realizzazione di Istituzioni di Ricerca fortemente inserite nel contesto scientifico europeo e, allo stesso tempo, orientate e sensibili all’influenza e all’interconnessione con il mondo produttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Analogamente, dopo i disastri della seconda guerra mondiale, scienziati come Edoardo Amaldi delineano un sistema ricerca moderno e aperto verso le ricadute di tipo produttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esperienze importanti che hanno avuto il merito di mantenere il nostro Paese a ridosso delle grandi nazioni europee nell’ambito dello sviluppo scientifico e delle sue applicazioni, ma che non sempre hanno trovato politiche rispondenti capaci di mettere a sistema le molte iniziative sparse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è più tempo di politiche deboli nel settore della conoscenza. Il declino che oggi si intravede per il nostro Paese è figlio essenzialmente di questa incapacità di rendere prioritario un settore che in tutto il mondo è ormai riconosciuto come il settore strategico per eccellenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non possono più bastare le iniziative dei singoli di valore e di buona volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica deve assumersi tutta la responsabilità che le compete. E’ necessario che il Paese cambi il suo modello produttivo puntando sull'alta tecnologia e sostenendo tutti i settori che costituiscono la filiera che va dalla conoscenza di base alla produzione di innovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo è necessario uno sforzo di sistema in cui tutti gli attori si sentano coinvolti e indispensabili, incentivati a interagire e a concorrere. E tuttavia la parte preponderante tocca a chi ha la responsabilità di mettere in moto l’intero sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul versante della scienza e della cultura è necessario che queste nuove politiche riconoscano che per produrre nuova conoscenza con il massimo di efficacia esistono alcune indispensabili e fondamentali regole di base. Per questo si devono concentrare energie per portare a compimento il modello che vede nell’indirizzo strategico il ruolo fondamentale della politica, nell’autonomia della ricerca la condizione essenziale per rendere al meglio il proprio straordinario contributo e nella valutazione terza la leva fondamentale per tenere il sistema in equilibrio e lontano dai rischi dell’autoreferenzialità e della inefficacia. E' su queste basi che anche il sistema complessivo dell'innovazione e dello sviluppo economico e sociale del Paese potrà disporre dei necessari fattori di competenze e di qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo quadro, gli scienziati e i ricercatori italiani hanno il dovere di chiedere alle forze politiche che si apprestano alla sfida per il Governo del Paese un impegno convinto e irrinunciabile per portare la Nazione fuori dai rischi del declino e restituire alle nuove generazioni un futuro che a tutt’oggi appare ipotecato dalla miopia delle scelte che hanno relegato la conoscenza ai margini dello sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primi Firmatari:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pablo Amati (Università di Roma "La Sapienza")&lt;br /&gt;Aldo Amore Bonapasta (Istituto Struttura della Materia, ISM-CNR Roma)&lt;br /&gt;Giorgio Bernardi (Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli)&lt;br /&gt;Carlo Bernardini (Università di Roma "La Sapienza")&lt;br /&gt;Edoardo Boncinelli (Università Vita-Salute San Raffaele di Milano)&lt;br /&gt;Sergio Bruno (Università di Roma "La Sapienza")&lt;br /&gt;Marcello Buiatti (Università di Firenze)&lt;br /&gt;Cristiano Castelfranchi (Università di Siena)&lt;br /&gt;Elena Cattaneo (Università Statale di Milano)&lt;br /&gt;Marcello De Cecco (Scuola Normale di Pisa)&lt;br /&gt;Rino Falcone (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, CNR, Roma)&lt;br /&gt;Stefano Fantoni (SISSA Trieste)&lt;br /&gt;Sergio Ferrari (ENEA - Roma)&lt;br /&gt;Renato Funiciello (Università di Roma III)&lt;br /&gt;Pietro Greco (SISSA Trieste)&lt;br /&gt;Giovanna Grimaldi (Istituto di Genetica e Biofisica, CNR, Napoli)&lt;br /&gt;Angelo Guerraggio (Università dell'Insubria - Varese)&lt;br /&gt;Margherita Hack (Università di Trieste)&lt;br /&gt;Francesco Lenci (Istituto di Biofisica, CNR, Pisa)&lt;br /&gt;Giovanni Marchesini (Università di Padova)&lt;br /&gt;Guido Martinotti (Università di Milano Bicocca)&lt;br /&gt;Rita Levi Montalcini (Premio Nobel per la Medicina)&lt;br /&gt;Lucio Luzzatto (Istituto Toscano Tumori, IIT - Firenze)&lt;br /&gt;Pietro Nastasi (Università di Palermo)&lt;br /&gt;Elisa Molinari (Università di Modena e Reggio Emilia)&lt;br /&gt;Fabrizio Onida (Università Bocconi, Milano)&lt;br /&gt;Giorgio Parisi (Università di Roma "La Sapienza)&lt;br /&gt;Franco Pacini (Università di Firenze)&lt;br /&gt;Giulio Peruzzi (Università di Padova)&lt;br /&gt;Caterina Petrillo (Università di Perugia)&lt;br /&gt;Settimo Termini (Istituto di Cibernetica "E. Caianiello", CNR, Napoli)&lt;br /&gt;Guglielmo Tino (Università di Firenze)&lt;br /&gt;Glauco Tocchini-Valentini (Istituto di Biologia Cellulare, CNR Roma)&lt;br /&gt;Carlo Umiltà (Università di Padova)&lt;br /&gt;Giorgio Vallortigara (Università di Trento)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6461144989851371750?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.osservatorio-ricerca.it/nuovo/index.php?H' title='Manifesto-Appello in preparazione di un incontro sul futuro della ricerca.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6461144989851371750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6461144989851371750' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6461144989851371750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6461144989851371750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/03/manifesto-appello-in-preparazione-di-un.html' title='Manifesto-Appello in preparazione di un incontro sul futuro della ricerca.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4209198315001432326</id><published>2008-03-22T21:40:00.001-11:00</published><updated>2008-03-22T21:43:45.832-11:00</updated><title type='text'>Un comunicato del sindacato FLC sulla bocciatura del regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari.</title><content type='html'>La Corte dei Conti ha bocciato il Regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari, il cui iter era in corso da un anno, e che doveva consentire l'utilizzo delle risorse stanziate dalla Finanziaria 2007 (20+40+80 milioni di Euro per il 2007-08-09) per l'assunzione di giovani ricercatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un fatto gravissimo, che azzera due anni di lavoro, di attese ed un processo avviato, certamente ancora insufficiente, ma che doveva aprire la strada al reclutamento straordinario. Per effetto di questo pronunciamento siamo tornati a due anni fa, ad una leva di giovani ricercatori che ora può solo affidare le sue speranze alle risorse ridotte di cui gli Atenei dispongono per il reclutamento ordinario.&lt;br /&gt;Gli effetti della bocciatura, infatti, rendono impossibile avviare i concorsi con il nuovo modello, con il risultato di congelare le risorse stanziate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si ricorderà, ad ottobre un decreto aveva spostato al 2008 le risorse previste per il 2007, proprio perchè il Regolamento ancora non c'era, e questo avrebbe consentito di utilizzarle, seppure in ritardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguito dell'approvazione del decreto "Milleproroghe", altro pasticcio parlamentare, il termine per i bandi dei concorsi della prima tranche da 20 milioni, quella del 2007, è stato fissato al 1° marzo. Il caos normativo e la totale incertezza su tempi e modalità dei bandi ha fatto sì che gran parte delle Università non facessero in tempo ad emettere i bandi. In extremis, nella giornata di ieri, una comunicazione del Ministro Mussi chiarisce che "i posti di ricercatore di cui al piano straordinario sono da coprire con concorsi banditi entro il 30 giugno 2008". Se così fosse, si salverebbe almeno la prima tranche da 20 milioni, da effettuarsi secondo le vecchie regole concorsuali, ma il resto degli stanziamenti è a questo punto affidato ad un provvedimento del prossimo Governo, che dovrà decidere se, come e quando i concorsi straordinari si debbono fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si vede, un disastro normativo che induce a serie riflessioni sul come e perchè. C'è una grave responsabilità politica del MUR: errori, non governo dei processi, ritardi, confusione negli obiettivi e nei percorsi. &lt;br /&gt;Vedremo poi le motivazioni della Corte dei Conti, che, secondo il ruolo, dovrebbero attenere ad aspetti ben delimitati. &lt;br /&gt;Ma c'è visibilmente una serie di considerazioni di quadro che saldano in una responsabilità collettiva gli attori istituzionali del sistema; perchè è così difficile cambiare le cose? Quali interessi ed alleanze perverse si sommano per paralizzare ciò che in un Paese normale richiede tre mesi e un po' di buon senso? Perchè non si possono mai fare in Parlamento buone norme sull'Università? E perchè gli organi di controllo e gestione dell'Amministrazione spesso si fanno essi stessi politica, spingendosi ad indicare modelli e soluzioni, anzichè vigilare sulla correttezza delle norme, sia generali sia di spesa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emerge in modo fastidioso e non rimuovibile la sensazione di autorappresentanze di interessi che attraversano le istituzioni, volte solo alla tutela dell'esistente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro questi poteri non c'è difesa, a meno che la comunità universitaria, in tutte le sue componenti, non trovi dentro di sè la forza e la convinzione di dire basta alle forze che per le ragioni più diverse portano la responsabilità del declino delle nostre istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 13 marzo 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4209198315001432326?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/marzo/bocciato_dalla_corte_dei_conti_il_regolamento_per_il_reclutamento_dei_ricercatori_universitari' title='Un comunicato del sindacato FLC sulla bocciatura del regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4209198315001432326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4209198315001432326' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4209198315001432326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4209198315001432326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/03/un-comunicato-del-sindacato-flc-sulla.html' title='Un comunicato del sindacato FLC sulla bocciatura del regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-840611181009062697</id><published>2008-03-20T01:27:00.006-11:00</published><updated>2008-03-22T21:48:03.614-11:00</updated><title type='text'>Sull'assegnazione dei progetti Prin 2007 ai revisori: molti dubbi e poche certezze, di Patrizio Dimitri.</title><content type='html'>Come tutti sappiamo, i pochi fondi destinati alla ricerca scientifica pubblica in Italia sono distribuiti malamente. Urgono criteri di valutazione oggettivi, basati qualità e  risultati e non su familismo, clientele e inciuci. Il problema critico della valutazione della ricerca scientifica è al centro di un appello inviato di recente al Presidente della Repubblica e firmato da centinaia di ricercatori (http://www.consorzioprogen.it/). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E proprio mentre l’appello è in corso cresce la preoccupazione di tutti noi per l’attuale gestione della valutazione dei progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin) 2007, una delle poche fonti di finanziamento pubblico per la ricerca di base, senza la quale molti laboratori non possono sopravvivere. In un momento di grande ottimismo, l’entourage del Ministro Mussi ipotizzò che le procedure di valutazione si sarebbero dovute concludere entro gennaio 2008.  E' sconfortante notare come alla fine di febbraio 2008 il Ministero abbia solo iniziato la delicata fase di assegnazione dei progetti ai valutatori. Ed è qui che casca l’asino: abbiamo notizia di vari casi di assegnazioni clamorosamente sbagliate. Ad esempio, un professore di Genetica umana ha ricevuto un progetto di Ecologia marina da valutare, ma essendo persona seria, ha subito rispedito il "pacchetto" al mittente perché non era di sua competenza. Un caso paradossale,  un termometro che segnala evidenti disfunzioni. E’ come se affidaste la revisione della vostra automobile ad un carrozziere. O se per dirigere una partita di calcio fosse scelto un arbitro di pallacanestro. Così si corre il serio rischio di avere valutazioni falsate perché affidate a valutatori poco competenti, o perché manovrate grazie ad assegnazioni addomesticate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con quale criterio la commissione di garanzia preposta a controllare l’esito delle procedure di valutazione decide l’assegnazione dei progetti? Come è possibile che un progetto di Ecologia marina finisca ad un genetista umano? La scelta dei valutatori non dovrebbe ricadere su nominativi di esperti scelti in un database precostituito e assegnati al progetto in base alle loro competenze? Chi è responsabile di questi errori (orrori) così marchiani? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi auguro che si possa intervenire per correggere le eventuali disfunzioni dei burocrati del Ministero, prima che sia troppo tardi e invito tutti quelli che hanno ricevuto progetti “alieni” alle loro competenze a rifiutarli (se già non lo hanno fatto) e a segnalarmi questi ed altri problemi, in modo tale da poter costruire una sorta di elenco delle disfunzioni del Prin 2007.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-840611181009062697?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/840611181009062697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=840611181009062697' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/840611181009062697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/840611181009062697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/03/sullassegnazione-dei-progeti-prin-2007.html' title='Sull&apos;assegnazione dei progetti Prin 2007 ai revisori: molti dubbi e poche certezze, di Patrizio Dimitri.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5848067187137015709</id><published>2008-03-16T22:43:00.007-11:00</published><updated>2008-03-17T03:54:55.039-11:00</updated><title type='text'>Il nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari bocciato dalla Corte dei Conti:che succederà adesso?</title><content type='html'>La Corte dei Conti ha bocciato per la seconda volta il nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari. Per modificare il vecchio regolamento definito dalla legge Berlinguer del 1999, secondo la Corte dei Conti ci vuole un'altra legge, non basta un decreto del Ministro, che formalmente scavalcherebbe il Parlamento.  In precedenza, alla Camera era stato approvato un emendamento al decreto milleproroghe che bloccava tutti i concorsi per ricercatore in attesa delle nuove regole; ora l'atto della Corte dei Conti di fatto rende questo blocco una totale paralisi, perchè a questo punto non è dato sapere se e quando il nuovo regolamento vedrà la luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c'è anche il sospetto che la rigidità della Corte dei Conti sia il frutto delle "spinte" di quelli che non vogliono cambiare le vecchie regole. Nelle nuove regole veniva  introdotto un primo livello di valutazione, esterno agli Atenei, condotto da una commissione di valutatori anonimi, due dei quali stranieri. La presenza degli esperti stranieri è fondamentale se si vuole una valutazione più seria e indipendente di ricercatori, docenti e progetti di ricerca. Questo sicuramente non è piaciuto ad una buona fetta di accademici potenti, dediti a familismo e clientelismo, molti dei quali siedono anche in Parlamento o hanno in quella sede potenti agganci. A mio parere, comunque, la commissione esterna di valutatori anonimi introdotta nel nuovo regolamento apportava solo un debole filtro, facilmente aggirabile dagli esperti dell'inciucio nostrano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sta di fatto che dopo il ritardo dei Prin 2007, dopo i problemi incontrati anche dai decreti di istituzione dell'Anvur, la famosa agenzia di valutazione che ancora non esiste, dopo i tagli alla finanziaria, si tratta dell'ennesimo fallimento delle riforme sbandierate dal Ministro Mussi e dai suoi collaboratori. A questo punto sarebbe lecito attendersi almeno una seria autocritica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece Mussi dice; È molto grave che la Corte dei Conti blocchi il regolamento per l'assunzione dei ricercatori universitari». Il regolamento «è innovativo, adeguato agli standard internazionali, ha già ricevuto il plauso della grande maggioranza della comunità scientifica».  «Il regolamento  aveva già passato positivamente la verifica di legittimità del Consiglio di Stato, e non presentava alcun problema di copertura finanziaria. Il danno, per l'Università italiana e per i giovani che intendono dedicarsi alla ricerca, è pesante. Ma quali sono gli esatti poteri della Corte dei Conti? Con atti così non si esce dai limiti?». «Aspetterò - conclude - di conoscere le motivazioni per decidere sugli atti successivi». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per saperne di più andate su http://www.cipur.it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5848067187137015709?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unica.it/pub/7/show.jsp?id=4717&amp;iso=96&amp;is=7' title='Il nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari bocciato dalla Corte dei Conti:che succederà adesso?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5848067187137015709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5848067187137015709' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5848067187137015709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5848067187137015709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/03/il-nuovo-regolamento-per-il.html' title='Il nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari bocciato dalla Corte dei Conti:che succederà adesso?'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2990397155860181888</id><published>2008-03-13T04:29:00.001-11:00</published><updated>2008-03-13T04:31:48.878-11:00</updated><title type='text'>Appello al Presidente della Repubblica per chiedere procedure serie e trasparenti per finanziare la ricerca scientifica.</title><content type='html'>Per consultare l'appello e sottoscriverlo andate alla pagina http://www.consorzioprogen.it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2990397155860181888?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.consorzioprogen.it/' title='Appello al Presidente della Repubblica per chiedere procedure serie e trasparenti per finanziare la ricerca scientifica.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2990397155860181888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2990397155860181888' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2990397155860181888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2990397155860181888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/03/appello-al-presidente-della-repubblica.html' title='Appello al Presidente della Repubblica per chiedere procedure serie e trasparenti per finanziare la ricerca scientifica.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-1402362652901311102</id><published>2008-02-13T22:45:00.008-11:00</published><updated>2008-02-13T23:10:35.398-11:00</updated><title type='text'>L'ennesima beffa dei Prin 2007: i progetti non sono stati ancora inviati ai revisori. Errore, o meglio, orrore tecnico!</title><content type='html'>Come avevamo già capito da varie settimane, dopo quasi 4 mesi dalla scadenza delle domande, la commissione non ha ancora inviato ai revisori i progetti in valutazione. Il motivo? Secondo l'ultimo comunicato del CUN, si tratterebbe di "problemi tecnici" nell'uso della banca dati dei revisori. Altri problemi tecnici! Qualcuno potrebbe essere così cortese da spiegarci di quali probelmi tecnici si parla? E di chi sono le responsabilità?  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso della legilslatura, problemi tecnici e sviste burocratiche hanno costellato il percorso di tutte le azioni svolte dal Ministero dell'Università e della Ricerca, anche le più semplici. Tutti sapevano che l'anagrafe dei revisori Prin era il punto critico. Sembra, infatti, che la vecchia lista costruita nel tempo da Jacopo Meldolesi e comprendente anche gli staranieri sia andata perduta. Cosa esattamente è successo? So per certo che alcuni colleghi sono stati contattati a novembre per saggiare la loro disponibilità ad esaminare i progetti. Sono stati poi ricontattati a dicembre e messi in stato di allerta. Cosa è succeso dopo? I bagordi di Natale e Capodanno hanno forse obnubilato le menti già annebbiate dei tanti burocrati ministeriali? Purtroppo, sono loroi veri  "padroni" del Ministero, quelli che rimangono sempre a galla, mentre i governi cadono e i ministri cambiano con le stagioni. Che pena!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si legge nella nota del CUN, "con ogni probabilità i referee riceveranno i progetti dopo il 20 febbraio, data della prossima riunione della commissione". C'è da crederci o dobbiamo attenderci qualche altro errore, o meglio, orrore tecnico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-1402362652901311102?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/1402362652901311102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=1402362652901311102' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1402362652901311102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1402362652901311102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/02/continua-la-beffa-dei-prin-2007-i.html' title='L&apos;ennesima beffa dei Prin 2007: i progetti non sono stati ancora inviati ai revisori. Errore, o meglio, orrore tecnico!'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5708548864193345388</id><published>2008-02-13T10:28:00.004-11:00</published><updated>2008-02-13T10:31:53.547-11:00</updated><title type='text'>L'ultima beffa: per "mero errore materiale" i concorsi da ricercatore sono azzerati</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pubblico di seguito un comunicato ricevuto oggi dall'ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nota ministeriale datata 5 febbraio 2008 chiariva che per i concorsi a&lt;br /&gt;ricercatore, sia quelli "cofinanziati" che quelli su fondi interamente di&lt;br /&gt;ateneo, si potevano "emanare i relativi bandi di reclutamento nel termine&lt;br /&gt;perentorio del 31 marzo 2008". Per tutti questi concorsi si sarebbero&lt;br /&gt;dovute applicare le "procedure" della "legge 3 luglio 1998, n. 210" (Legge&lt;br /&gt;Berlinguer). Per il testo di questa nota:&lt;br /&gt;http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/6872Elezio.htm&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla suddetta nota e' seguita quella datata 8 febbraio 2008 (qui sotto&lt;br /&gt;riportata) che invece "precisa che, per mero errore materiale, al quarto&lt;br /&gt;periodo della nota stessa il termine del "31 marzo 2008", riferito alle&lt;br /&gt;procedure ordinarie di reclutamento dei ricercatori, va sostituito con il&lt;br /&gt;termine del "7 dicembre 2007". In altri termini, si 'chiarisce' che i&lt;br /&gt;concorsi su fondi interamente di ateneo sono (erano) 'bandibili' solo entro&lt;br /&gt;il "7 dicembre 2007", data di emanazione (non di entrata in vigore!) del&lt;br /&gt;nuovo Regolamento dei concorsi a ricercatore. Regolamento ancora non&lt;br /&gt;entrato in vigore perche' non ha terminato il suo iter e, quindi, non e'&lt;br /&gt;stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.&lt;br /&gt;Insomma dal 7 dicembre 2007 non e' (era) piu' possibile, fino all'entrata&lt;br /&gt;in vigore delle nuove procedure, bandire nuovi posti a ricercatore su fondi&lt;br /&gt;interamente di ateneo. Insomma un vero e proprio blocco dei concorsi a&lt;br /&gt;ricercatore (altro che integrazione straodinaria di quelli 'ordinari'!),&lt;br /&gt;mentre sono stati nel frattempo sbloccati i concorsi a ordinario e ad&lt;br /&gt;associato.&lt;br /&gt;Se nel frattempo non dovesse entrare in vigore il nuovo Regolamento,&lt;br /&gt;risulterebbero non 'bandibili' anche i posti cofinanziati previsti per il&lt;br /&gt;2008 e per il 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo di fronte all'ennesimo pasticcio sulla pelle dei diretti interessati&lt;br /&gt;e degli Atenei prodotto da quegli 'apprendisti stregoni' che da decenni&lt;br /&gt;sono impegnati a massacrare l'Universita' statale.&lt;br /&gt;Un gruppo accademico-politico che da mesi sta 'impazzando' sotto la&lt;br /&gt;'copertura' di un Ministro parolaio. Un Ministro che da mesi rifiuta di&lt;br /&gt;confrontarsi con le Organizzazioni rappresentative della docenza, confronto&lt;br /&gt;che avrebbe forse potuto risparmiare all'Universita' almeno una parte dei&lt;br /&gt;tanti danni che le sono stati arrecati.&lt;br /&gt;E c'e' da temere per quello che di ancor peggio potranno fare al Ministero&lt;br /&gt;e in Parlamento (in sede di conversione del decreto-legge "milleproroghe")&lt;br /&gt;in un periodo che, come quello attuale, e' 'esposto' alle decisioni&lt;br /&gt;dell'ultima ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    13 febbraio 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5708548864193345388?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5708548864193345388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5708548864193345388' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5708548864193345388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5708548864193345388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/02/lultima-beffa-per-mero-errore-materiale.html' title='L&apos;ultima beffa: per &quot;mero errore materiale&quot; i concorsi da ricercatore sono azzerati'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7936975764307730732</id><published>2008-02-06T01:53:00.000-11:00</published><updated>2008-02-06T01:55:26.948-11:00</updated><title type='text'>Le critiche della CRUI sulla finanziaria e sul decreto mille proroghe.</title><content type='html'>La Giunta della CRUI, presa visione del combinato tra la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) e il DL 31 dicembre 2007, n. 248 Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria, cosiddetto decreto mille proroghe, ribadisce le forti critiche già espresse nel comunicato del 14 dicembre 2007. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tagli inopinatamente introdotti con il maxiemendamento vanificano la possibilità di dar corso a qualsivoglia patto per l’Università. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tenuto conto infatti di tali tagli, della mancanza del finanziamento per l’edilizia, degli oneri per gli incrementi stipendiali, il Fondo incrementale di 550 ml di euro, al netto del riallineamento tra il 2007 e 2008, si è letteralmente volatilizzato e il saldo finale diventa addirittura negativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La CRUI esprime il più vivo sconcerto e la più profonda preoccupazione e chiede al Governo se e in che misura si intendano ancora rispettare i tanti impegni e proclami nei confronti della ricerca e dello sviluppo manifestati nel corso di questi ultimi mesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7936975764307730732?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.crui.it/#' title='Le critiche della CRUI sulla finanziaria e sul decreto mille proroghe.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7936975764307730732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7936975764307730732' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7936975764307730732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7936975764307730732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/02/le-critiche-della-crui-sulla.html' title='Le critiche della CRUI sulla finanziaria e sul decreto mille proroghe.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-135525528530189675</id><published>2008-02-01T03:32:00.000-11:00</published><updated>2008-02-01T03:38:24.259-11:00</updated><title type='text'>CNR: Ratificata la nomina a presidente di Maiani</title><content type='html'>RICERCA: CNR; CONSIGLIO MINISTRI RATIFICA PRESIDENZA MAIANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - ROMA, 1 FEB - La nomina del fisico Luciano Maiani a presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e' stata ratificata oggi dal Consiglio dei ministri. Manca adesso soltanto l'ultimo passaggio formale, la registrazione da parte della Corte dei Conti, per completare l'iter della nomina. L'insediamento ufficiale di Maiani alla presidenza del Cnr e' previsto entro il mese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-135525528530189675?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/135525528530189675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=135525528530189675' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/135525528530189675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/135525528530189675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/02/cnr-ratificata-la-nomina-presidente-di.html' title='CNR: Ratificata la nomina a presidente di Maiani'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2168528868164944562</id><published>2008-01-31T03:17:00.000-11:00</published><updated>2008-01-31T03:24:59.314-11:00</updated><title type='text'>Sempre sul "caso"  del Papa alla Sapienza, un bell'articolo di Stefano Rodotà.</title><content type='html'>I PRINCIPI DEL DISCORSO PUBBLICO&lt;br /&gt; Repubblica, 22 gennaio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L´analisi delle vicende complesse, dunque l´esercizio della virtù della riflessione e della distinzione, diviene sempre più difficile. Questa difficoltà è cresciuta nel caso della visita del Papa all´università “La Sapienza”. Senza ricorrere alla parola “laicità”, e ricordando anche argomentazioni già proposte, vorrei sottolineare quali dovrebbero essere i principi di un discorso pubblico in una società che vuol essere democratica.&lt;br /&gt;Per cominciare. Il furore polemico ha abusato di due argomenti, che chiamerò volterriano e iran-americano. Ridotta a slogan o a giaculatoria, è stata ripetuta la nota massima di Voltaire – «non condivido le tue idee, ma mi batterò perché tu possa manifestarle» (su questo ha scritto bene Giovanni Valentini). Ma, se durante una delle settimanali udienze del Papa uno dei partecipanti alza la mano, pretende di tenere un discorso e viene giustamente invitato a tacere, il canone volterriano è violato? Se, all´apertura di un congresso di partito, subito dopo la relazione del segretario, il leader di un altro partito pretende di parlare e giustamente gli viene negata la parola, siamo di fronte alla censura, all´imposizione di un bavaglio? Faccio queste domande, retoriche, non per ridimensionare la portata del principio indicato da Voltaire, ma per ricordare che si deve sempre tenere conto del contesto e, soprattutto, che quel principio non può essere applicato selettivamente. Non ci si può battere per il diritto di parola di Benedetto XVI e negarlo a Marcello Cini e Carlo Bernardini. La correttezza del discorso pubblico esige il rispetto del principio di parità.&lt;br /&gt;Veniamo all´altro argomento. Più d´uno, per mostrare l´inaccettabilità delle pretese dei critici dell´invito al Papa, ha voluto ricordare che la Columbia University ha addirittura invitato il Presidente iraniano Ahmadinejad. Si può invitare un dittatore, un negatore dell´Olocausto, e non il Pontefice? Vediamo come sono andati i fatti. All´annuncio della visita sono partite molte critiche accademiche e una forte protesta degli studenti. Prima di dar la parola ad Ahmadinejad il presidente dell´università, Lee Bollinger, ha criticato con estrema durezza, al limite della maleducazione, le sue idee e posizioni. Dopo il discorso del Presidente iraniano, i presenti gli hanno rivolto molte domande ed hanno commentato anche pesantemente le sue risposte. Quel che è accaduto a New York, dunque, prova esattamente il contrario di quel che sostenevano quanti hanno richiamato quel fatto. L´università si fonda, in ogni momento, sul confronto e sul dialogo. La correttezza del discorso pubblico esige il rispetto del principio della veritiera descrizione dei fatti.&lt;br /&gt;Proprio in omaggio a questo principio, bisogna ricordare che, pur essendo vero che alcune decisioni universitarie sono di competenza del Rettore e del Senato accademico, questo non vuol dire affatto che queste decisioni non possano essere oggetto di pubblica critica da parte di ogni professore o studente, né che la loro libertà di critica sia limitata alla scelta di non partecipare all´evento sgradito. L´università non è una organizzazione rigidamente gerarchica, né il Rettore è assistito dal privilegio dell´infallibilità. Peraltro, proprio la storia recente delle inaugurazioni dell´anno accademico alla Sapienza conosce critiche e contestazioni, in qualche caso accolte, agli inviti che si aveva in mente di fare. Non è esclusa la possibilità di invitare qualcuno a parlare senza contraddittorio, ma è indispensabile valutare attentamente le conseguenze di questa scelta. La correttezza del discorso pubblico esige che ogni vicenda venga valutata nel preciso contesto in cui si è svolta.&lt;br /&gt;È rivelatore, peraltro, il modo in cui sono stati giudicati i 67 professori firmatari della lettera al Rettore, con la quale veniva chiesta le revoca dell´invito a Benedetto XVI. Sono stati definiti “professorucoli”, si è detto che «i ragli degli asini non arrivano in cielo». La libertà accademica e la libertà di manifestazione del pensiero, dunque, dovrebbero arrestarsi di fronte al principio di autorità? Quale “licenza de li superiori” sarebbe necessaria per ottenere il permesso di parlare di chi sta in alto? La correttezza del discorso pubblico esige il rispetto del principio che tutti possano parteciparvi.&lt;br /&gt;La critica ai professori firmatari della lettera e alle posizioni estreme di alcuni gruppi di studenti ha poi assunto toni dichiaratamente politici ed ha determinato anche ulteriori travisamenti della realtà. Si è descritto quel che è accaduto con parole come “veto”, “censura”, “cacciata”, “bavaglio”. Non insisto sul dato formale, ma tutt´altro che irrilevante, di una decisione presa in assoluta autonomia dal Papa, di cui non discuto motivazioni e finalità. Ma non si può chiedere ai firmatari di uniformarsi ad un principio di “opportunità” che, come ben vediamo in molti settori a cominciare da quello dei mezzi d´informazione, può facilmente diventare autocensura. La democrazia si nutre di opinioni non solo diverse, ma anche sgradevoli, delle quali si può ben discutere il merito, ma di cui non si può negare la legittimità. E le posizioni degli studenti devono essere giudicate con lo stesso metro, eccezion fatta per gli aspetti di ordine pubblico, peraltro ritenuti tali da non provocare preoccupazioni, secondo le dichiarazioni del ministro dell´Interno. Comunque, gli aspetti politici della vicenda devono essere analizzati con criteri anch´essi politici. La correttezza del discorso pubblico esige che non si mescolino i piani delle valutazioni.&lt;br /&gt;La politica, allora. È indubitabile, ormai, che non tanto la linea scelta dal Pontefice, quanto i concreti modi di attuarla, vadano ben al di là della dimensione pastorale e teologica. Il Pontefice si comporta ed è percepito come un leader politico. Questa non è una conclusione malevola. Basta ricordare una sola vicenda, quella legata al duro intervento del Papa sulle condizioni di Roma in occasione dell´udienza concessa ai rappresentanti degli enti locali del Lazio. Quelle dichiarazioni hanno determinato una trattativa “diplomatica” che, in linea con le peggiori abitudini della politica italiana, ha poi portato a denunciare le “strumentalizzazioni” e le “deformazioni” delle parole del Papa, entrate con prepotenza nel dibattito politico.&lt;br /&gt;Questo porta ad una considerazione più generale. Si insiste nel dire che la religione deve essere riconosciuta anche nella sfera pubblica. Ma che cosa significa questa affermazione? Che nello spazio pubblico la religione ha uno statuto privilegiato o che, entrando in quello spazio, ogni religione partecipa al discorso pubblico con le proprie importanti caratteristiche, ma in condizioni di parità? Nel 1989 la Corte costituzionale ha scritto che «il principio supremo della laicità dello Stato è uno dei principi della forma di Stato delineata nella Carta costituzionale della Repubblica», sancendo così l´eguaglianza che accomuna tutte le religioni e, insieme, la loro sottoposizione a quel principio fondativo della convivenza democratica. Nella sfera pubblica tutti i soggetti devono accettare la logica del dialogo, della critica ed anche della contestazione.&lt;br /&gt;Altrimenti l´insidia del temporalismo si fa concreta. Non a caso da studiosi autorevoli e da politici cattolici consapevoli dei rischi di questa deriva sono venute analisi rigorose del rischio di un ritorno del “Papa re” e di un vero uso strumentale della religione, simboleggiato da quella sorta di “chiamata alle armi” dei cattolici a manifestare in piazza San Pietro in una occasione squisitamente liturgica. La correttezza del discorso pubblico esige una presenza costante del canone della democrazia.&lt;br /&gt;Ha fatto bene Alberto Asor Rosa a ricordare la feconda stagione di dialogo tra credenti e non credenti nella Cappella universitaria della Sapienza, dove ebbi la fortuna di discutere con un grande biblista, Luis Alonso Schoekel. Aggiungo il mio personale ricordo dell´invito che rivolsi a monsignor Clemente Riva perché venisse a parlare nel mio corso, e del suo emozionante dialogo con gli studenti. Altri tempi, altre persone, altra politica? Una stagione irripetibile? Spero e voglio credere di no, perché continuo ad avere molte occasioni di dialogo con un mondo cattolico che tuttavia fatica ad essere presente nella sfera pubblica. Altrimenti dovremmo tornare alle amare parole di Arturo Carlo Jemolo, che nel 1963 così scriveva: «Questa Italia non è quella che avevo sperato; questa società non è quella che vaticinavo… l´affermarsi e il dissolversi delle tavole del liberalismo; l´inattesa realizzazione di uno Stato guelfo a cento anni dal crollo delle speranze neoguelfe».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2168528868164944562?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2168528868164944562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2168528868164944562' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2168528868164944562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2168528868164944562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/sempre-sul-caso-del-papa-alla-sapienza.html' title='Sempre sul &quot;caso&quot;  del Papa alla Sapienza, un bell&apos;articolo di Stefano Rodotà.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-645104156406289594</id><published>2008-01-30T23:21:00.000-11:00</published><updated>2008-01-30T23:25:46.533-11:00</updated><title type='text'>Il fallimento di Mussi, l'imperatore "nudo", di Patrizio DImitri</title><content type='html'>La crociata politico-mediatica contro i docenti della Sapienza ci ha distolto dai mali che affliggono l’università e la ricerca scientifica. Ora che il governo è caduto per la “vendetta dei Mastelloidi”, è buio pesto. L’ex- ministro di università e ricerca, Fabio Mussi, si dedicherà a tempo pieno alla “sinistra democratica” o sarà riesumato da un ipotetico governo tecnico? A parole Mussi è stato bravo, ma giudicando dai risultati, miseri anche per Luciano Modica, che è stato il suo sottosegretario, temo che l’università e la ricerca non siano mai state in cima ai suoi pensieri. Poco ha fatto per evitare i tagli delle finanziarie 2006 e 2007 che hanno desertificato le già magre risorse economiche e umane, mentre le tante,  troppe, riforme annunciate venivano fagocitate dalla loro stessa enfasi normativa, creando il tragico stallo che conosciamo bene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo per lui, Mussi è stato il primo responsabile delle inefficienze burocratiche e delle lentezze pachidermiche del suo Ministero. Perché, affrontare contemporaneamente una massa di problematiche complesse, quando sarebbero stato preferibile assegnare delle priorità? Gli esempi che riepilogano il fallimento non mancano: la tanto sbandierata agenzia di valutazione di università e ricerca (Anvur) è ancora in fieri e così pure le nuove e controverse norme per il reclutamento dei ricercatori; i concorsi per professore e ricercatore sono stati bloccati e si è scelto in extremis di bandirne altri con le vecchie e criticate norme, in attesa che sia approvato (se mai lo sarà) il nuovo regolamento; il nuovo fondo di investimento per la ricerca scientifica e tecnologica (First) non si sa quanti e quali fondi avrà. Senza scordare il mancato riordino della docenza, il tentativo di revisione dei corsi di dottorato e l’ultima preziosa "la perla" del “docente equivalente”. Per non parlare, poi, del ritardo con cui è uscito il bando per i progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin); un fatto molto grave che ha complicato ulteriormente il lavoro di tanti di noi, creando sensazioni di incertezza e sconforto nel mondo della ricerca pubblica. Sensazioni consolidate dal fatto che, secondo voci di corridoio, i progetti non sarebbero ancora stati assegnati ai revisori, a ben 3 mesi dalla scadenza della presentazione delle domande! Ricordo bene che Luciano Modica, in una riunione tenutasi ad Ottobre scorso, presso Il Dipartimento di genetica e Biologia Molecolare della Sapienza, disse che l’obiettivo era espletare tutta la procedura di valutazione delle domande per l’inizio del 2008, una dichiarazione di intenti che già allora, vista la nota “efficienza” della macchina ministeriale, suonava come una barzelletta! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso che il governo è caduto, che ne sarà di tutte le riforme abbozzate e rimaste sospese nel sonnolento limbo della burocrazia ministeriale? Il timore è che sia stato tutto tempo sprecato. E pensare che Salvatore Settis, direttore della Scuola normale di Pisa, non più di 20 giorni fa, aveva criticato il governo “impotente” e di fatto assolto Mussi. Settis arrivava addirittura ad attribuire a Mussi “grande lungimiranza” e non è nuovo a questi elogi nei confronti del ministro. Su Repubblica del 5 settembre 2007 aveva già scritto: “ Il Corriere ha pubblicato un articolo di Mussi che non lascia dubbi sulla sua determinazione ad agire” e ancora " E' lecito sperare nella cultura e nell'intelligenza politica del ministro Mussi". Purtroppo per noi, mai parole furono meno lungimiranti, visti i risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non potendo rispettare gli impegni del governo su università e ricerca, Mussi per coerenza, avrebbe dovuto dimettersi, come annunciato in un intervista del 27 luglio 2006 al Manifesto. Disse allora l’ex ministro "Nessuno si aspetta miracoli e abbondanza, ma se l'Italia, di fronte all'esplosione globale della spesa in ricerca e formazione superiore, annuncerà provvedimenti di definanziamento della ricerca, si tratterebbe di un'altra politica rispetto a quella con cui il centrosinistra si è presentato agli elettori. La si potrebbe fare, ma in quel caso ci vorrebbe un altro ministro.”   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece, Mussi è rimasto e ha preferito vedere una falsa realtà, vivere alla giornata, lanciando proclami trionfalistici e grotteschi. Uno dei suoi tanti cavalli di battaglia è stato il famoso “Patto per l’Università e la ricerca” firmato insieme a Padoa-Schioppa a settembre scorso. Una sorta di “patto col diavolo”, visto che ha avuto l’unico effetto di “dannare” l’Università. Infatti, l’ultimo comunicato della CRUI ci dice che la situazione è drammatica: “Tenuto conto dei tagli, della mancanza del finanziamento per l’edilizia, degli oneri per gli incrementi stipendiali, il Fondo incrementale di 550 milioni di euro, al netto del riallineamento tra il 2007 e 2008, si è letteralmente volatilizzato e il saldo finale diventa addirittura negativo”.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, come nella fiaba “I vestiti nuovi dell’Imperatore” di Andersen, Mussi era “nudo” (solo metaforicamente, per nostra fortuna), ma ha fatto credere a se stesso e agli altri di indossare vesti magnifiche. "Ormai devo condurre questa parata fino alla fine". E così si drizzò ancora più fiero, mentre i ciambellani lo seguivano reggendo uno strascico che non c'era”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-645104156406289594?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/645104156406289594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=645104156406289594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/645104156406289594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/645104156406289594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/il-fallimento-di-mussi-limperatore-nudo.html' title='Il fallimento di Mussi, l&apos;imperatore &quot;nudo&quot;, di Patrizio DImitri'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8292139934373814953</id><published>2008-01-24T22:05:00.000-11:00</published><updated>2008-01-24T22:06:53.963-11:00</updated><title type='text'>IL PAPA E GALILEO, di Walter Tocci</title><content type='html'>Un bell'articolo di Walter Tocci, pubblicato di recente dal Manifesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tempesta mediatica su La Sapienza dovrebbe essere l’occasione per un dibattito di merito sui rapporti tra scienza e religione. Finora ha prevalso il metodo: fiumi d’inchiostro e ore di televisione sul valore del confronto tra opinioni diverse, principio sacro che era inutile scomodare perché assolutamente non toccato dalla vicenda. Non si trattava di organizzare un dibattito col papa, questo sì sarebbe stato grave impedirlo, ma di decidere l’opportunità che la Sapienza scegliesse il papa per rappresentare l’inizio dell’anno accademico, cosa che si può condividere o meno. E a chi avrebbero dovuto rivolgersi i critici, se non al proprio rettore? Oppure si vuole sostenere che non avevano diritto di criticarlo perché c’era di mezzo il papa? E per quali altri autorità varrebbe questo principio sospensivo? &lt;br /&gt;Risibile poi è la lamentela sulla libertà di parola del Vaticano, quando è risaputo che da noi gode di una presenza esuberante in tutti i media, come in nessun altro paese europeo. Senza dimenticare che il vittimismo è da sempre un sofisticato strumento della propaganda cattolica, non sempre usato a proposito, come conferma la manifestazione in San Pietro.&lt;br /&gt;Invece di stare a discutere se c’è la libertà di discutere, in assenza di alcun impedimento a discutere, sarebbe meglio discutere del merito. C’è un problema tra scienza e religione o è solo un ghiribizzo dei firmatari? Non solo esiste, ma tenderà ad aggravarsi nel secolo appena cominciato.&lt;br /&gt;Come mai sono stati proprio i fisici ad aprire la polemica? Il processo a Galileo costituisce un passaggio decisivo nella formazione di un fisico sia sul piano epistemologico sia su quello morale. È naturale quindi una sensibilità maggiore rispetto ad altre discipline, soprattutto se ad attivarla contribuiscono gli attacchi vaticani alla scienza moderna. Fanno torto a papa Ratzinger gli apologeti sia di destra sia di sinistra nel non vedere la novità, non solo rispetto al Concilio, ormai già consumata da tempo, ma anche rispetto al suo predecessore Giovanni Paolo II, il quale arrivò, non dimentichiamolo, a chiedere perdono per il processo a Galileo. Quell’atto era per il papa polacco complementare all’accorata richiesta di riconoscimento nella Costituzione europea delle radici cristiane della civiltà occidentale. Coerentemente, egli valorizzava la linfa vitale di quelle radici, ma nel contempo si faceva carico delle sofferenze e delle divisioni provocate dalla Chiesa, portandone il peso nel modo penitenziale che da sempre ha fondato la forza spirituale del Cristianesimo. Si può condividere o meno quella tesi, si può partecipare o meno a quella tensione morale, ma certo si è trattato di un capolavoro lasciato in eredità ai suoi successori. In esso Ratzinger introduce uno squilibrio, quando chiede a gran voce il riconoscimento del primato della Chiesa, ma senza ammetterne i peccati, riprendendo anzi l’argomento di Bellarmino, anche lui sofisticato intellettuale europeo in quel tempo, sulla conciliazione tra ragione e fede, che poi si tramuta facilmente in una sottomissione dell’una all’altra, a causa della diversa forza performativa di quei due ambiti dello spirito.&lt;br /&gt;Quando fede e ragione si identificano diventano entrambe più povere. Mi sia permesso di esprimere innanzitutto la preoccupazione per la stessa religione cristiana subordinata in tal modo ad un’esigenza ellenizzante di coerenza conoscitiva, col rischio di perdere un filone irrazionale certo non secondario nella sua storia, a cominciare da San Paolo che annuncia Cristo come scandalo per i giudei e follia per i pagani. La questione non è solo teologica, poiché in una società secolarizzata la rinnovata voglia di ortodossia porta la Chiesa a svolgere un ruolo di divisione della comunità civile. In una democrazia matura i principi non negoziabili possono essere solo quelli scritti nella Carta costituzionale, altrimenti diventa difficile la condivisione di uno spirito pubblico. Ed è incredibile che ciò accada proprio oggi, quando siamo diventati tutti liberali, quando non ci sono più le divisioni ideologiche novecentesche, né la guerra fredda. &lt;br /&gt;Il papa buono, Giovanni XXIII, indicò la via, con la sintesi che possono avere solo le grandi profezie, introducendo cioè la distinzione tra l’errore da condannare e l’errante da amare. Oggi nella pastorale di Ruini suonerebbe blasfema quella distinzione. L’errore è diventato una clava contro gli erranti. Allora la Chiesa seppe svolgere una funzione pacificatrice, ampiamente riconosciuta, grazie alla quale aumentò la sua credibilità morale e politica, aiutando l’Italia a superare, un secolo dopo Porta Pia, qualsiasi retaggio anticlericale. Poi quel clima si è rotto e certo non sono stati i settanta professori di La Sapienza a compiere il primo strappo. Non sarebbe male se Oltretevere gli spiriti più meditativi sollevassero la domanda su eventuali responsabilità della Chiesa per il clima di scontro creatosi in Italia, poco adatto ai sentimenti di pacificazione della religione cristiana.&lt;br /&gt;Sento l’obiezione legittima che non si può insegnare il Cristianesimo ai cardinali. E’ vero, e tuttavia si può sperare che se apprezzano tanto le lodi degli atei devoti siano altrettanto disponibili a rispettare le critiche mosse dall’interno di una sensibilità religiosa.&lt;br /&gt;Inoltre, nell’accordo tra fede e ragione a soffrire di più è la seconda, e il conflitto si farà più aspro nel XXI secolo. I fisici, in ragione della loro Bildung, lo hanno avvertito per primi, ma non riguarderà la loro scienza. Il conflitto tra Bellarmino e Galilei verteva su ciò che è esterno all’uomo fino alle sconfinate dimensioni dell’universo. Ma domani il dissidio riguarderà come siamo fatti in quanto uomini e donne, la natura vivente che ci costituisce.&lt;br /&gt;Già oggi è diventato difficile dare una definizione condivisa della natura umana, già se ne danno diverse e inconciliabili, eppure è più probabile che di tutte queste sorrideranno i nostri pronipoti. La rivoluzione della scienza della vita elaborerà nuovi paradigmi conoscitivi, produrrà innovazioni tecnologiche inimmaginabili, avrà impatti sociali e mentali di proporzioni mai viste prima.&lt;br /&gt;D’altronde il concetto di natura umana è mutato nel corso della storia, seppure più lentamente. La Chiesa cattolica pretende di darne una definizione fissata per sempre e in questo curiosamente sposa un certo illuminismo di tradizione giusnaturalista, ma nel contempo rinnova un’antica radice della sua intolleranza pretendendo di certificare per tutti, anche per i non credenti, ciò che si considera vita. E’ un’antica pretesa, peraltro quasi sempre fallita, di bloccare ciò che è inevitabilmente fluido nella trasformazione culturale. Ma è lo stesso sviluppo della teologia a smentire questa fissità, se solo mezzo secolo fa la concezione cattolica della vita era centrata sulla persona piuttosto che sull’embrione. La confusione del Vangelo con la biotecnologia è ovviamente un prodotto molto recente e non tra i più solidi dell’esegesi cristiana.&lt;br /&gt;Questi problemi saranno forse il banco di prova più impegnativo della democrazia, della sua capacità non solo di creare ordine nei rapporti sociali, ma anche di regolare la vita e la morte. Qui si giocherà il destino stesso della democrazia come regola di decisione tra diversi, come risultato di conflitti che generano riconoscimenti. Vincerà anche questa sfida, come tante altre in passato, la democrazia se, per dirla con Bobbio, manterrà la promessa di alimentare al suo interno le energie per il proprio sviluppo. Se al contrario passerà l’idea che la democrazia è un orcio vuoto, una mera procedura, come spesso anche noi di sinistra abbiamo preferito credere, allora vinceranno quelli che intendono riempirla con il buon vino d’annata, con i valori dei bei tempi andati, con la religione civile e pagana, ma rassicurante anche per chi non crede.  &lt;br /&gt;Di fronte alla mutazione ventura la Chiesa è più avanti di tutti. Con il suo fiuto millenario ha capito che la sfida decisiva è sulla scienza del XXI secolo e ha già collocato le sue forze in campo. Tra le organizzazioni non scientifiche essa è quella che spende maggiori energie organizzative, ideologiche e comunicative per gestire i risultati della ricerca scientifica. In questo è molto più preparata dei non credenti. D’altronde ci vuole poco. Basta ricordare il recente referendum sulla legge della procreazione assistita vinto dalla semplicità della propaganda cattolica contro l’afasia della comunicazione laica.&lt;br /&gt;Ma lo squilibrio di forze è molto più profondo. E’ ormai pienamente sviluppato un grappolo di rivoluzioni scientifiche che minano alle fondamenta le basi epistemologiche della modernità seicentesca. Il mondo di Galileo è oggi superato non dalle frasi di Ratzinger, ma dai nuovi paradigmi delle scienze della vita, della mente, dell’informazione e della materia, i cui maggiori successi non sono riconducibili al concetto e al ruolo della legge scientifica della fisica classica.&lt;br /&gt;All’epoca la rivoluzione galileiana non rimase confinata alla descrizione della natura, ma ebbe impatti in tanti altri campi del sapere. La ragione moderna venne organizzata  prima come legge scientifica e poi come legge dello Stato, la Costituzione fondamentale, e poi ancora come legge filosofica, le categorie dell’intelletto. Tutto il sistema di pensiero moderno venne modellato su assiomi fondamentali da cui derivare per deduzione le verità particolari. &lt;br /&gt;Questa mirabile costruzione è travolta perché le nuove scienze hanno progredito enormemente, senza che la cultura sia stata in grado di fornirne una comprensione autentica. Oggi usiamo furiosamente le conseguenze tecnologiche di queste scienze, ma non si vedono in giro gli Hobbes e i Kant capaci di proporci nuovi ordini politici e filosofici per capire davvero la rivoluzione di internet o della post-genomica. E’ una di quelle fasi storiche in cui la potenza di trasformazione sopravanza la capacità di regolare i processi. C’è un’asimmetria tra la forza della scienza e la debolezza del pensiero. In questo scarto nasce l’inquietudine contemporanea e il senso di smarrimento, quella sottile contraddizione dello Sciamano in elicottero, per riprendere un testo di Marco D’Eramo, che mescola nella confusa postmodernità sia l’innovazione sia la regressione culturale.&lt;br /&gt;Questo squilibrio apre la strada a due esagerazioni. Da una parte la sicumera di alcuni settori scientifici e soprattutto tecnologici, i quali, sapendo di essere più avanti, spargono le illusioni di magnifiche sorti e progressive, riproponendo tra tutte le culture scientifiche il più consunto positivismo, anche se ormai molto invecchiato rispetto alla complessità dei loro saperi.&lt;br /&gt;Dall’altro estremo la Chiesa cattolica si offre di sanare lo squilibrio con la subordinazione della ragione alla fede. Si parla di integralismo, fondamentalismo, oscurantismo, ma sono tutte parole fuori gioco. Il lessico distratto dei laici è inadeguato a descrivere l’ambizioso progetto ecclesiastico. Esso opera dentro la grande contraddizione contemporanea, avendone avvertito per primo la portata e il significato, con l’ambizione di guidare il futuro conservando il passato, come seppero fare i grandi papi della Controriforma. &lt;br /&gt;Il problema quindi alla fine non è Ratzinger, ma l’assoluta impreparazione della cultura laica di fronte a queste sfide. Il continuo scivolare verso la facile risposta del libero confronto di opinioni, anche senza avere alcuna opinione. La rimozione di domande forti a favore di banali problemi di metodo. La paura di un vera polemica con la religione, dimenticando che i frutti migliori della cultura occidentale sono quasi tutti concetti religiosi secolarizzati, cioè proprio il frutto di questo scontro di idee, che oggi potremmo gestire più serenamente non essendoci più né roghi né inquisizioni. La polemica religiosa quando è creativa di tensione culturale, rispettosa della democrazia e ispirata ad un avanzamento dello spirito pubblico è sempre una risorsa per la civiltà di un popolo.   &lt;br /&gt;Al contrario, mi ha colpito l’unanimità della politica laica nel condannare i poveri professori di scienze, nel prendere sdegnosamente la distanza da loro, nell’affannarsi a chi la sparava più grossa per non correre il rischio di essere accusati di anticlericalismo. In quell’aderire compatta alle ragioni del Vaticano la cultura laica è apparsa in tutta la sua debolezza, come un pugile suonato che, allo stremo delle forze, abbraccia l’avversario nella speranza di non cadere al tappeto. E gran parte della classe politica mentre quasi si commuoveva per Mastella trovava l’unanimità per rampognare i professori.&lt;br /&gt;Così in questo bizzarro Paese, in cui ogni giorno agiscono indisturbati mafiosi, inquinatori, evasori fiscali, arricchiti a spese del bene comune, politici corrotti e imbroglioni di ogni risma, in questa babilonia di illegalità e di arroganza, sono finiti sul banco degli imputati un gruppo di scienziati. Conosco personalmente gran parte di loro, sono ricercatori che danno prestigio all’Italia nel mondo nonostante il cattivo esempio di gran parte della classe dirigente, sono formatori di giovani brillanti costretti ad andarsene perché qui la ricerca non si può fare, sono persone miti e anche un po’ ingenue al contrario di molti furbacchioni che li hanno accusati, sono dipendenti dello Stato che dedicano tutte le loro energie dalla mattina alla sera ad educare i nostri giovani non solo alla scienza, ma alla democrazia e al bene comune. Sono eroi civili di un Italia che neppure sa di averli come risorsa per il futuro. Sono stati messi all’indice come cattivi maestri. Mai come oggi la povera Italia avrebbe tanto bisogno di questi cattivi maestri.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Walter Tocci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20-1-2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8292139934373814953?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8292139934373814953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8292139934373814953' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8292139934373814953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8292139934373814953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/il-papa-e-galileo-di-walter-tocci.html' title='IL PAPA E GALILEO, di Walter Tocci'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6835037792754780986</id><published>2008-01-24T21:56:00.000-11:00</published><updated>2008-01-24T22:05:48.806-11:00</updated><title type='text'>Solidali con voi: Adesioni alle lettera di solidarietà per i docenti della Sapienza.</title><content type='html'>Sul sito Solidali con voi (http://solidaliconvoi2008.blogspot.com/) potrete leggere la lettera di solidarietà nei confronti dei docenti delle Sapienza messi "al rogo" dalla campagna inquisitoria politico-mediatica. Chi è d'accordo può mandare la sua adesione via e-mail all'indirizzo: solidaliconvoi@libero.it.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza della petizione rivolta al presidente Napolitano, le adesioni sono "riservate" a tutti i docenti e ricercatori di ruolo e precari italiani che lavorano nelle università e nei centri di ricerca, anche all'estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino ad oggi sono state raccolte più di mille adesioni!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6835037792754780986?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://solidaliconvoi2008.blogspot.com/' title='Solidali con voi: Adesioni alle lettera di solidarietà per i docenti della Sapienza.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6835037792754780986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6835037792754780986' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6835037792754780986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6835037792754780986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/solidali-con-voi-adesioni-alle-lettera.html' title='Solidali con voi: Adesioni alle lettera di solidarietà per i docenti della Sapienza.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8259631389862778372</id><published>2008-01-21T20:09:00.000-11:00</published><updated>2008-01-21T20:13:44.229-11:00</updated><title type='text'>Petizione a favore dei docenti della Sapienza</title><content type='html'>Chi vuole firmare la petizione a favore dei docenti della Sapienza sottoposti all'inquisizione mediatica può andare alla pagina seguente: http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8259631389862778372?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.htm' title='Petizione a favore dei docenti della Sapienza'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8259631389862778372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8259631389862778372' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8259631389862778372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8259631389862778372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/petizione-favore-dei-docenti-della.html' title='Petizione a favore dei docenti della Sapienza'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8552282047514228996</id><published>2008-01-20T11:56:00.000-11:00</published><updated>2008-01-20T12:01:45.355-11:00</updated><title type='text'>Giorgio Parisi ricostruisce la storia della lettera al Rettore e la bagarre che ne è scaturita.</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PROVIAMO A RIEPIOLOGARE I FATTI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Giorgio Parisi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi giorni una lettera scritta a metà di novembre da 67 docenti dell’università della Sapienza, fra cui il sottoscritto, in cui s’invitava il  rettore a riconsiderare l’invito al Papa per parlare all’inaugurazione dell’anno accademico, è finita sulle prime pagine di tutti e giornali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per leggere tutto il commento di Parisi andate all'indirizzo: http://www.sinistra-democratica.it/universit/articoli-1&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8552282047514228996?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.sinistra-democratica.it/universit/articoli-1' title='Giorgio Parisi ricostruisce la storia della lettera al Rettore e la bagarre che ne è scaturita.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8552282047514228996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8552282047514228996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8552282047514228996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' 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(http://www.youtube.com/watch?v=Va533YjJ84I), un prete che parla a Radio Maria e denuncia la presenza di sette sataniche alla Sapienza!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6057784144643387855?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=Va533YjJ84I' title='I satanisti della Sapienza a Radio Maria.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6057784144643387855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6057784144643387855' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6057784144643387855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6057784144643387855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/i-professori-satanici-della-sapienz.html' title='I satanisti della Sapienza a Radio Maria.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5522670645214679784</id><published>2008-01-20T07:59:00.000-11:00</published><updated>2008-01-20T08:14:58.232-11:00</updated><title type='text'>Papa e Sapienza: Le dichiarazioni di Stefano Rodotà a "Ballarò"  su You tube.</title><content type='html'>Andate su http://www.youtube.com/watch?v=sWEoAjhFKfg&amp;feature=related&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bravo Rodotà! La conclusione di Tremonti "siamo in un paese dove il Papa non può parlare" è assurda, ridicola, non ho parole!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5522670645214679784?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=sWEoAjhFKfg&amp;feature=related' title='Papa e Sapienza: Le dichiarazioni di Stefano Rodotà a &quot;Ballarò&quot;  su You tube.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5522670645214679784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5522670645214679784' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5522670645214679784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5522670645214679784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/papa-e-sapienza-le-dichiarazioni-di.html' title='Papa e Sapienza: Le dichiarazioni di Stefano Rodotà a &quot;Ballarò&quot;  su You tube.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-1692327435363264233</id><published>2008-01-19T23:37:00.000-11:00</published><updated>2008-01-20T00:34:40.437-11:00</updated><title type='text'>Atei devoti nel giardino del Papa, di Eugenio Scalfari.</title><content type='html'>Un articolo di Eugenio Scalfari su Repubblica, dove si tratta in una prospettiva più ampia il problema scaturito dalla mancata visita del Papa alla Sapienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Atei devoti nel giardino del Papa, di Eugenio Scalfari&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NON CI sarebbe, secondo me, alcun bisogno di tornar a scrivere sull'agitato rapporto tra laici e cattolici, tra laicità sana o malata, tra spazio pubblico e spazio privato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi e altri temi strettamente connessi sono infatti della massima importanza per il rafforzamento delle regole di convivenza sociale in uno Stato democratico, ma si evolvono e maturano con il passo lento dei processi storici. È quindi, o almeno così sembra a me, inutile e forse dannoso dibattere quotidianamente temi che sono già chiari alla coscienza di molti anche se le risposte di una società complessa non sono univoche ma plurime. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capisco la voglia di farle convergere, capisco anche il legittimo desiderio dei credenti e di chi li guida a spingere i non credenti verso le loro convinzioni di fede per guadagnar loro la salvezza, ma capisco meno la petulanza ripetitiva che talvolta accoppia lo slancio missionario con un'attività pedagogica fondata sulla ferma credenza di chi depositario della verità considera come inferiori intellettualmente e spiritualmente quanti dissentono dal suo zelo religioso o ne accettano alcuni principi ispiratori respingendone la precettistica che l'accompagna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito sulla presenza-assenza del Papa all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza ha rinfocolato alcune differenze sui modi di pensare e sui comportamenti pratici che ne derivano. &lt;br /&gt;Il Vicario di Roma, cardinal Camillo Ruini, ha lanciato da giorni l'appello ad un'adunata di massa all'"Angelus" di oggi in piazza San Pietro. L'adunata ha preso inevitabilmente la forma politica che è propria delle manifestazioni di massa, dove è più il numero che la qualità a determinare gli esiti di una politica "muscolare". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così bisogna di nuovo affrontare quei temi, precisare il significato di gesti e di parole, capire, se possibile, il senso di ciò che accade. La storia dello Stato italiano è fortemente intrecciata con quella della Chiesa. In nessun altro Paese questo intreccio è stato tanto condizionante e la ragione è evidente: siamo il luogo ospitante del Capo della cattolicità. Siamo stati e siamo il "giardino del Papa", ci piaccia o no. Questa condizione ha determinato in larga misura la nostra storia sociale e nazionale. Nel positivo e nel negativo, nelle azioni degli uni e nelle reazioni degli altri. Le persone ragionevoli non dovrebbero mai dimenticare queste condizioni di partenza, ma spesso purtroppo accade il contrario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * * &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metto al primo posto del mio ragionare l'incidente della Sapienza. Su di esso si è già espresso il nostro direttore ed io concordo interamente con lui: una laicità malata ha suggerito ad un gruppo di docenti e di studenti comportamenti di contestazione in sé legittimi ma divenuti oggettivamente provocatori. Di qui la necessità di garantire la sicurezza dell'insigne ospite, di qui la possibilità di tumulto tra opposte fazioni, di qui infine il fondato timore che Benedetto XVI dovesse parlare nell'aula magna mentre sotto a quelle finestre i lacrimogeni e i manganelli avrebbero potuto esser necessari: spettacolo certamente insopportabile per il "Pastor Angelicus" che predica pace e carità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La contestazione "stupida", tuttavia, non è nata dal nulla ed è l'effetto di varie cause, anch'esse ricordate nell'articolo di Ezio Mauro: l'invito incauto del Rettore nel giorno, nell'ora e nel luogo dell'inaugurazione dell'anno accademico. Non dovrebbe essere un evento mondano e mediatico bensì l'indicazione delle linee-guida culturali e dei problemi concreti della docenza e degli studenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Rettore, evidentemente, ha un altro concetto, voleva l'evento. E l'ha avuto col risultato di dividere l'Università, la società, la cultura, le forze politiche, in una fase estremamente delicata della nostra vita pubblica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esito catastrofico da ogni punto di vista, di cui il Rettore dovrebbe esser consapevole e trarne le conseguenze per quanto lo riguarda. Ci saranno tra breve le elezioni del nuovo Rettore. Quello attuale vinse la precedente tornata per una manciata di voti. Questa volta si presenterà come quello che voleva che il Papa parlasse alla Sapienza e ne è stato impedito. Un "asset" elettorale di notevole effetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi auguro che il Rettore non se ne renda conto, ma in tal caso la sua intelligenza risulterebbe assai modesta. Se se ne rende conto, il sospetto di un invito con motivazioni elettoralistiche acquisterebbe fondatezza. &lt;br /&gt;Per fugarlo non c'è che un rimedio: protestare la sua ingenuità e non presentarsi in gara. I guelfi e i ghibellini nacquero anche così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * * &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta della gerarchia, guidata ancora da Ruini, è stata l'adunata di stamattina. Mentre scrivo non so ancora quale sarà l'esito quantitativo ma prevedo una piazza gremita e un mare di folla fino al bordo del Tevere. È un evento da salutare con piena soddisfazione? È una "serena manifestazione di affetto e di preghiera" per testimoniare l'amore dei fedeli al Santo Padre? Certamente è una manifestazione più che legittima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente le presenze spontanee saranno robustamente rinforzate dalle presenze organizzate, treni e pullman sono stati ampiamente mobilitati senza risparmio di mezzi dal Vicario del Vicario. La motivazione è esplicita: dimostrare al Papa l'amore del suo gregge dopo l'offesa subita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questa non è una motivazione politica domando al Vicario del Vicario che cosa è. Se questo non avrà come effetto di acuire la tensione degli animi, la lacerazione d'un tessuto già usurato e logoro, ne deduco che il Vicario è privo di intelligenza politica. Ma siccome sappiamo che invece ne è ampiamente provvisto, ne consegue che il Vicariato di Roma si prefigge di accrescere la tensione degli animi e di annunciare venuta l'ora di rilanciare il partito guelfo che ha sempre avuto in cuore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Segreteria di Stato vaticana è dello stesso avviso? La Chiesa è unanime in questo obiettivo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * * &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo celebrato giovedì scorso in Senato il senatore, lo storico, il fervido credente Pietro Scoppola, da poco scomparso, alla presenza di molti cattolici che hanno condiviso il suo pensiero e la sua fede e si propongono di continuare nell'impegno da lui auspicato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scoppola aveva scavato a fondo nella storia dei cattolici italiani e nell'atteggiamento di volta in volta assunto dalla gerarchia e dal magistero papale. Distingueva il popolo di Dio dalla gerarchia; sosteneva che la gerarchia è al servizio del popolo di Dio e non viceversa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ha fatto molto senso vedere, proprio alla vigilia del mancato intervento del Papa alla Sapienza, la messa celebrata da Benedetto XVI nella Sistina col vecchio rito liturgico rinverdito a testimoniare la curva ad U rispetto al Concilio Vaticano II: il Papa con la schiena rivolta ai fedeli e la messa celebrata in latino. &lt;br /&gt;Qual è il senso di questa scelta regressiva se non quello di ribadire che il mistero della trasformazione del vino e del pane in sangue e carne di Gesù Cristo viene amministrato dal celebrante senza che i fedeli possano seguire con gli occhi e in una lingua sconosciuta ai più? Il senso è chiarissimo: l'intermediazione dei sacerdoti non può essere sorpassata da un rapporto diretto tra i fedeli e Dio. Il laicato cattolico è agli ordini della gerarchia e non viceversa. Lo spazio pubblico è fruito dalla gerarchia e - paradosso dei paradossi - dagli atei devoti che hanno come fine dichiarato quello di utilizzare politicamente la Chiesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * * &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si continua a dire, da parte della gerarchia e degli atei devoti, che i laici-laici (come vengono chiamati i credenti veramente laici e i non credenti che praticano la laicità democratica) vogliono relegare la religione nello spazio privato delle coscienze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa affermazione è falsa. Chi pratica la laicità democratica sostiene che tutte le opinioni dispongono legittimamente di uno spazio pubblico per esporre e sostenere i loro modi di pensare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La libertà religiosa è una, e direi la più importante, da tutelare sia nel foro della coscienza che in quello pubblico. Non mi pare che difetti quello spazio, mi sembra anzi che la gerarchia lo utilizzi pienamente anche a scapito di altre religioni e massimamente di chi non crede e potrebbe in teoria reclamare uno spazio più confacente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma noi non abbiamo obiettivi di proselitismo. Facciamo, come si dice, quel che riteniamo di dover fare, accada quel che può. Tra l'altro cerchiamo di amare il prossimo e riteniamo che la predicazione evangelica contenga grande ricchezza pastorale quando non venga stravolta in strumento di potere, il che è accaduto purtroppo per gran parte della storia del Cristianesimo da parte non del popolo di Dio ma della gerarchia che l'ha guidato con l'obiettivo del temporalismo e del neo-temporalismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lettura della storia dei Papi insegna molte cose e, quella sì, andrebbe fatta nelle scuole pubbliche. Papa Wojtyla ha chiesto perdono per alcuni di quegli episodi, ma non poteva certo chiederlo per tutti: avrebbe certificato che per secoli e secoli la gerarchia si è messa sul terreno della politica, della guerra ed anche purtroppo della simonia piuttosto che praticare nello specifico il messaggio di pace e di povertà della predicazione evangelica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * * &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci saranno modi e occasioni per riprendere questo discorso che tende a chiarire ciò che non sempre è chiaro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi restano due osservazioni da fare. Giornali di antica tradizione laica sembrano aver perso la bussola e si schierano apertamente accanto agli atei devoti. &lt;br /&gt;Di atei devoti la storia d'Italia è purtroppo gremita. &lt;br /&gt;L'ultimo nella fase dell'Italia monarchica fu Benito Mussolini. In tempi di storia repubblicana gli atei devoti fanno ressa e la faranno anche oggi alle transenne di piazza San Pietro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa prima osservazione mi conduce alla seconda. &lt;br /&gt;L'onorevole Mastella nella sua conferenza stampa di Benevento, mentre gli grandinavano addosso pesanti provvedimenti giudiziari, ha fatto come prima affermazione quella relativa alla sua presenza oggi a piazza San Pietro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo averla fatta si è guardato fieramente intorno con sguardo lampeggiante e ha scandito: "Io sono con il Papa e andrò a testimoniarlo in piazza". &lt;br /&gt;Ne ha pieno diritto. Personalmente mi auguro che i pretesi reati di Mastella, di sua moglie, del suo clan, si rivelino per una montatura. Ma il problema è sul comportamento politico e morale di Mastella, di sua moglie del suo clan. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un comportamento clientelare e ricattatorio che non ha scuse di sorta, rappresenta una deviazione molto grave dalla democrazia. Non è assolutamente valida la giustificazione proveniente dal fatto che si tratta di un male diffuso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli stessi giorni della "mastelleide" abbiamo assistito anche alla "cuffareide": il popolo non di Dio ma di Totò Cuffaro si è radunato in preghiera nelle chiese della Sicilia; il "governatore" ha pianto di gioia e si è fatto il segno della croce quando ha ascoltato la lettura della sentenza dalla quale è stato condannato a cinque anni di reclusione (che non farà) e all'interdizione dai pubblici uffici che non rispetterà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il capo del suo partito, Casini, e il capo della coalizione di centrodestra, Berlusconi, si sono immediatamente complimentati con lui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cos'ha di cattolico il comportamento di Clemente Mastella e di Totò Cuffaro? Nulla. Anzi è il contrario dello spirito cristiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fossi nei panni del Vicario del Vicario farei discretamente e con mitezza sapere a Mastella, a Cuffaro, a Berlusconi, a Casini, che i loro comportamenti sono a dir poco imbarazzanti per la Chiesa e forse farebbero bene a non presenziare manifestazioni di testimonianza cristiana. Ma se poi si venisse a sapere che anche Camillo Ruini è un ateo devoto? Del resto sarebbe l'ultimo in ordine di tempo di un'interminabile sfilata di papi, cardinali, vescovi, abati, che tradirono - devotamente - il messaggio celeste del Figlio dell'uomo, da essi rappresentato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-1692327435363264233?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/1692327435363264233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=1692327435363264233' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1692327435363264233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1692327435363264233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/atei-devoti-nel-giardino-del-papa-di.html' title='Atei devoti nel giardino del Papa, di Eugenio Scalfari.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5925624609727865149</id><published>2008-01-19T22:47:00.000-11:00</published><updated>2008-01-19T23:36:21.783-11:00</updated><title type='text'>Le liste di proscrizione di Gasparri il tollerante.</title><content type='html'>Maurizio Gasparri di An ha pubblicato sul suo sito l'elenco dei docenti che hanno firmato la lettera al Rettore della Sapienza per esprimere la loro critica all'invito del Papa. Gasparri parla di "un'intolleranza inaudita" dei docenti, ma non pubblica il testo della lettera per dare alla gente la possibilità di leggerla e giudicarla liberamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tollerante Gasparri vuol anche mandare in galera i docenti che hanno espresso un lecito dissenso in una lettera privata al rettore  e arriva a livelli osceni quando afferma: "E’ stato ripugnante vedere nel telegiornale tossici e terroristi alla Sapienza per festeggiare la rinuncia del Papa”  “E’ gente da mandare in galera insieme ai professori che li hanno guidati. I loro nomi vanno divulgati affinchè l’Italia sappia chi è nemico della libertà e promotore dell’odio e del terrore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna far presente a Gasparri, che i docenti firmatari della lettera sono persone serie e competenti, i loro nomi sono noti a livello internazionale e presenti su note riviste scientifiche, mentre l'ex-ministro riesce a mettersi in evidenza solo con bieche provocazioni e all'estero è un povero sconosciuto. Quello che dice poi è falso: i toni della "famosa" lettera erano pacati, non c'è opposizione al Papa, si ritiene solo inopportuna la sua partecipazione per una lectio magistralis all'inaugurazione dell'anno accademico. Comunque non si preoccupi Gasparri, potrà allargare la sua lista di proscrizione, sono in arrivo altre migliaia di firme in sostegno dei colleghi messi al rogo da lui ed altri "democratici". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altronde cosa potevamo aspettarci da una mente così "aperta" come quella di Gasparri ? Non dimentichiamoci si tratta di uno dei tanti nipotini di Giorgio Almirante, il "gran pensatore" fascista che nel 1938 firmò il regio decreto legge per la difesa della razza nella scuola italiana e contribuì alla emanazione delle leggi razziali che discriminarono gli ebrei in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo presente sul sito di Gasparri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA SAPIENZA' CONTRO IL PAPA: ECCO I NOMI DEI PROFESSORI FIRMATARI DEL PUBBLICO APPELLO CONTRO IL PONTEFICE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rinuncia di Papa Benedetto XVI all’intervento in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’università La Sapienza è scaturita dall’iniziativa di 67 professori dell’Ateneo romano che, manifestando un’intolleranza inaudita, hanno rivolto un pubblico appello contro il Pontefice. Ritengo utile che gli italiani possano ricordare i nomi di questi professori che del resto, avendo assunto una pubblica iniziativa, saranno lieti di essere ulteriormente messi in primo piano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5925624609727865149?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5925624609727865149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5925624609727865149' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5925624609727865149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5925624609727865149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/le-liste-di-proscrizione-di-gasparri-il.html' title='Le liste di proscrizione di Gasparri il tollerante.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5403289906265965581</id><published>2008-01-19T03:42:00.000-11:00</published><updated>2008-01-20T05:37:58.080-11:00</updated><title type='text'>Chi sono i veri intolleranti?</title><content type='html'>Inserisco un mio articolo pubblicato venerdì su Epolis-Roma a commento della vicenda Sapienza-Papa. Ribadisco e perfeziono qualche concetto che ho già espresso nel blog, mi perdonerete:repetita iuvant!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era una Sapienza blindata quella di giovedì 17 gennaio 2008, circondata dalla polizia, strade limitrofe chiuse, accesso limitato al personale e a studenti muniti di tesserino, un clima da colpo di stato. La lettera inviata al Rettore da alcuni colleghi della Facoltà di Scienze che mettevano in discussione la presenza del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza, è stata strumentalizzata scatenando una crociata mediatica senza precedenti che ha azzittito le voci fuori dal coro. Gli unici che hanno potuto esprimersi in modo da ripristinare una certa equità di giudizio sono stati Stefano Rodotà e Paolo Flores D’arcais. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pontefice “martire” ha deciso di non partecipare all’evento e..apriti cielo: un unico grande partito trasversale di politici e giornalisti vomita livore antiscientifico e al grido di “il Papa non si discute si ama”, vuole mandare al rogo i firmatari della lettera, i nuovi eretici che hanno “azzittito” il povero Pontefice. Gasparri di AN chiede epurazioni, forse anche purghe o deportazioni. Il  “cardinal Veltroni” dice "Mai può accadere che l'intolleranza tolga la parola”. “Inammissibili manifestazioni di intolleranza” commenta Napolitano. “Per colpa di qualche decina di sprovveduti, mediocri docenti, impiegati frustrati della docenza, apprendisti stregoni di cose più grandi di loro, l’Italia annuncia al mondo che la sua civiltà e tolleranza è scesa a questo”, vaneggia in modo offensivo e rozzo il direttore di Europa, Stefano Menichini. “Gesto di intolleranza e paura”, enfatizza con toni catastrofici Ezio Mauro su Repubblica. Ma quale intolleranza e paura? Nessuno dei docenti, gente seria e competente, ha sbarrato le porte della Sapienza al Papa, è stato solo espresso un lecito dissenso. Non c’è ostracismo a priori verso il pontefice, che potrà visitare la Sapienza in qualsiasi altra occasione, per un contraddittorio aperto. Nessuno gli ha messo la mordacchia, trattamento riservato dalla Chiesa agli eretici, ricordate Giordano Bruno? Il Papa, infatti, diffonde il suo “verbo” urbi et orbi, come e quando vuole, intervenendo a ruota libera su qualsiasi argomento. Ma l’inaugurazione dell’anno accademico di un’università statale è un evento laico e tale deve rimanere. Il dissenso è quasi scontato, se si invita a tenere la lectio magistralis un papa che non ha mai fatto mistero di posizioni eufemisticamente “chiuse” sulle questioni scientifiche, dalle cellule staminali all’evoluzione biologica. Il Rettore avrebbe dovuto prevedere gli effetti del suo maldestro invito, ma se voleva diffondere l’evento, c’è riuscito alla grande. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stranamente, del violento sdegno bipartisan esploso in questi giorni non c’è mai traccia quando si tratta di denunciare corruzione e nepotismo. Chissa perchè? Purtroppo, viviamo in un paese di stampo borbonico, dove si muore ancora sul lavoro e i governanti hanno sempre ragione. Non si può più dissentire nei confronti del potere, ma solo allinearsi, a capo chino e subire in silenzio. Siamo tornati indietro di secoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5403289906265965581?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5403289906265965581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5403289906265965581' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5403289906265965581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5403289906265965581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/ecco-linquisizione-mediatica-al-rogo-i.html' title='Chi sono i veri intolleranti?'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5497598048794844469</id><published>2008-01-18T21:21:00.000-11:00</published><updated>2008-01-18T21:39:47.543-11:00</updated><title type='text'>Lo striscione dei precari: "Precari traditi: Mussi bugiardo. Più ricercatori, meno politici."</title><content type='html'>Inserisco il testo di un documento dei precari di Chimica della Sapienza pubblicato dal Messaggero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pr&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ecari della ricerca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'invito del Rettore al Pontefice a partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza Università di Roma ha innescato una serie di eventi che ha riempito la cronaca italiana di questi giorni, mascherando i veri problemi dell'università che avrebbero dovuto essere discussi in questa occasione. Noi siamo particolarmente interessati a porre in evidenza il problema annoso dei "precari della ricerca" dell'Università e denunciare la nostra delusione nei confronti del Ministro Mussi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi precari della ricerca nell'Università siamo tanti, siamo quanti quelli strutturati (professori associati ed ordinari compresi), abbiamo contratti della tipologia più varia (co.co.co., co.co.pro., assegni di ricerca, borse di studio, ricercatori a tempo determinato) e svolgiamo una parte importantissima nell'attività di ricerca ed accademica. Il Governo nelle sue Finanziarie ci ha escluso dai processi di stabilizzazione, a differenza dei colleghi a tempo determinato che lavorano negli altri enti di ricerca nazionali: il ricercatore precario del CNR, dell'Enea o dell'ISS ha diritto al lavoro a tempo indeterminato, mentre il ricercatore precario dell'Università NO. Sospettiamo di essere lavoratori di serie B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo portato pazienza, del resto il Ministro Mussi ci ha promesso un piano di reclutamento straordinario da attuarsi secondo un nuovo regolamento, forse più meritocratico. Il problema è che il piano di reclutamento straordinario non ha niente di straordinario: i 20 milioni di euro stanziati per il 2007 si traducono in circa 500 posti che diventano un migliaio grazie al (necessario) cofinanziamento delle università, a fronte di un numero di precari stimato in decine di migliaia. Per scendere nel dettaglio, il piano di reclutamento straordinario ha concesso un totale di 52 posti (26 pagati dal Ministero + 26 cofinanziati dall'Ateneo) a La Sapienza, da distribuire su circa 200 settori scientifico-disciplinari, per rispondere alle esigenze di migliaia di aspiranti ricercatori. Le cifre stanziate per il reclutamento sono evidentemente risibili e ben lontane dall'essere sufficienti, pur considerando i 120 milioni di euro promessi per il 2008 e 2009. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al problema dei numeri si somma quello dei modi. I concorsi ancora si effettuano secondo la vecchia normativa, con buona pace della meritocrazia. Il nuovo regolamento, data la complessità delle commissioni che prevede, non si sa quando effettivamente verrà attuato. Parallelamente a questo, il Ministro aveva bloccato i concorsi per professore associato ed ordinario, in nome della necessità di modificare anche questa normativa concorsuale e per garantire che le Università investissero sull'assunzione di nuovi ricercatori. Questo aveva ricevuto il nostro plauso, ma purtroppo il Ministro ha presto ceduto, ed ecco che, nonostante non sia stato neanche discusso un nuovo regolamento, dal 1 gennaio 2008 è stata riaperta la possibilità di bandire concorsi per professore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mattina sopra l'edificio di Chimica dell'Ateneo romano, era affisso uno striscione di denuncia cui la stampa non ha probabilmente dato peso: "Precari traditi: Mussi bugiardo. Più ricercatori, meno politici" (http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/sapienza-inaugurazione/13.html). Il problema del precariato nell'Università esiste ed è grave, in misura maggiore che in qualsiasi altra istituzione pubblica. Noi non abbiamo alcuna rappresentanza sindacale, non abbiamo rappresentanza negli organi collegiali degli atenei, tanto meno abbiamo il potere di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica come è recentemente accaduto per gli autotrasportatori. Quest'ultimo episodio ha dimostrato ancora una volta, come nella necessità di reperire fondi, sia facile e indolore tagliare sulla ricerca. Ci rivolgiamo alla stampa, nella speranza di trovare spazio per le nostre rivendicazioni. Cordiali saluti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Precari della Ricerca del Dipartimento di Chimica&lt;br /&gt;Sapienza Università di Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(17 gennaio 2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5497598048794844469?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/sapienza-inaugurazione/13.html' title='Lo striscione dei precari: &quot;Precari traditi: Mussi bugiardo. Più ricercatori, meno politici.&quot;'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5497598048794844469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5497598048794844469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5497598048794844469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5497598048794844469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/lo-striscione-dei-precari-precari.html' title='Lo striscione dei precari: &quot;Precari traditi: Mussi bugiardo. Più ricercatori, meno politici.&quot;'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6994481473445716980</id><published>2008-01-17T05:27:00.000-11:00</published><updated>2008-01-17T09:39:35.500-11:00</updated><title type='text'>La Sapienza blindata.</title><content type='html'>Per tutta la mattinata e nel primo pomeriggio la Sapienza è stata blindata, circondata dalla polizia, strade limitrofe chiuse, accesso limitato al personale e agli studenti iscritti con tesserino identificativo: un clima da colpo di stato. L'inaugurazione mediatica ha avuto successo, la visibiltà della Sapienza non è mai stata così grande. Il Rettore sarà soddisfatto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6994481473445716980?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6994481473445716980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6994481473445716980' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6994481473445716980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6994481473445716980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/la-sapienza-blindata.html' title='La Sapienza blindata.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8219214166657731890</id><published>2008-01-17T03:06:00.000-11:00</published><updated>2008-01-17T11:02:55.884-11:00</updated><title type='text'>Le dichiarazioni di Guarini, Mussi e Veltroni.</title><content type='html'>Riporto di seguito alcune dichiarazioni del Rettore, del vescovo Mussi e del cardinal Veltroni, nel corso dell'inaugurazione a porte chiuse dell'anno accademico della Sapienza. Rimango allibito per le parole di Mussi e Veltroni. Si legge, inoltre, che "non ci sarà nessun provvedimento contro i firmatari della lettera contro la visita del papa". Beh, ci mancherebbe altro! Allora l'anno prossimo chiameremo alla Sapienza direttamente la buonanima di Pinochet! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rettore: "Nessun provvedimento contro docenti firmatari" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sarà nessun provvedimento contro i firmatari della lettera contro la visita del papa da parte del rettore dell'università La Sapienza di Roma. Lo ha confermato lo stesso Renato Guarini, al termine della cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico.&lt;br /&gt; "L'università ha un grande clima di libertà - ha spiegato Guarini - e il rettore non può intervenire. Coloro che hanno firmato la lettera saranno giudicati dagli studenti e dai colleghi. Se un docente fa valutazioni scientifiche errate viene giudicato dai suoi studenti, che sono i migliori giudici".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rettore: "Distinguere dissenso da intolleranza" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le "manifestazioni di intolleranza" vanno "accuratamente distinte dall'espressione di un legittimo dissenso, seppur minoritario". Lo ricorda, riferendosi alle proteste degli scorsi giorni per la venuta del papa alla sapienza, il rettore Guarini nel suo discorso per l'inaugurazione dell'anno accademico 2007/2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mussi contro gli studenti: "Contesto le manifestazioni in atto" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Contesto le manifestazioni in atto". Così il ministro dell'Università e Ricerca Fabio Mussi ha commentato, al termine della cerimonia inaugurale dell'anno accademico all'Università La Sapienza le proteste messe in atto nel corso della mattinata da gruppi di studenti all'esterno dell'Aula Magna. Il ministro ha anche invitato gli studenti ancora all'esterno dell'università alla non violenza. "Il problema - ha detto Mussi - è del clima che si vuole creare; il problema è se si vuole anche duramente dialogare o se si vogliono invece creare condizioni di impossibilità al confronto e al dialogo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mussi: "Far parlare il papa non è attentato a laicità" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quello che dice il papa può ben essere criticato, ma non è un attentato al principio di laicità il fatto che il papa possa prendere la parola in questa sede, per un intervento e non per una lectio magistralis a nome dell'ateneo e da ministro della Repubblica, che ha difeso con intransigenza il carattere laico delle istituzioni pubbliche sotto la sua responsabilità, confermo il mio rammarico per il fatto che si siano create le condizioni che lo hanno spinto a rinunciare". Così il ministro dell'università Fabio Mussi interviene durante l'inaugurazione dell'anno accademico 2007-2008 della Sapienza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Veltroni: "Mai intolleranza deve togliere la parola" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mai può accadere, per nessun motivo, che l'intolleranza tolga la parola a qualcuno. Men che meno se si tratta di discorsi sui diritti universali e se si tratta di Papa Benedetto XVI, un punto di riferimento culturale, spirituale e morale per milioni di persone". Lo ha detto il sindaco Walter Veltroni intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veltroni: "Inaccettabile ciò che è accaduto" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciò che è successo, per un democratico, è inaccettabile". Lo ha detto il sindaco Walter Veltroni, riferendosi alla rinuncia del papa ad intervenire alla Sapienza, aprendo il suo discorso nella cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Ateneo. Parole accolte con un applauso dalla platea riunita in aula magna&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8219214166657731890?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8219214166657731890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8219214166657731890' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8219214166657731890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8219214166657731890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/le-dichiarazioni-del-rettore-di-mussi-e.html' title='Le dichiarazioni di Guarini, Mussi e Veltroni.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8707729288253246844</id><published>2008-01-17T03:00:00.000-11:00</published><updated>2008-01-19T08:34:52.041-11:00</updated><title type='text'>Le ragioni dei laici, di Paolo Flores D’Arcais.</title><content type='html'>Finalmente! L'articolo di  Flores D’Arcais su Repubblica di oggi riporta un po’ di equità in questa vicenda strumentalizzata in modo assurdo da politici e media. Una stretta di mano all'autore che mi piacerebbe conoscere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE RAGIONI DEI LAICI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro direttore, posso esprimere la mia perplessità per l´unanime concerto politico e mediatico che giudica il regnante pontefice vittima della prevaricazione e della intolleranza di un "laicismo fondamentalista"? Prevaricazione che impedirebbe al Papa di parlare e perfino di muoversi liberamente nella sua città?&lt;br /&gt;Certo, un viaggiatore che arrivasse per la prima volta in Italia, alle lettura dei giornali in aereo si farebbe l´idea che da noi la Chiesa cattolica è perseguitata, e che un forsennato laicismo ha messo al suo supremo Pastore la mordacchia. Ma soggiornando per qualche settimana, e informandosi ogni sera da un diverso telegiornale, scoprirebbe con stupore che Joseph Ratzinger è libero di parlare, eccome, e che anzi è di fatto l´onnipresente editorialista dei telegiornali pubblici e privati, che riprendono ogni sua dichiarazione, importante o meno che sia, con enorme e compunto rilievo.&lt;br /&gt;Ma all´Università gli hanno impedito di aprire bocca, si dirà. Proviamo a stare ai fatti. Il Magnifico Rettore e la maggioranza del Senato Accademico decidono di invitarlo all´inaugurazione dell´anno accademico, momento simbolico per eccellenza per la scienza e il sapere (come l´inaugurazione dell´anno giudiziario per la giustizia). Non è chiaro se in quanto Papa Benedetto XVI o in quanto prof. Ratzinger, e se per una "lectio magistralis" o in qualità di "ospite" (le autorità accademiche della Sapienza accrediteranno via via versioni contrastanti). Un gruppo di docenti di Fisica esprime la sua contrarietà. Alcuni gruppi di studenti dichiarano che daranno luogo a concomitanti e pacifiche manifestazioni irridenti.&lt;br /&gt;Ora, non è lecito che alcuni docenti giudichino sbagliata la scelta di invitare Papa Ratzinger come unico "ospite" all´inaugurazione dell´anno accademico? Se, poniamo, la scelta del rettore Guarini fosse caduta, anziché su Benedetto XVI, su – che so – Tariq Ramadan, da molti considerato un islamico antidogmatico e "aperto" e dunque interlocutore fondamentale per l´Occidente, personalmente io avrei protestato, e con me forse molti di quanti oggi giudicano inammissibile la protesta dei 67 scienziati romani per l´invito in esclusiva a Ratzinger. E qualche gruppo di studenti avrebbe indetto qualche manifestazione, più o meno folcloristica e irridente, contro le posizioni di Ramadan. E nessuno avrebbe parlato di inammissibile censura nei confronti di quest´ultimo.&lt;br /&gt;E allora, cosa c´è di scandaloso o di prevaricatorio nelle posizioni espresse dal professor Marcello Cini e dai suoi autorevolissimi colleghi scienziati? Avrebbero voluto che invece di Ratzinger, quale "ospite" per l´inaugurazione dell´anno accademico fosse invitata una personalità più consona all´istituzione e alla cerimonia. Tutto qui.&lt;br /&gt;Con buone argomentazioni, mi sembra. Entriamo nel merito. L´università è, come vuole la retorica, il "Tempio" della scienza e del sapere. Dell´autonomia del sapere, della ricerca libera da dogmi. Sarebbe logico pensare, come "invitato" (invitato unico, ripetiamolo) proprio a una grande personalità della scienza. Tanto più in un momento in cui, in tutto il mondo, il cuore della scienza contemporanea, il darwinismo, viene attaccato dai più diversi oscurantismi ideologici o religiosi. Sarebbe logico, insomma, pensare a una Levi Montalcini, che tiene alto il nome dell´Italia nel mondo, o, se si vuole una personalità straniera, a colui che, dopo la morte di Stephen Jay Gould, è il più noto darwinista vivente, Richard Dawkins.&lt;br /&gt;Ma, si è obiettato, la Sapienza voleva un "ospite" che incarnasse l´impegno per la pace. In questo caso, più che mai, si davano scelte assai più congrue rispetto a quella del regnante pontefice, che su questo versante non ha fin qui avuto modo di illustrarsi significativamente (a meno che non si pretenda che un Papa è, ipso facto, la migliore delle icone di pace possibili). Dal Dalai Lama a scrittori come Yeoshua o Rushdie, da Noam Chomsky fino a Gino Strada (certamente l´italiano che nel mondo è considerato il più impegnato concretamente per la pace).&lt;br /&gt;Non mi sembra perciò che abbia riscontri nella realtà l´immagine di un laicismo "fondamentalista" che vuole tappare la bocca al Papa, di fronte a una Chiesa davvero laica e aperta al dialogo con ogni ateismo contemporaneo. Perché il rettore Guarini non aveva affatto scelto la via del dialogo ma del monologo. L´invito era solo per il Papa, e ad avere spazio di "ospite" sarebbe stata solo la sua Parola. Se il sapere esige dialogo tra i diversi punti di vista (come si va ripetendo contro i 67 scienziati), perché il senato della Sapienza non ha invitato Joseph Ratzinger e Richard Dawkins? Perché un solo punto di vista?&lt;br /&gt;Punto di vista, oltretutto (non facciamo finta di nulla) di un Papa e di una Chiesa gerarchica che si stanno segnalando per: a) un attacco sempre più sistematico al darwinismo (la cui scientificità non sarebbe accertata, vedi volume ratzingeriano appena uscito in Germania) e b) un attacco di inaudita violenza alle donne che abortiscono, la cui scelta viene equiparata esplicitamente all´omicidio.&lt;br /&gt;Campagna, quest´ultima, sulla cui gravità e relative implicazioni mi sembra non ci si indigni abbastanza (o addirittura affatto). Eppure, se qualcuno accusasse il cardinal Ruini di essere un ladro e il cardinal Bertone di essere un assassino, sarebbe tutto uno stracciarsi di vesti (e fioccherebbero querele). Perché i prelati della Chiesa gerarchica e il loro Sommo Pontefice possono invece impunemente accusare tutte quelle donne del più grave dei reati del codice penale, di essere delle assassine? Se ricordassero loro che sono in peccato mortale, e rischiano le pene dell´inferno, nulla da ridire. Ma accusarle di essere "assassine" questo è ignobile e inammissibile, oltretutto da parte di chi, volendo impedire l´uso del preservativo contro l´Aids, è corresponsabile della morte di migliaia e migliaia di persone solo in Africa (persone, non embrioni).&lt;br /&gt;Infine, l´accusa più incredibile, ma che ormai dilaga su ogni telegiornale: gli studenti erano pronti alla violenza per impedire al Papa di parlare. Eppure sia il premier Romano Prodi che il ministro dell´Interno Giuliano Amato hanno dichiarato che non sussisteva il minimo rischio per la sicurezza del Papa. Perché allora si continua con questa menzogna, con questo processo alle intenzioni?&lt;br /&gt;Nessuno ha impedito al Papa di recarsi alla Sapienza e di essere, nell´Aula Magna, l´unico e monopolistico "ospite". Ma il Papa ha "rinunciato", cioè ha rifiutato, perché non ha accettato che, a qualche centinaia di metri di distanza, alcuni professori discutessero di scienza in termini antitetici ai suoi e alcuni studenti irridessero con maschere e cartelli ai suoi dogmi (attività sulla cui legittimità si spera nessuno abbia da obiettare, perché costituzionalmente garantite). Il Papa, insomma, pretendeva non solo il monopolio della ospitalità in Aula Magna ma anche l´unanime plauso dentro e fuori. Mancando tale unanimità, con perfetta astuzia politica ha preferito fare la grande rinuncia, e passare per vittima di una prevaricazione laicista inesistente. Visto che se ci sono posizioni che ormai stentano ad aver cittadinanza in tv, e al massimo trovano "asilo" in spazi marginali, sono quelle laiche (di credenti o atei che siano).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8707729288253246844?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8707729288253246844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8707729288253246844' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8707729288253246844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8707729288253246844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/leggete-gli-articoli-di-joaqun-navarro.html' title='Le ragioni dei laici, di Paolo Flores D’Arcais.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8549675299347614013</id><published>2008-01-16T23:48:00.000-11:00</published><updated>2008-01-16T23:50:45.909-11:00</updated><title type='text'>Lettera di Bruno Bertolini al Rettore della Sapienza</title><content type='html'>Pubblico la lettera di Bruno Bertolini di cui condivido il contenuto.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Rettore,&lt;br /&gt;ho letto con interesse le lettere inviate da Marcello Cini e poi dal gruppo dei fisici, e mi sento di aderire alle idee che le hanno motivate. Come biologo, però, ritengo di dover aggiungere un altro motivo di riflessione a quelli gia dibattuti.&lt;br /&gt;E precisamente la posizione del Pontefice nei riguardi della teoria darwiniana dell’evoluzione. Questa, per i biologi, rappresenta la teoria fondamentale che informa lo status epistemologico e l’interpretazione della natura alla base della loro disciplina.&lt;br /&gt;Nell’ajavascript:void(0)utunno 2006, nella residenza di Castel Gandolfo si è tenuto uno Schülerkreis, una riunione di ex allievi del professor Ratzinger, ora professori in diverse università, e di alcuni scienziati. Il tema del convegno era “Creazione ed evoluzione” (Schöpfung und Evolution), e le relazioni sono state pubblicate nel 2007.&lt;br /&gt;Nel convegno il Papa è intervenuto più volte personalmente, e i suoi interventi sono puntualmente riportati in più pagine. &lt;br /&gt;Il Pontefice aveva più volte manifestato il suo appoggio e il suo plauso alle sortite del Cardinale Schönborn in favore del neocreazionismo, ma in questa occasione si è espresso direttamente e personalmente:&lt;br /&gt;“La teoria dell’evoluzione non è ancora una teoria completa e scientificamente verificata… in gran parte non è affatto dimostrabile per via sperimentale semplicemente perché noi non possiamo riprodurre in laboratorio 10.000 generazioni. Il che significa che ci sono rilevanti lacune nella verificabilità e nella falsificabilità sperimentale a causa dello sterminato periodo di tempo cui la teoria fa riferimento”, tanto per riportare qualche affermazione.&lt;br /&gt;A parte la debolezza epistemologica e la mancanza di conoscenze fattuali delle affermazioni del Pontefice, la sua posizione si inserisce in quel movimento non tanto anti darwiniano, quanto piuttosto antiscientifico, che va sotto il nome di Neocreazionismo o, ammantandosi di una truffaldina pseudoscientificità, di Intelligent Design. Movimento che viene propagandato e diffuso a livello mondiale da gruppi politico-religiosi cattolici, protestanti e anche mussulmani.&lt;br /&gt;Ora ci siamo, la Lectio magistralis è stata ribattezzata Discorso ed è stata separata dall’inaugurazione dell’Anno Accademico con tre asterischi, ma questo non toglie che proprio nella solenne occasione in cui si dovrebbe ribadire l’impegno della Sapienza per una scienza libera e laica, viene invitato chi di questa idea si dichiara avversario, e da posizioni dogmatiche non discutibili.&lt;br /&gt;Con i miei migliori saluti&lt;br /&gt;Bruno Bertolini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8549675299347614013?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8549675299347614013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8549675299347614013' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8549675299347614013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8549675299347614013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/lettera-di-bruno-bertolini-al-rettore.html' title='Lettera di Bruno Bertolini al Rettore della Sapienza'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-3276422009813696763</id><published>2008-01-16T12:15:00.000-11:00</published><updated>2008-01-16T23:52:05.132-11:00</updated><title type='text'>Un esempio di enfasi giornalistica catastrofica: come amplificare e drammatizzare i fatti.</title><content type='html'>L'idea sarà pure malata, ma anche Ezio Mauro, direttore di Repubblica, non sta tanto bene. Leggete e ridetene tutti, qui si è perso completamente il senso della realtà. Mauro dice che "qualcosa si è rotto, drammaticamente, sotto gli occhi del mondo". A me sembra che al mondo di questa storia e del nostro papa reso "martire" non interessi proprio nulla, vista l'assenza di reazioni dall'estero, almeno per ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Un'idea malata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di EZIO MAURO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SARA' un giorno che ricorderemo negli anni, il giorno in cui il Papa non parlò all'Università italiana per la contestazione dei professori e la ribellione degli studenti. Una data spartiacque per i rapporti tra chi crede e chi non crede, tra la fede e la laicità, persino tra lo Stato e la Chiesa. Fino a ieri, questo era un Paese tollerante, dove la forte impronta religiosa, culturale, sociale e politica del cattolicesimo coesisteva con opinioni, pratiche, culture e fedi diverse, garantite dall'autonomia dello Stato repubblicano, secondo la regola della Costituzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa si è rotto, drammaticamente, sotto gli occhi del mondo. Il Papa deve correggere la sua agenda e cambiare i suoi programmi, per non affrontare la contestazione annunciata di un'Università che lo aveva invitato con il rettore e il senato accademico, ma lo rifiutava con una parte importante di docenti e studenti. Il risultato è un cortocircuito culturale e politico d'impatto mondiale, che si può riassumere in poche parole: il Papa, che è anche vescovo di Roma, non può parlare all'Università della sua città, in questa Italia mediocre del 2008. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo risultato, che sa di censura, di rifiuto del dialogo e del confronto, è inaccettabile per un Paese democratico e per tutti coloro che credono nella libertà delle idee e della loro espressione. È tanto più inaccettabile che avvenga in un'Università, anzi nella più importante Università pubblica d'Italia, il luogo della ricerca, del confronto culturale e del sapere, un luogo che di per sé non deve avere barriere né pregiudizi, visto che non predica la Verità ma la scienza e la conoscenza. È come se la Sapienza rinunciasse alla sua missione e ai suoi doveri, chiudendosi in un rifiuto che è insieme un gesto di intolleranza e di paura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio parere il giorno d'inaugurazione dell'anno accademico non era la data più propria per invitare Benedetto XVI a tenere la sua lectio magistralis; e il rettore si corresse, perché quella lezione non suonasse come un programma e un indirizzo per l'anno dell'Ateneo. Ma è ridicolo chiamare in causa la scienza, come se potesse risultare coartata, offesa o limitata dalle parole del Pontefice, che è anche uno dei grandi intellettuali europei della nostra epoca. Ed è improprio e pretestuoso nascondersi dietro a Galileo, come se i torti antichi della Chiesa nel confronto e nello scontro con la scienza si dovessero pagare oggi, proprio sulla porta d'ingresso della Sapienza, senza tener conto del cammino fatto in tanti anni, e delle parole ancora recenti di Papa Wojtyla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spedito l'invito, e accettato, l'incontro si doveva fare senz'altro. Per gli studenti sarebbe stata l'occasione particolare di ascoltare direttamente le parole di un Papa che ha passato anni dentro l'Università, e che resta professore anche da Pontefice. I docenti avrebbero avuto la possibilità di interloquire, di fissare e ribadire i punti fermi dell'autonomia dell'insegnamento e della libertà di ricerca, se lo ritenevano opportuno e ne sentivano il bisogno. Il risultato sarebbe stato un confronto di opinioni pubblico e trasparente, di cui non si capisce come si possa aver timore, soprattutto se si è persone di cultura e si deve testimoniare la civiltà italiana ed europea - di cui le Università sono parte costituente - e l'importanza di un confronto di idee, prima ancora di ogni specifico sapere e di ogni scientifica conoscenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impressione è appunto quella di un cortocircuito, dove il gesto ha prevalso sul pensiero, una malintesa idea di autonomia si è stravolta in divieto, la libertà della scienza ha cozzato malamente contro la libertà di parola e la laicità si è ridotta ad una cupa caricatura di se stessa, preoccupandosi di limitare e restringere il perimetro dell'espressione invece di ampliarlo, garantendolo per tutti. È chiaro che l'Università di Stato di un Paese democratico non può rifarsi al pensiero religioso come fonte primaria e costitutiva del suo sistema culturale ed educativo, e nessuno lo ha chiesto o minacciato. Ma è altrettanto evidente - o dovrebbe esserlo per tutti - che l'Università non è e non deve essere un luogo chiuso alla circolazione delle idee, delle esperienze e delle testimonianze, e non può diventare espressione di un pensiero che pensa solo se stesso, rifiutando persone, idee, contributi e confronti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica spiegazione di questa prevalenza dell'irrazionale in una delle sedi proprie della ragione è la confusione italiana di oggi. E dentro questa confusione, l'uso improprio che si fa del confronto tra fede e laicità, e tra credenti e non credenti. Uno dei tratti distintivi dell'epoca è il ritorno della religione nel pensiero pubblico, da cui l'avevamo in qualche modo creduta fuori, per consunzione da un lato, e dall'altro per il raggrumarsi di un civismo post-ideologico attorno a capisaldi diversi da quelli della fede. Questo ritorno è un dato che contraddistingue tutto l'Occidente. In Italia la parola della Chiesa, così innervata nella tradizione, non ha mai smesso di farsi sentire. Ma non c'è alcun dubbio che da quasi un decennio la Cei ha acquistato un protagonismo e una reattività che hanno fatto della Chiesa un prim'attore in tutte le vicende pubbliche: una Chiesa che è insieme parte (perché così dicono i numeri) e Verità assoluta, pulpito e piazza, autorità e gruppo di pressione e chiede di determinare come mai nel passato della Repubblica i comportamenti parlamentari delle personalità politiche cattoliche, pretendendo pubblica obbedienza al magistero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei essere chiaro: la Chiesa ha il diritto (che per il Concilio Vaticano II è un dovere) di testimoniare la sua dottrina su qualsiasi materia, anche di competenza dello Stato. Ma queste prese di posizione sono destinate alla coscienza dei credenti e a chi riconosce alla Chiesa un'autorità con cui confrontarsi, mentre le scelte politiche spettano ai laici, credenti e non credenti. Nella Chiesa si fa invece strada la convinzione secondo cui i non credenti non riescono a dare da soli un senso morale all'esistenza, perché solo la promessa riconosciuta dell'eternità dà un senso alla vita terrena. Ne deriva una riduzione di dignità dell'interlocutore laico, quasi una riserva superiore di Verità esterna al libero gioco democratico, una sorta di obbligazione religiosa a fondamento delle leggi e delle scelte di un libero Stato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La reazione a questa nuova "potestas" che vorrebbe coinvolgere nel cattivo relativismo la democrazia, perché si basa sulla libertà di coscienza di tutti i cittadini, e vede ogni fede come un valore relativo a chi la professa, viene sempre più da un laicismo di maniera, un compiacimento per l'ateismo come contraddittoria religione della modernità, un risentito anticlericalismo, che credevamo confinato alla stagione adolescenziale della nostra Repubblica. Sopra questa nuova rissosa incomunicabilità ostile, manca il tetto condiviso di una Repubblica serenamente laica, cosciente dei valori della tradizione e delle religioni, capace di difendere la sua autonomia e la sua libertà garantendo la libertà di tutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partiti hanno una responsabilità primaria. La destra, incapace di formulare una moderna cultura conservatrice in un Paese che non l'ha mai avuta, prende a prestito dal deposito di tradizione della Chiesa la parte scelta della precettistica, cercando così di procurare un'architrave ad un pensiero inesistente: col risultato di un'alleanza del tutto impropria tra la fede ultraterrena e una prassi politica ultramondana, paganeggiante e vagamente idolatra, alla ricerca entrambe della forza perduta. Per la sinistra, è ancora peggio. Non avendo coscienza di sé e della propria identità, incapace di difendere le ragioni che dal pensiero e dall'esperienza rinnovati potrebbero tranquillamente derivare, chiede soltanto - in ordine sparso di conversione, o almeno di gregarietà - di poter occupare uno strapuntino dentro il senso comune dominante, anche se è senso comune altrui: così, in un angolo, con la garanzia di non infastidire con il turbamento di un pensiero vagamente autonomo, per una volta netto, pronunciato in nome di una sinistra finalmente moderna, laica, europea e occidentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In mezzo si muovono felici gli atei devoti, a cui nessuno chiede di credere in Dio, di applicare anche a sé la convinzione che il cristianesimo non è una cultura, una filosofia, un galateo politico o sociale ma un "avvenimento", ma a cui nessuno impedisce di selezionare a piacere nel pensiero cristiano, nei Vangeli e persino nelle parole degli ultimi Papi i precetti, i divieti, le norme, rinunciando a tutto il resto: che è molto, che sarebbe importante, e che completerebbe l'immagine del Dio italiano, che così invece cammina monco, sanzionatorio e di parte, un Dio "cristianista", cioè ideologizzato e ridotto a strumento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il brutto panorama di un Paese in cui si cede troppo spesso alla tentazione sacrilega, come la chiamava Andreatta, di coinvolgere Dio nelle proprie scelte. Ma se questo è il quadro, ed è preoccupante, perché banalizzarlo nella caricatura dello scontro culturale della Sapienza, che si rivolge necessariamente nel contrario: una censura ad un Papa, nel nome malinteso di una laicità che invece dovrebbe ribellarsi ad ogni intolleranza, soprattutto nei confronti di fedi e credo religiosi? Non c'è alcun dubbio. Nell'Italia d'argilla del 2008, non è nel nome di un'idea forte che si è pensato di vietare al Papa la Sapienza, ma di un'idea malata. Una malattia che ha già fatto due vittime: la libertà di espressione, naturalmente, e la laicità: che già non godeva di buona salute, in questo sfortunato Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-3276422009813696763?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/3276422009813696763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=3276422009813696763' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3276422009813696763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3276422009813696763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/un-esempio-di-enfasi-giornalisitca.html' title='Un esempio di enfasi giornalistica catastrofica: come amplificare e drammatizzare i fatti.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-3455497905104485859</id><published>2008-01-16T12:03:00.000-11:00</published><updated>2008-01-20T11:41:30.021-11:00</updated><title type='text'>Un vero esempio di oscenità (giornalistica).</title><content type='html'>Inserisco il testo di un articolo pubblicato ieri da Stefano Menichini, direttore di Europa. A mio parere è proprio un bell’esempio di oscenità giornalistica, un testo da prendere a modello per insegnare agli apprendisti come non si deve scrivere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco qualche perla della finezza giornalistica di Menichini: “Una pagina nera della storia italiana, una vergogna nazionale”. “Per colpa di qualche decina di sprovveduti, impiegati frustrati della docenza, apprendisti stregoni di cose più grandi di loro, l’Italia annuncia al mondo che la sua civiltà e tolleranza è scesa a questo”.  “Mediocri docenti partoriti da una università fallimentare si sono incaricati di mettere in luce la fragilità di un sistema di idee falsamente progressista”.  &lt;br /&gt;Frasi offensive, piene di rancore e livore sospetto, volte a screditare degli colleghi seri ed onesti della Sapienza. &lt;br /&gt;Non so chi abbia mai conferito la patente per esercitare il mestiere di giornalista a Menichini, ma con questo articolo è sceso in basso e ha reso un pessimo servizio all’informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il giorno nero in cui muore la laicità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STEFANO MENICHINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una pagina nera della storia italiana, una vergogna nazionale. Ora partiranno veglie, preghiere e atti di contrizione, ma è soprattutto la dignità pubblica e laica del paese che esce offesa, umiliata, come più in particolare la sua capacità di mantenere e garantire ordine e sicurezza. Per colpa di qualche decina di sprovveduti, impiegati frustrati della docenza, apprendisti stregoni di cose più grandi di loro, l’Italia annuncia al mondo che la sua civiltà e tolleranza è scesa a questo: un papa non può parlare in un’aula magna, un professore non può esprimere le proprie idee, un intellettuale non può difendere le proprie convinzioni: sono estreme. Inascoltabili. Insostenibili. Sabato sul manifesto un uomo che ha avuto alcuni meriti, e tra questi l’insegnamento sulla non neutralità della scienza, sulla libertà di criticarla e di metterne a nudo i limiti, concludeva un peraltro esile ragionamento con la domanda: potrebbe accadere una cosa del genere fuori dall’Italia? Si riferiva all’intervento di un pontefice in un’aula magna, come fosse una circostanza da Stato della Chiesa. A Marcello Cini, che di quel rozzo appello a non far entrare Ratzinger all’università è stato sventurato primo firmatario, basterebbe ricordare che pochi mesi fa un vero fondamentalista, vero pericolo per l’umanità e vero reazionario come Ahmadinejad ha potuto liberamente parlare alla Columbia University. Con Cini, quanti difensori della laicità hanno perso la patente per parlare di libertà di pensiero, di parola, d’insegnamento? Speriamo che né il Vaticano né i suoi sostenitori vorranno trasformare questa brutta figura nazionale nell’occasione per ulteriormente alzare i toni della polemica. La Chiesa non ha bisogno di altri martiri. Paradossalmente, ma non tanto, verrebbe da dire ai cattolici: ora lasciate per un po’ il mondo laico da solo, a sbrigarsi questa faccenda. Lasciateci da soli, a confrontarci con le nostre paure, insicurezze, pigrizie, col terrore che s’incrini la certezza delle magnifiche sorti e progressive dell’umanità. Un papa che parla, una Chiesa che vuole farsi ascoltare e contare, e tutto un sistema va in tilt: non è un gran sistema. Viviamo in una società di costumi liberi, libertini, libertari, come poche altre volte s’è visto nella storia dell’umanità. Consumi e progresso sono le uniche religioni veramente rispettate. Ma basta davvero poco, basta che il papa teologo di una fede minoritaria porti fino in fondo alcuni ragionamenti dirompenti, e che un intellettuale giornalista lo sostenga con vivacità di iniziativa politica, perché la debolezza venga tutta allo scoperto. Mediocri docenti partoriti da una università fallimentare si sono incaricati di mettere in luce la fragilità di un sistema di idee falsamente progressista, tanto che ora se ne spaventano e prendono le distanze. Intelligenze declinanti come quella di Asor Rosa hanno recitato sulla scena pubblica, si spera per l’ultima volta, il funerale dell’antica forza del pensiero laico. Se questa è la scienza e questi sono coloro che dovrebbero diffonderla e difenderla, ce ne sentiamo distanti, e già non è che ne avessimo una fiducia incrollabile. Un’altra rifondazione s’impone. Ma non sappiamo davvero più da dove si possa cominciare&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-3455497905104485859?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/3455497905104485859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=3455497905104485859' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3455497905104485859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3455497905104485859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/ecco-un-vero-esempio-di-oscenit.html' title='Un vero esempio di oscenità (giornalistica).'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7363007508851692440</id><published>2008-01-16T03:37:00.000-11:00</published><updated>2008-01-20T00:49:51.237-11:00</updated><title type='text'>Arriva l'inquisizione mediatica: al rogo i nuovi eretici della Sapienza.</title><content type='html'>Si è scatenata una bagarre senza precedenti: tutti a impartire ipocrite lezioni di democrazia, accusando i firmatari dell’appello di fomentare insurrezioni contro il papa.  Alla fine, il pontefice “martire” ha scelto saggiamente di non partecipare all’evento e…. apriti cielo: politici e direttori di giornali, vomitano livore, vogliono mettere al rogo i nuovi eretici, i docenti fanatici e ignoranti che hanno osato “azzittire” il povero papa. “Gesto di intolleranza e paura”, enfatizza Ezio Mauro su Repubblica. “La Sapienza dovrebbe essere ribattezzata ignoranza”, gridano altri. Il presidente Napolitano parla di "inammissibili manifestazioni di intolleranza". Un tale sdegno mediatico bipartisan, è quasi surreale e non si era mai visto nemmeno per tangentopoli o per le intercettazioni telefoniche degli squallidi colloqui dei politici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7363007508851692440?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7363007508851692440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7363007508851692440' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7363007508851692440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7363007508851692440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/un-articolo-da-leggere-come-esempio-di.html' title='Arriva l&apos;inquisizione mediatica: al rogo i nuovi eretici della Sapienza.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5767113685649159485</id><published>2008-01-15T11:58:00.000-11:00</published><updated>2008-01-15T12:02:29.833-11:00</updated><title type='text'>Il commento del rettore Guarini.</title><content type='html'>Il Rettore ha dichiarato: "rispetto la decisione della Santa Sede anche se con rammarico. L'incontro con il Pontefice poteva rappresentare un momento importante di riflessione per credenti e non credenti su problemi etici e civili, quale l'impegno per l'abolizione della pena di morte, che sono la linfa vitale del nostro lavoro didattico e di ricerca. L'ascolto della voce di uno studioso che ha scritto su temi del nostro tempo sarebbe stato alimento per la libertà delle coscienze e per tutti coloro che si interrogano laicamente."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5767113685649159485?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5767113685649159485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5767113685649159485' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5767113685649159485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5767113685649159485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/il-commento-del-rettore-guarini.html' title='Il commento del rettore Guarini.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6769187421168419989</id><published>2008-01-15T09:56:00.000-11:00</published><updated>2008-01-16T11:17:36.934-11:00</updated><title type='text'>IIl papa decide di non partecipare alla kermesse della Sapienza e…. apriti cielo!</title><content type='html'>Alla fine, il Benedetto XVI ha saggiamente scelto di non partecipare alla kermesse e…. apriti cielo: da Prodi a Veltroni, da Casini a Berlusconi, tutti vorrebbero la testa dei responsabili “fanatici e intolleranti” che hanno osato sollevare un’obiezione.  Il Presidente Napolitano ha scritto una lettera al pontefice che verrà letta domani. La Cei parla di "intolleranza antidemocratica e chiusura culturale". Viene da dire da che pulpito. Anche Giuliano Ferrara, uno  dei tanti ciambellani di corte, rilascia un commento esilarante: "Dobbiamo vergognarci, e' un vero disonore. Per fortuna non mi sono laureato, altrimenti avrei rispedito alla Sapienza il certificato di laurea con su scritto: "siete un branco di asini". Beh, detto da un cinghiale del suo "peso" politico! Purtroppo, in questo paese di stampo borbonico, in questa repubblica delle banane, non si deve mai protestare contro nessun potente, ma stare sempre a capo chino e subire in silenzio.&lt;br /&gt;L’iniziativa dei colleghi della Facoltà di Scienze è condivisibile, non certo per ostracismo verso pontefice che può mettere piede alla Sapienza in qualsiasi altra occasione, per un confronto aperto. E nemmeno per censurare la forza delle sue opinioni, visto che il papa diffonde il suo “verbo” “urbi et orbi”, come e quando vuole, intervenendo a ruota libera su qualsiasi argomento. Quello che vorrei fosse chiaro, una volta per tutte, è che l’inaugurazione dell’anno accademico di un’università statale è un evento laico e tale dovrebbe rimanere. Come ha già puntualizzato Sergio Pimpinelli, non sono richieste operazioni di immagine, non è necessario ricorrere a ospiti eccellenti per cercare la luce dei riflettori. Se quell’ospite è poi un papa che non ha mai fatto mistero delle sue posizioni eufemisticamente “chiuse” rispetto al progresso scientifico, allora la protesta della Facoltà di Scienze è quasi scontata. Il rettore e il senato accademico della Sapienza avrebbero dovuto immaginarlo. Senza ritornare su Galileo, sono sfuggite altre esternazioni fatte da Benedetto XVI sulle cellule staminali e sull’evoluzione biologica. Purtroppo per il papa e per i suoi poco informati sostenitori, l’evoluzione è un ormai fatto provato da numerose prove sperimentali, le più recenti sono quelle che derivano dall’analisi comparata dei genomi di vari organismi, uomo incluso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6769187421168419989?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/esteri/benedettoxvi-18/reazioni-annullata-sapienza/reazioni-annullata-sapienza.html' title='IIl papa decide di non partecipare alla kermesse della Sapienza e…. apriti cielo!'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6769187421168419989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6769187421168419989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6769187421168419989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6769187421168419989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/il-papa-decide-di-non-partecipare.html' title='IIl papa decide di non partecipare alla kermesse della Sapienza e…. apriti cielo!'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8627830040542249947</id><published>2008-01-14T23:37:00.000-11:00</published><updated>2008-01-16T23:51:13.287-11:00</updated><title type='text'>Il papa alla Sapienza: lettera di Sergio Pimpinelli al Rettore Guarini.</title><content type='html'>Pubblico volentieri una lettera del collega Sergio Pimpinelli, direttore del Dipartimento di Genetica e Biologia Molecolare "Charles Darwin" della Sapienza, che interviene sulla questione del papa alla Sapienza, ormai ingigantita dai mass media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Rettore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premetto che con queste poche righe voglio esprimere alcune&lt;br /&gt;considerazioni che meriterebbero un'analisi più vasta e approfondita,&lt;br /&gt;ma in questo momento sento l'urgenza e il dovere morale di&lt;br /&gt;intervenire sulla questione dell'inaugurazione dell'anno accademico.&lt;br /&gt;Voglio esprimere la mia piena solidarietà ai docenti firmatari e la&lt;br /&gt;mia piena adesione al contenuto della loro lettera riguardo l'invito&lt;br /&gt;al Papa per l'inaugurazione dell'anno accademico.  Voglio anche&lt;br /&gt;esprimere la forte indignazione per la canea che si è instaurata nei&lt;br /&gt;mass media e nel mondo politico in maniera apparentemente&lt;br /&gt;irrazionale,  ma che ritengo in malafede, da parte di tromboni,&lt;br /&gt;trombette e zufoli culturalmente asfittici. Se ne sono lette e&lt;br /&gt;sentite di tutti i colori su un argomento che obbiettivamente non&lt;br /&gt;meritava tale risonanza data la situazione realmente mefitica in cui&lt;br /&gt;stiamo vivendo attualmente e sulla quale bisognerebbe riflettere in&lt;br /&gt;maniera seria (vedi  il problema spazzatura,  la tragedia della&lt;br /&gt;Tyssen su cui già non si riflette più anche se questo avrebbe dovuto&lt;br /&gt;maciullare le nostre coscienze in maniera indelebile, oppure il&lt;br /&gt;problema della prostituzione per le strade che in nome dell'iprocrito&lt;br /&gt;concetto di stato etico, nell'elaborazione del quale la chiesa non è&lt;br /&gt;certamente estranea, ci induce a vivere una situazione di degrado&lt;br /&gt;estremo come segno di profonda inciviltà).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritornando all'evento in questione, la peggiore mistificazione che&lt;br /&gt;ricorre in questo guazzabuglio mediatico è che si vorrebbe censurare&lt;br /&gt;il Papa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NON MI PARE CHE IL PAPA SUBISCA ALCUN TIPO DI CENSURA COME DIMOSTRATO&lt;br /&gt;DALLA SUA ONNIPRESENZA QUOTIDIANA IN TUTTI I MASS MEDIA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA LETTERA MI PARE SIA SEMPLICEMENTE UNA CRITICA AL RETTORE PER&lt;br /&gt;L'INVITO CONSIDERATO INOPPORTUNO DATE LE NOTE POSIZIONI DEL PAPA&lt;br /&gt;SULLA SCIENZA CHE CONTRIBUISCONO AD ACCENTUARE IL DIFFUSO&lt;br /&gt;ATTEGGIAMENTO ANTISCIENTIFICO CHE SI RESPIRA IN ITALIA E CHE CI RENDE&lt;br /&gt;UNO DEI PAESI PIÙ ARRETRATI DEL MONDO OCCIDENTALE IN MOLTI SETTORI&lt;br /&gt;DELLE BIOTECNOLOGIE , ENERGIA ETC..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio inoltre aggiungere  che considero l'invito inopportuno anche&lt;br /&gt;perché rivolto ad un capo di stato straniero il quale, tanto per&lt;br /&gt;gettare un sasso nel mare di ipocrisia pelosa che ci sta sommergendo,&lt;br /&gt;secondo i parametri canonici di democrazia, è basato su un sistema di&lt;br /&gt;potere antidemocratico  e religioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questa iniziativa  dipende da una strategia che punta a dare una&lt;br /&gt;malintesa visibilità alla Sapienza mediante la partecipazione di&lt;br /&gt;guest stars, per cui una volta viene invitato  un cantante  a&lt;br /&gt;recitare poesie, un'altra volta il Papa e poi magari qualche star del&lt;br /&gt;calcio o del wrestling,  l'iniziativa ha avuto successo!&lt;br /&gt;Tutto questo sarebbe però ancora più doloroso in quanto&lt;br /&gt;significherebbe che anche l'Università, l'ultimo baluardo del sapere&lt;br /&gt;e della razionalità,  e per questo profondamente laica e libertaria,&lt;br /&gt;è franato sotto i colpi della mediocrità, superficialità e cinismo&lt;br /&gt;che caratterizzano il modello di convivenza  civile attuale,&lt;br /&gt;perdendo quindi definitivamente  la sua funzione di risorsa a cui&lt;br /&gt;attingere per superare il buio culturale e comportamentale  che&lt;br /&gt;colpisce le società nei periodi di crisi come quello attuale.&lt;br /&gt;Mi dispiace ammetterlo,  ma ho il forte sospetto che sia proprio così&lt;br /&gt;per responsabilità dell'attuale gestione del nostro Ateneo che ha&lt;br /&gt;causato e sta causando, come ho già espresso in occasione di altri&lt;br /&gt;eventi , non pochi problemi a chi spende la sua vita lavorando in&lt;br /&gt;mezzo a mille difficoltà all'interno dell'Università.&lt;br /&gt;Un'ultima riflessione, poiché non tutto il male viene per nuocere,&lt;br /&gt;speriamo che questa iniziativa, avendo dato grande visibilità alla&lt;br /&gt;Sapienza, possa mantenere il nostro ateneo sotto i riflettori mass&lt;br /&gt;mediatici e questo possa contribuire a migliorare i comportamenti&lt;br /&gt;istituzionali di tutto il mondo accademico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti chiedo scusa per queste poche e frettolose considerazioni che&lt;br /&gt;spero possano  suscitare un dibattito più approfondito essendo&lt;br /&gt;l'Università il luogo ideale per la formazione di serie e&lt;br /&gt;approfondite riflessioni sul rapporto tra Scienza e Fede, Scienza e&lt;br /&gt;Società, Scienza e (ahinoi!) politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordiali Saluti&lt;br /&gt;Sergio Pimpinelli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8627830040542249947?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8627830040542249947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8627830040542249947' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8627830040542249947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8627830040542249947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/il-papa-alla-sapienza-lettera-del-prof.html' title='Il papa alla Sapienza: lettera di Sergio Pimpinelli al Rettore Guarini.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2678652947320666623</id><published>2008-01-13T10:16:00.000-11:00</published><updated>2008-01-15T10:19:41.729-11:00</updated><title type='text'>L’oscurantismo di papa Benedetto XVI approda alla Sapienza?</title><content type='html'>Benedetto XVI è stato invitato all'inaugurazione dell'anno accademico 2007-08 della Sapienza, il 705° dalla fondazione, che si terrà il 17 gennaio. La cerimonia sarà aperta dalla prolusione del rettore Renato Guarini. Seguiranno gli interventi del rappresentante degli studenti, Gianluca Senatore, e del personale tecnico amministrativo, Dina Bei Schmid. Una lectio magistralis dal titolo “Pena senza morte” sarà pronunciata da Mario Caravale, docente di storia del diritto italiano. Interverranno anche Walter Veltroni e Fabio Mussi. Benedetto XVI concluderà offrendo una sua "riflessione" alla comunità universitaria e poi visiterà la Cappella universitaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sessantina di colleghi della Facoltà di Scienze della Sapienza, tra cui molti Fisici, criticando questa operazione di facciata, hanno firmato un appello (pubblicato il 10 gennaio scorso su Repubblica) a sostegno di una lettera precedente inviata dal fisico Marcello Cini al rettore Guarini, chiedendo l'annullamento dell'invito al papa. La lettera di Cini è consultabile all'indirizzo:http://www.italialaica.it/cgi-bin/news/view.pl?id=007887.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ‘superfluo dire che condivido l’iniziativa dei colleghi della Facoltà di Scienze, non certo per ostracismo verso pontefice che può mettere piede alla Sapienza in qualsiasi altra occasione per un dibattito. E nemmeno per censurare la "potenza" delle sue parole, visto che il papa è libero di diffondere il suo “verbo” “urbis et orbis”, quando e come vuole, intervenendo a ruota libera su qualsiasi argomento. Quello che deve essere chiaro, una volta per tutte, è che l’inaugurazione dell’anno accademico di una università statale è un evento laico e tale dovrebbe rimanere. Non sono richieste operazioni di immagine, non è necessario ricorrere a ospiti eccellenti per cercare la luce dei riflettori. Se quell’ospite è poi un papa che non ha mai fatto mistero delle sue posizioni eufemisticamente “chiuse” rispetto al progresso scientifico, allora la protesta della Facoltà di Scienze è quasi scontata. Vorrei solo aggiungere che Ratzinger ha ribadito il suo atteggiamento "chiuso", mettendo in discussione le cellule staminali e anche l'evoluzione biologica. La teoria di Darwin «non è verificata scientificamente», e il solo approccio scientifico «non è sufficiente a spiegare l’origine della vita». Lo ha scritto in un libro che raccoglie gli atti di un convegno svoltosi a Castel Gandolfo lo scorso settembre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'appello ha suscitato grande scalpore: da quotidiani noti per essere da sempre  " aperti e democratici" come il Foglio, Il Tempo, Il Giornale ecc., sono stati scagliati strali e accuse di fuoco contro i firmatari dell'appello, ritenuti loro i veri oscurantisti e responsabili, secondo i giornalisti, di istigare una sorta di insurrezione contro il Papa, che potrebbe sfociare in atti di violenza. L'ex-ministro Gasparri ha addirittura dichiarato che i firmatari dovrebbe essere denunciati per istigazione a delinquere! Beh, visto come "nasce" politicamente Gasparri, non ci stupisce più di tanto: mi meraviglio che non abbia proposto purghe o deportazioni, come facevano i suoi "nonni" del fascio. E' proprio verò che in questo paese "borbonico" è vietato protestare contro i potenti, bisogna soltanto stare a capo chino e subire in silenzio.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il testo della lettera apparsa su Repubblica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;CONDIVIDIAMO appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini ha inviato al Rettore dell'Università La Sapienza di Roma a proposito della sconcertante iniziativa che prevede l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza (lettera che sostiene l'inopportunità dell'intervento e alla quale non è stata data finora risposta).&lt;br /&gt;A sostegno della critica di Marcello Cini aggiungiamo solo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Rattzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: " All'epoca di Galileo la chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, i nquanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenza, ci offendono e ci umiliano.&lt;br /&gt;In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato. &lt;br /&gt;______________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;a risposta dell'Ufficio stampa della Sapienza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandra Barberis Ufficio stampa Università La Sapienza di Roma &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lettera firmata da alcuni docenti della Sapienza relativa alla visita del Papa all'Università (ieri su Repubblica), riferisce che Benedetto XVI interverrà nell'inaugurazione dell'anno accademico, trascurando che inaugurazione e visita papale saranno due momenti diversi e tralasciando il contesto di valori nel quale il Pontefice sarà all'Università. &lt;br /&gt;La Sapienza inaugurerà l'anno accademico 2007-2008, dedicando la manifestazione all'impegno contro la pena di morte. L'Università intende infatti farsi promotrice di un appello alla comunità scientifica internazionale contro la pena capitale. La cerimonia si svolgerà secondo la tradizione accademica, con una relazione introduttiva del Rettore, alla quale seguiranno gli interventi degli studenti e del personale. Concluderà una lezione magistrale del professor Mario Caravale, dal titolo "Pena senza morte". &lt;br /&gt;Benedetto XVI, che giungerà dopo la cerimonia di inaugurazione, ha scelto di offrire in questa occasione una propria riflessione alla comunità universitaria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2678652947320666623?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2678652947320666623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2678652947320666623' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2678652947320666623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2678652947320666623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/in-difesa-di-galileo-e-della-scienza.html' title='L’oscurantismo di papa Benedetto XVI approda alla Sapienza?'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7766749646393360400</id><published>2008-01-11T11:03:00.000-11:00</published><updated>2008-01-14T23:35:54.285-11:00</updated><title type='text'>Settis, la lungimiranza di Mussi e i vestiti nuovi dell’Imperatore. Di Patrizio Dimitri</title><content type='html'>Condivido molte delle considerazioni fatte da Salvatore Settis nel suo articolo apparso su Repubblica il 9 gennaio scorso. In particolare, ritengo necessario che i concorsi universitari per ricercatori e docenti debbano essere delocalizzati, ovvero sottratti all’egemonia delle sedi locali e svolti a livello nazionale, e che le commissioni prevedano la presenza di esperti stranieri svincolati dai clan accademici.  Sinceramente, però, non sono d’accordo con il Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa quando, pur criticando questo governo “impotente”, di fatto assolve il “virile” ministro Mussi. Settis arriva addirittura ad attribuire a Mussi “grande lungimiranza”, anche in virtù della nomina del fisico Luciano Maiani a presidente del CNR; un risultato, in verità, un po’ misero, dopo quasi due anni di lavoro. &lt;br /&gt; Settis non è nuovo a questi elogi nei confronti del ministro. Su Repubblica del 5 settembre scorso aveva già scritto: “ Il "Corriere" ha pubblicato un articolo di Mussi che non lascia dubbi sulla sua determinazione ad agire” e ancora " E' lecito sperare nella cultura e nell'intelligenza politica del ministro Mussi". Frasi che hanno il sapore amaro delle ultime parole famose, visto quello che è accaduto in seguito. Non è proprio Mussi, in qualità di ministro, uno dei primi responsabili della desertificazione delle già magre risorse finanziarie e umane, che pesa come un macigno su università e ricerca? Non ha nulla a che fare Mussi con le inefficienze burocratiche e le lentezze pachidermiche del suo Ministero? Perché affrontare contemporaneamente una massa di problematiche complesse, quando sarebbero stato preferibile assegnare delle priorità? Perché scatenare un'enfasi normativa, come ha scritto l’onorevole Walter Tocci, che ha poi creato lo stallo? Gli esempi non mancano: l’iter controverso del nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori e dell’istituzione dell’Agenzia di valutazione di università e ricerca (Anvur); la creazione del nuovo Fondo di investimento per la ricerca scientifica e tecnologica (First) che non si sa bene di quanti e quali fondi sarà dotato; il blocco dei concorsi di ricercatore e professore; la scelta di Mussi di bandire un migliaio di posti di ricercatore secondo le vecchie e criticate regole, in attesa che sia approvato (se mai lo sarà) il nuovo regolamento; una scelta, forse irrinunciabile, che però rappresenta un fallimento; il grave ritardo del bando Prin 2007, che ha creato grande difficoltà e incertezza nel mondo della ricerca. Sensazioni consolidate dal fatto che, secondo voci di corridoio, i progetti non sono stati ancora assegnati ai revisori, a più di 2 mesi dalla scadenza del bando. E per finire, non dimentichiamo la riforma dei corsi di dottorato, che forse poteva anche attendere e, come se non bastasse, l’ultima "la perla" del “docente equivalente” (discussa nel topic precedente). Il tutto sapientemente condito dai pesanti tagli della finanziaria 2006, riproposti anche nella finanziaria 2007.  &lt;br /&gt;Se Mussi non può far fronte alle aspettative della parte sana del mondo universitario e della ricerca, alimentate dalle vane promesse pre-elettorali, allora, per coerenza, dovrebbe dimettersi, come annunciato in un intervista del 27 luglio 2006 al Manifesto. Disse allora Mussi "Nessuno si aspetta miracoli e abbondanza, ma se l'Italia, di fronte all'esplosione globale della spesa in ricerca e formazione superiore, annuncerà provvedimenti di definanziamento della ricerca, si tratterebbe di un'altra politica rispetto a quella con cui il centrosinistra si è presentato agli elettori. La si potrebbe fare, ma in quel caso ci vorrebbe un altro ministro .” Cosa fa, invece, questo ministro? Come nella fiaba “I vestiti nuovi dell’Imperatore” di Andersen, Mussi vede una realtà che non esiste, ma che gli fa comodo vedere. Rilascia interviste e compare in televisione lanciando i soliti proclami trionfalistici, sbandierando risultati e mostrando un ottimismo surreale. Magari fosse così semplice! Non basta fare l'elenco dei buoni propositi, occorre realizzarli. Uno dei tanti cavalli di battaglia di Mussi è il famoso “Patto per l’Università e la ricerca” firmato insieme a Padoa-Schioppa a settembre scorso. In realtà, si è trattato di una sorta di “patto col diavolo”, che ha avuto l’unico effetto di “dannare” l’Università, senza arrecarle il benchè minimo vantaggio. Ma almeno Faust, con Mefistolefe aveva fatto un po' meglio. Infatti, l’ultimo comunicato della CRUI ci dice che la situazione è drammatica: “Tenuto conto dei tagli, della mancanza del finanziamento per l’edilizia, degli oneri per gli incrementi stipendiali, il Fondo incrementale di 550 milioni di euro, al netto del riallineamento tra il 2007 e 2008, si è letteralmente volatilizzato e il saldo finale diventa addirittura negativo”.   &lt;br /&gt;In realtà, Mussi, come l’imperatore della fiaba, è “nudo” (solo metaforicamente, per nostra fortuna...), anche se vuol far credere a se stesso e agli altri di indossare vesti magnifiche, fatte di stoffe preziose. Settis, forse, non l'ha ancora capito, ma qualcun altro, sì. “E l'imperatore rabbrividì, perché sapeva che avevano ragione; ma intanto pensava: "Ormai devo condurre questa parata fino alla fine!", e così si drizzò ancora più fiero, mentre i ciambellani lo seguivano reggendo una coda che non c'era per niente”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7766749646393360400?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7766749646393360400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7766749646393360400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7766749646393360400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7766749646393360400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/settis-la-lungimiranza-di-mussi-e-il.html' title='Settis, la lungimiranza di Mussi e i vestiti nuovi dell’Imperatore. Di Patrizio Dimitri'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-7218319993232295929</id><published>2008-01-09T11:33:00.000-11:00</published><updated>2008-01-09T11:46:38.375-11:00</updated><title type='text'>"La fuga dei cervelli e un governo impotente" di Salvatore Settis.Da Repubblica del 9 gennaio 2008.</title><content type='html'>L'assegnazione appena annunciata dei primi fondi di ricerca del Consiglio Europeo delle Ricerche (ERC) merita una seria riflessione. Quello di ERC e' il piu' innovativo meccanismo per la ricerca in Europa, basato esclusivamente sul merito e garantito da una rigorosa peer review; e se quest'anno il bando (riservato ai giovani, entro nove anni dal dottorato) era di 300 milioni di euro, i bandi successivi cresceranno di anno in anno fino a coprire la cifra complessiva di sette miliardi e mezzo di euro.&lt;br /&gt;L'analisi dei risultati dei concorrenti italiani e' la miglior cartina di tornasole per giudicare lo stato della ricerca e dell'universita' in Italia, la cui crisi (irreversibile?) e' sotto gli occhi di tutti. Il confronto con l'Europa e' vitale per capire di che morte sta morendo la nostra universita'. Per questo primo bando ERC si e' avuto un numero altissimo di domande,oltre 9000, distribuite fra i vari Paesi in modo ineguale. Solo 300 i vincitori, appena uno su trenta (non si tratta di borse di studio, ma di fondi di ricerca che possono raggiungere i 2 milioni a testa). Nella lista dei concorrenti, l'Italia figurava al primo posto (1600 domande contro le 1000 della Germania, le 800 della Gran Bretagna, le 600 della Francia). Buon segno? No. Se tanti ricercatori italiani si sono rivolti all'Europa, e' perche' possono contare in Italia su risorse misere, a confronto di quelle dei loro colleghi tedeschi, olandesi, francesi. Ma alla prova dei fatti quale e' la percentuale di successo degli italiani? Su 300 vincitori, gli italiani sono 35, contro 40 tedeschi, 32 francesi, 30 inglesi. Risultato comunque notevole: l'Italia, prima per numero di domande, e' seconda in Europa per numero di vincitori. Anzi, se si guarda alla "pattuglia di testa" (i 53 ricercatori che hanno avuto il punteggio massimo, 10 su 10), l'Italia e' prima con 9 vincitori contro i 7 di Regno Unito e Germania, i 6 di Francia e Spagna. Dunque: l'Italia ha offerto a questi studiosi (eta' media: 35 anni) un adeguato ambiente di ricerca.&lt;br /&gt;Ma questa immagine positiva si capovolge se si guarda al futuro. Proprio perche' cosi' altamente selezionati, le scelte che i vincitori stanno facendo sono molto significative. La piu' importante di queste scelte e' dove essi intendono svolgere la propria ricerca, portandosi dietro in "dote" i fondi ERC (mediamente, un milione di euro a testa). Ed e' qui che l'Italia subisce una pesante sconfitta. Dei 35 vincitori italiani, solo 22 resteranno in Italia, gli altri 13 se ne vanno in Paesi con migliori strutture di ricerca, e dall'estero ne arrivano solo 3 (due polacchi e un norvegese). Il confronto con la Gran Bretagna e' devastante: dei 30 vincitori inglesi, 24 restano nel Regno Unito; ma ad essi si aggiungono ben 34 ricercatori di altri Paesi (tra cui 6 italiani) che hanno scelto di trasferirsi in Gran Bretagna. Per citare solo un altro caso, in Francia restano 27 vincitori francesi su 32, ma ne arrivano altri 12 da altri Paesi (tra cui 2 italiani). Insomma l'Italia, prima per numero di domande e seconda per numero di vincitori, precipita al settimo posto fra i Paesi che ospiteranno queste ricerche, sorpassata non solo da Gran Bretagna, Francia e Germania, ma anche dall'Olanda, ed eguagliata da Spagna e Israele (Paese associato all'Unione Europea per la ricerca). Peggio ancora se guardiamo alla "pattuglia di testa" dei vincitori col massimo punteggio: dei 9 italiani, ben 4 lasciano l'Italia per Inghilterra, Francia e Olanda.&lt;br /&gt;Questi numeri sono eloquenti. Per una volta, data la severa selezione che ha portato da 9167 domande a 300 vincitori, i numeri parlano in termini di qualita', non solo di quantita'. Ci dicono un'amara verita': l'Italia non attrae come ambiente di ricerca, i nostri giovani migliori non hanno fiducia nel proprio Paese, gli stranieri non considerano l'Italia fra le proprie opzioni. Abbiamo formato ottimi studiosi, ma li spingiamo ad andarsene. In questo saldo negativo, non e' solo l'immagine del Paese che si annebbia, ma e' il suo futuro, l'indirizzo delle sue politiche, dei suoi investimenti, dello sviluppo (o mancanza di sviluppo) che ci attende. Di una situazione tanto drammatica, il Governo non si mostra consapevole. La Finanziaria 2008 comporta un ulteriore calo dello stanziamento per le universita', che si estende anche al 2009 e al 2010: una de'bacle che ci lascia drammaticamente lontani dall'Europa, salvando a stento la spesa corrente e marginalizzando la ricerca. Ecco perche', dei 35 progetti vincitori italiani, ben 30 vengono da centri di ricerca o da Atenei particolari (Normale, Bocconi), solo 5 da dipartimenti universitari (Padova, Parma, Roma 1, Firenze, Napoli 1).&lt;br /&gt;Ma c´e' di peggio: dopo due anni di incomprensibile blocco dei concorsi per professore universitario, tutto quello che il Consiglio dei Ministri ha saputo fare (il 28 dicembre) e' riesumare gli squalificati concorsi secondo la legge Berlinguer del 1998, pilotati in sede locale onde garantire (nel 90% dei casi) la vittoria del candidato locale, senza alcun rispetto per il merito. Secondo il decreto "milleproroghe", la mesta riesumazione di questa legge-cadavere varrebbe per un solo anno, ma e' difficile crederlo. Se ci son voluti venti mesi di governo Prodi per rispolverare una normativa pessima senza cambiarne una virgola, quanti anni ci vorranno per inventarne una nuova? Intanto si aggirano fra Camera e Senato alcuni disegni di legge che gareggiano fra loro negli sciatti garantismi della promozione sul campo, dell'ope legis, delle terze e quarte fasce, del trionfo dell'anzianita' sul merito (ne ho scritto in questo giornale il 5 settembre e il 30 ottobre).&lt;br /&gt;In queste condizioni, l'emorragia dei migliori non solo continuera', ma e' destinata ad accentuarsi. Intanto da oltre un anno, nonostante le assicurazioni in contrario, non si e' riaperto il bando per il "rientro dei cervelli", che richiede qualche aggiustamento ma e' indispensabile per correggere, sia pure marginalmente, il saldo negativo, la fuga dei cervelli dall'Italia. E´ indicativo che in risposta al bando ERC tornino in Europa dall'America vincitori tedeschi, inglesi, francesi, spagnoli, finlandesi, svedesi, ma nemmeno un italiano: tanta e' la perdita di credibilita' del Paese sul fronte del "rientro dei cervelli".&lt;br /&gt;Il ministro Mussi e' capace di grande lungimiranza, come ha mostrato con la nomina di Luciano Maiani a presidente del CNR dopo una preselezione secondo i migliori standard internazionali. Si stenta a credere che egli possa accontentarsi, dopo due anni di paralisi dei concorsi, della miserevole soluzione che il Governo (stremato, si puo' supporre, dalla maratona della Finanziaria) ha varato fra Natale e Capodanno. E´ di moda accusare gli accademici di autoreferenzialita': ma non c´e' nulla di piu' autoreferenziale di questo ritorno al passato, quasi che esistano al mondo due soli modelli di universita', targati rispettivamente Berlinguer e Moratti. Viceversa, era ed e' ancora possibile agire sulla legge Moratti (che quanto meno de-localizza i concorsi) a livello regolamentare,correggendone le storture mediante una prima applicazione sperimentale che, tenendo conto delle esperienze europee, includa commissari anche non italiani (secondo le intenzioni dichiarate dallo stesso Mussi). Se cosi' non sara', i concorsi localistici che mortificano il merito scacceranno dall'Italia i giovani migliori, saranno una barriera impenetrabile per gl studiosi stranieri, renderanno irreversibile il processo di marginalizzazione e provincializzazione della nostra universita'. La politica dello struzzo a cui assistiamo con sgomento puo' solo condurre la ricerca e l'universita' italiana alla rovina. E´ troppo sperare che il Governo risponda a questo drammatico problema non con ulteriori placebo, ma con un incisivo progetto culturale e politico?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-7218319993232295929?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/7218319993232295929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=7218319993232295929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7218319993232295929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/7218319993232295929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/la-fuga-dei-cervelli-e-un-governo.html' title='&quot;La fuga dei cervelli e un governo impotente&quot; di Salvatore Settis.Da Repubblica del 9 gennaio 2008.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5524250764252087786</id><published>2008-01-05T01:10:00.000-11:00</published><updated>2008-01-05T21:57:29.743-11:00</updated><title type='text'>L'ultima trovata di Mussi: l’unità di misura dei docenti.</title><content type='html'>Pubblico volentieri il commento dell'ANDU sul surreale art. 11 del Decreto di Mussi che riguarda i requisiti qualificanti dei Corsi di laurea formativi . Il "docente equivalente" è l'ultima sorprendente "magia" che esce dal cappello a cilindri del Ministro. Anche in questo caso, dove sono i contenuti e gli aspetti culturali? Purtroppo sembrano messi in secondo piano, sopravanzati da regole e cifre decise a tavolino. E di valutazione, neanche a parlarne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La perla del "Docente Equivalente". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'art. 11 del Decreto del Ministro Mussi sui Requisiti per i Percorsi Formativi riporta nell'allegato D quali sono i "requisiti qualificanti" dei Corsi di Laurea e Corsi di Laurea Magistrale ai fini della valutazione dei programmi proposti dagli atenei per il triennio 2007-2009 e, quindi, anche degli incentivi economici loro riservati. Tale allegato, nel precisare gli indicatori di qualità nei programmi degli atenei, elenca tra i criteri necessari: un rapporto "docenti equivalenti / totale docenti di ruolo" 0.8, assegnando al "docente equivalente" un peso 1 per i professori ordinari, peso 0.7 per i professori associati e peso 0.5  per i ricercatori.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica vengono presi a riferimento i pesi relativi delle rispettive retribuzioni. Un tale criterio ci fa sorridere amaramente perche' come sempre si pongono vincoli burocratici definiti (a capocchia) a priori invece di andare a controllare a posteriori i risultati conseguiti. In pratica si  prevede che un corso triennale possa essere definito "eccellente" se vi insegnano almeno 8 Ordinari e 4 Associati, ma non lo sia se ci sono 9 Associati e 3 Ordinari. Non parliamo poi dei corsi che impegnano diversi ricercatori, perche' basta che in un corso insegnino 5 di loro (e non sono pochi i corsi triennali in queste condizioni) per impedire comunque a priori qualunque aspirazione all'eccellenza.  &lt;br /&gt;Il Ministro pare non accorgersi che l'eccellenza non puo' essere associata a priori alle etichette, ma va verificata sul campo. Si accettano proposte di definizione di un "Ministro U.R. equivalente"."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5524250764252087786?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://cnu.cineca.it/' title='L&apos;ultima trovata di Mussi: l’unità di misura dei docenti.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5524250764252087786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5524250764252087786' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5524250764252087786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5524250764252087786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2008/01/lunit-di-misura-dei-docenti.html' title='L&apos;ultima trovata di Mussi: l’unità di misura dei docenti.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5142774623002718378</id><published>2007-12-23T01:43:00.000-11:00</published><updated>2008-01-05T01:28:24.575-11:00</updated><title type='text'>Triste Natale per università e ricerca.</title><content type='html'>Tristi notizie dal Natale della finanziaria: il governo Prodi, come un chirurgo sadico e di mano malferma, per il secondo anno di fila ha inciso tagli profondi nelle carni già martoriate della ricerca scientifica italiana. Nel maxiemendamento sono stati “scippati” 92 milioni di euro destinati ad atenei ed enti pubblici di ricerca. I tagli serviranno per accontentare i trasportatori e per altre “micromisure” risultate prive della copertura prevista. A poco è valso il “patto per università e ricerca” firmato a settembre dai ministri Mussi e Padoa-Schioppa: qui a “schioppare” saranno docenti e ricercatori, privati delle necessarie sovvenzioni. Che strano, i politici così trasversalmente prodighi di belle frasi di circostanza nei confronti di ricerca e formazione, al momento di fare i fatti vengono sempre colti da gravi amnesie. L’anno scorso, Rita Levi Montalcini votò la finanziaria al Senato solo grazie alla promessa, poi non mantenuta dal governo, di inserire provvedimenti a favore della ricerca. Ricordate le risposte di Bindi, Letta e Veltroni su "Europa”,  in risposta alla nostra appello firmato da più di 500 colleghi? I tre sottolinearono con grande enfasi che  il sostegno della ricerca era una priorità del Partito Democratico. Perchè ora tacciono? Mussi, invece, come un anno fa finge di protestare, sbuffa, borbotta, chiede rimedi, ma in mente ha solo la sua Sinistra Democratica. Ormai è tutto tristemente chiaro: con una classe politica tanto inaffidabile quanto inossidabile, la ricerca scientifica sarà sempre la cenerentola di un paese “borbonico”. Arriverà mai un bel principe a restituirle la giusta dignità?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5142774623002718378?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5142774623002718378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5142774623002718378' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5142774623002718378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5142774623002718378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/12/tristi-notizie-dal-natale-della.html' title='Triste Natale per università e ricerca.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4964774255335583</id><published>2007-11-15T04:30:00.000-11:00</published><updated>2008-02-01T03:42:00.099-11:00</updated><title type='text'>Si sta come d'autunno, di Patrizio Dimitri</title><content type='html'>"Soldati"&lt;br /&gt;Bosco di Courton luglio 1918&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Si sta come&lt;br /&gt;d'autunno&lt;br /&gt;sugli alberi&lt;br /&gt;le foglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual'è il nesso tra la poesia “Soldati” di Ungaretti e la ricerca scientifica, direte voi?  Beh, non bisogna essere dei critici letterari per cogliere l'analogia con la precaria condizione della ricerca e dei ricercatori nel nostro “bel” paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come molti di noi sanno, dopo più di un anno di legislatura, sia nel campo dei concorsi che in quello della valutazione e dei fondi alla ricerca, le riforme promesse sono ancora immerse in acque stagnanti. La storia infinita del bando PRIN 2007 ne è il tragico esempio. Il bando è uscito per la prima volta in 11 anni, con un grave ritardo di ben 6 mesi sulla tempistica prevista creando gravi difficoltà a migliaia di ricercatori e precari. Infatti, la ricerca, al contario della politica italiana, è un’attività soggetta a forte competizione ed una sua interruzione o limitazione, per mancanza di fondi e personale, può comportare gravi ritardi e danni irreversibili. Questa tremenda stagnazione ha generato precarietà, disorientamento e frustrazione nella comunità dei ricercatori. Nel mio laboratorio, ad esempio, due ottimi elementi che avevano conseguito il dottorato di ricerca e pubblicato su ottime riviste internazionali, sono stati costretti ad abbandonare, perchè non era possibile prospettare loro una programmazione certa. Chi ci risarcirà di questi ed altri danni? In molti paesi europei la programmazione della ricerca pubblica si fa in largo anticipo, mentre i nostri politici si confermano maestri  d'improvvisazione, una qualità che sarebbe certo più apprezzata in un gruppo jazz.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed il Ministro Mussi cosa fa? Nel corso del programma Exit, ha continuato a citare i suoi interventi a favore della ricerca pubblica. Ma dove vive? Forse in una realtà parallela dove le persone sembrano le stesse, ma in realtà non lo sono e gli eventi hanno esito diverso? La sua immaginazione è degna di Philip Dick. Purtroppo, Mussi parla bene, anzi benissimo, ma razzola male, anzi malissimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4964774255335583?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4964774255335583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4964774255335583' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4964774255335583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4964774255335583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/11/si-sta-come-dautunno-la-precaria.html' title='Si sta come d&apos;autunno, di Patrizio Dimitri'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-1286009355810962858</id><published>2007-11-12T04:10:00.000-11:00</published><updated>2007-11-12T04:14:25.530-11:00</updated><title type='text'>Ricerca, Atto di accusa firmato PD, di Mario Lavia, Europa 23-10-2007</title><content type='html'>Inserisco tardivamente il commento di Mario Lavia ad un articolo di Walter Tocci pubblicato su "Italianieuropei". Purtroppo, non sono ancora riuscito a reperire il testo dell'articolo originale di Tocci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È «con amarezza» che Walter Tocci ha scritto un lungo articolo su Italianieuropei nel quale fa pelo e contropelo al governo sul tema ricerca e università. Un’amarezza comprensibile, poiché l’autore, deputato del Pd, ex diessino, da anni segue con passione e competenza le vicissitudini di un settore di cui si parla tantissimo ma per il quale si fa pochissimo. Nelle settimane scorse Europa si è fatta tramite del disagio di un nutrito gruppo di scienziati sollecitando le repliche di Veltroni, Letta e Bindi. E continuerà a seguire la questione.&lt;br /&gt;L’articolo di Tocci – “Un anno di governo per ricerca e università” – è una rassegna degli errori e dei ritardi che il governo Prodi può “vantare” a dispetto delle sue proclamate intenzioni. «Il programma elettorale del centrosinistra – ricorda Tocci – proponeva di disboscare la selva normativa cresciuta negli ultimi decenni (...) premiando il merito sulla base di risultati rigorosamente verificati e investendo risorse su questa opera di rinnovamento.&lt;br /&gt;Era una linea semplice e si poteva riassumere con tre verbi: valutare, delegificare e investire. Purtroppo è accaduto esattamente il contrario ».&lt;br /&gt;C’è stato «un blocco operativo della valutazione», si è registrata «un’enfasi normativa» tale da far raggiungere «il record tutto italiano di un numero spropositato di leggi in vigore circa 700 solo per l’università », fino all’«autolesionismo» di soldi stanziati (300 milioni per i bandi di ricerca) allocati anziché sui fondi già esistenti su un nuovo fondo per il quale bisogna scrivere un nuovo regolamento eccetera eccetera... Una specie di Azione parallela che «ha bloccato di fatto se non di diritto i concorsi per ricercatore », e così «si sono persi nove mesi». Dulcis in fundo, «la Finanziaria ha tagliato i bilanci di università, enti e ministero». Qui sotto accusa è la politica economica del governo: «I soloni di via XX settembre sostenevano che fosse necessario per salvare la finanza pubblica e rimettere in piedi l’Italia, poi si è scoperto il tesoretto, che tutti considerano una buona notizia, mentre si tratta della plateale conferma di un grave errore di previsione ».&lt;br /&gt;Tutto è perduto? No. Si tratta però «di mettere in campo azioni concrete per aiutare quei riformatori che pur camminando controvento stanno già facendo una buona ricerca e una bella università, senza scoraggiarli con vecchie politiche ». Si può «correggere la rotta ». Ma il tempo non è dalla parte del governo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-1286009355810962858?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/1286009355810962858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=1286009355810962858' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1286009355810962858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/1286009355810962858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/11/ricerca-atto-di-accusa-firmato-pd-di.html' title='Ricerca, Atto di accusa firmato PD, di Mario Lavia, Europa 23-10-2007'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-3268200483532250556</id><published>2007-10-31T05:01:00.000-11:00</published><updated>2007-10-31T05:52:27.341-11:00</updated><title type='text'>Chi ha paura della valutazione? Di Marta Rapallini</title><content type='html'>Inserisco volentieri l'intervento di Marta Rapallini, Segreteria particolare Sottosegretario MiUR, in risposta al comunicato ANDU del 29 ottobre. &lt;br /&gt;Anche io sono convinto, e l'ho scritto più volte (vedi post del 18 ottobre), che una seria valutazione di ricercatori e docenti sia un punto imprescindibile per la riforma del sistema università-ricerca. Se si vuole innescare un cambiamento reale e produttivo, se si vuole bonificare la palude degli assenteisti e dei nullafacenti, non bisogna sottrarsi alla valutazione. A mio parere, il requisito fondamentale per una valutazione seria, è  che questa debba essere condotta da persone esperte, studiosi con un buon curriculum scientifico, molti dei quali stranieri e, quindi, meno avvezzi ad inciuci, nepotismi e localismi. Se la valutazione sarà fatta sempre dagli stessi personaggi, spesso solo burocrati, maestri nell'esercizio del potere, allora potremo scordarci qualsiasi cambiamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spett.le ANDU, &lt;br /&gt;rispondo al vostro comunicato del 29 ottobre. Credo che sia ora di fare chiarezza e credo che sia ormai non più procrastinabile che l’università italiana, e con essa ovviamente i suoi docenti e ricercatori, decidano in quale direzione andare. Perché se la direzione e’ quella dell’autonomia responsabile il ricorso alla valutazione dell’Anvur deve essere considerato strumento indispensabile per il Governo del sistema. Viceversa se la direzione fosse quella della “centralizzazione” del sistema (opposto dell’autonomia) allora l’Anvur diverrebbe strumento del Governo.&lt;br /&gt;Questo Governo finalmente ha compiuto, con l’istituzione dell’Anvur, un passo decisivo verso la creazione, anche in Italia, di un organismo terzo, indipendente di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Ruolo decisivo in questa azione lo ha avuto proprio il Ministro Mussi e voi dell’ANDU lo ricorderete senz’altro poiché avete partecipato, insieme a tutti i sindacati, a lunghe riunioni in cui il ministro ha illustrato e difeso la “sua” agenzia dai conservatorismi presenti nel sistema.&lt;br /&gt;Voi e altri dite che l’Anvur dovrebbe limitarsi a valutare le istituzioni e le strutture. Bene ma mi chiedo, come fa l’Anvur a valutare istituzioni, sedi e strutture se non anche attraverso la valutazione del lavoro dei suoi docenti e ricercatori? Perché una università autonoma non dovrebbe chiedere di conoscere quali sono i gruppi di ricerca o i docenti che contribuiscono maggiormente alla sua crescita? Perché la stessa università autonoma non dovrebbe, nelle sedi opportune, incentivare il l’operato di questi suoi docenti e ricercatori? Io penso che gli incentivi che la L. 370/99 aveva istituito abbiano fallito il loro obbiettivo perché le università non avevano le strutture adatte a valutare il lavoro del loro personale: l’Anvur potrà servire anche a questo. Per obbiettivo fallito intendo che l’unico, o quasi, criterio di attribuzione degli incentivi è sempre stato la distribuzione uniforme cosa che, spero che tutti siano d’accordo, è l’opposto dell’incentivo.&lt;br /&gt;Mi chiedo ancora: perché se il merito di docenti e ricercatori diventerà elemento importante per l’assegnazione di una quota, seppur ancora piccola, di finanziamento premiale alla struttura, non potrà essere uno dei tasselli della carriera di un docente? Anche a questo proposito ogni posizione sottintende una visione del sistema. Credo che sia giusto, e spero tanti come me, che un docente o ricercatore venga reclutato presto nel sistema, con un ruolo non precario ma stabile. A questa idea si oppone un certo conservatorismo che crede che solo una ristretta cerchia di autorevoli professori anziani siano in grado di decidere quali “giovani”, ma non troppo, siano sufficientemente “maturi” per accedere al ruolo. Ma questo imprimatur non può avvenire troppo presto per ovvi motivi. In coerenza, ecco il proliferare di una selva di contratti, assegni, borse e quant’altro per mantenere un bacino stabile di “giovani” da cui l’autorevole gotha delle università possa cooptare. A questa visione gerarchica e antica dell’università non si può rispondere con una autonomia irresponsabile come troppo spesso abbiamo visto fare in questi anni. L’atto di reclutamento, che deve necessariamente essere serio, trasparente e scientificamente valido, non può essere però l’unico atto con cui un ateneo autonomo valuta i docenti e i ricercatori che operano presso di sé. Il reclutamento deve avvenire presto, quindi su una personalità scientifica ancora non completamente definita, ad esso perciò devono seguire, a cadenza diversa, valutazioni scientifiche dei docenti e ricercatori. E’ garanzia del sistema, degli atenei e dei singoli docenti e ricercatori se queste valutazioni periodiche verranno effettuate dall’Anvur proprio a causa della sua terzietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo all’emendamento Tocci et al. Esso esprime un concetto già presente in un comma nel testo del regolamento per il reclutamento dei ricercatori proposto dal MiUR. Concetto anche più volte ribadito dagli esponenti del Ministero, il Ministro in primis ovviamente. Il regolamento, tutt’ora all’attenzione del Consiglio di Stato, nella sua versione finale ha dovuto essere privato di quel comma per problemi tecnico-giuridici. Quindi l’emendamento, lungi dall’essere un golpe, traduce proprio quanto sopra esposto, ovvero indica la direzione verso cui questo Governo, e in particolare il Ministro Mussi, vogliono orientare il sistema: più responsabilità, meno precarietà, meno arbitrarietà, più trasparenza. L’emendamento ha sollevato, e in questo concordo con quanti lo hanno osservato, un’ingiusta differenziazione tra ricercatori e professori. Ma anche per questo la motivazione è solo tecnico giuridica: un articolo sui ricercatori non può contenere un comma sui professori. Ma si tratta di un primo passo infatti il Senato, comprendendo questo, ha votato un ordine del Giorno che impegna il Governo ad introdurre questo aspetto in una visione organica.&lt;br /&gt;Quindi qualsiasi decisione che andasse in una direzione diversa da quella contenuta nel regolamento di reclutamento e dal coerente emendamento in VII commissione della Camera, rappresenterebbe sì un cambio di rotta di questo Governo. La coerenza non è tutto ma la chiarezza è davvero indispensabile per trarre da un sano confronto politico la via giusta da seguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marta RapalliniArea sapere DS-Ulivo, Segreteria particolare Sottosegretario MiUR&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-3268200483532250556?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/3268200483532250556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=3268200483532250556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3268200483532250556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3268200483532250556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/10/chi-ha-paura-della-valutazione-di-marta.html' title='Chi ha paura della valutazione? Di Marta Rapallini'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4889661997706457844</id><published>2007-10-18T09:15:00.000-11:00</published><updated>2007-10-19T10:50:09.949-11:00</updated><title type='text'>Basta parole, adesso servono i fatti, di Patrizio Dimitri</title><content type='html'>Inserisco un mio commento sulle risposte di Rosy Bindi, Enrico Letta e Walter Veltroni alla nostra lettera aperta del 26 settembre. Una versione riveduta e un po' "maciullata" del commento è stata pubblicata oggi da Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rosy Bindi, Enrico Letta e Walter Veltroni hanno risposto all’appello di centinaia di docenti e ricercatori apparso su Europa il 26 settembre scorso, affermando che il Partito Democratico sosterrà università e ricerca. I tre candidati, con una dose forse eccessiva d’ottimismo, intravedono anche segnali incoraggianti. Non ce ne vogliano, ma dopo un anno e mezzo di legislatura, questi segnali sono ancora troppo flebili, direi quasi omeopatici. Cerchiamo di vedere perché. &lt;br /&gt;La “mitica” agenzia di valutazione (ANVUR) fluttua ancora nel mondo delle idee platoniche: il Consiglio di stato, infatti, ne ha bocciato il decreto. I progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN) sono usciti per la prima volta in 11 anni con un ritardo di 6 mesi, dopo la bocciatura da parte della Corte dei Conti, ed il budget stanziato di 74 milioni di euro somiglia molto ad un’elemosina. Ci assicurano che arriverà a 150 milioni grazie a fondi sbloccati in finanziaria, ma di questi tempi è meglio essere cauti. Bisogna anche dire che le nuove norme del PRIN  sono state modificate al fotofinish, rispetto a quelle eleborate in precedenza dal sottosegretario Modica, e le modifiche non sono certo migliorative (per i dettagli leggete il precedente commento del Rettore dell'Università di Camerino, Fulvio Esposito). Per continuare con l’elenco dei successi, il nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori è stato anch’esso bocciato dalla Corte dei Conti. Il Ministro Mussi ha ottenuto lo sblocco di 20 milioni di euro per bandire 1000 posti di ricercatore da espletare con le vecchie e criticate norme, un atto dovuto, non c’è che dire, anche se non si può evitare di constatare l’aspetto grottesco della vicenda. I finanziamenti andranno solo alle università che hanno un rapporto tra spese per stipendi e fondi di finanziamento ordinario inferiore al 90%, e ad ogni posto verrà destinato il 50% del budget necessario, il resto dovranno mettercelo gli atenei. &lt;br /&gt;Queste ed altre vicende, da cui è emersa anche una buona dose di superficialità ed improvvisazione da parte del Governo, hanno generato precarietà, disorientamento, frustrazione e rabbia nella comunità dei ricercatori. Non a caso, l’on. Modica per primo ha fatto una sincera e sofferta autocritica che è stata da noi apprezzata.  &lt;br /&gt;La verità è che la ricerca pubblica è da sempre un optional nel nostro paese: belle parole, buone intenzioni e patti di solidarietà firmati da Ministri che poi si traducono in poche risorse. Basti pensare che la finanziaria ha previsto per il 2008 solo 80 milioni di euro per la ricerca, un altro magrissimo bottino. &lt;br /&gt;Nonostante questi problemi, la ricerca italiana è, in media, molto competitiva nel contesto internazionale e Mussi lo sa bene. Un risultato sorprendente raggiunto grazie a professori, ricercatori e precari sottopagati, che da sempre si fanno in quattro per “mandare avanti la baracca”, svolgendo didattica e ricerca con passione e competenza, anche al posto di chi all’università non mette mai piede. Sono quelli che l’onorevole Walter Tocci ha chiamato “eroi civili”, figure che hanno poco peso nel mondo accademico, emarginati o assorbiti da un lavoro che concede poche pause. Figure che non fanno notizia e vengono confuse, dal fumoso qualunquismo dei media, nella stessa “bolgia infernale”, con nepotisti, corrotti e fannulloni. &lt;br /&gt;Ormai, però, gli “eroi civili” sono stremati: passione e dedizione non bastano più.   Occorre ristabilire equità e serietà, iniziare a bonificare le paludi degli sprechi, distribuire le risorse a chi ha dimostrato di saperle far fruttare, premiando in base ai risultati e non ai legami familiari, assegnando incentivi stipendiali a chi fa bene il proprio lavoro. C’è bisogno di aria nuova, come dice Veltroni, ma anche di persone nuove. Per avviare il cambiamento sarà necessario un sistema di valutazione, trasparente e più oggettivo possibile, dell’attività didattica e scientifica, che premi competenza e serietà. E allora, l’ANVUR, se mai vedrà la luce, dovrà essere veramente svincolata da politica ed accademia, i concorsi non dovranno più essere guidati dai “soliti noti” e nelle commissioni si dovrà prevedere la presenza di esperti di rilievo internazionale, meglio se stranieri, perché svincolati da baronie locali. Dobbiamo evitare che si perpetui la logica gattopardesca del “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Purtroppo, il nuovo regolamento sul reclutamento dei ricercatori appare un ibrido tra concorsi locali e nazionali che difficilmente estirperà localismo e nepotismo. &lt;br /&gt;E’ auspicabile, come dice la Bindi, che il dibattito tra ricercatori e politici, apertosi su “Europa”, non si limiti ai soli momenti elettorali, ma prosegua, per arrivare in tempi brevi a riforme condivise e risolutive a favore di Università e Ricerca. E’ necessario che alle parole seguano finalmente i fatti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4889661997706457844?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4889661997706457844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4889661997706457844' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4889661997706457844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4889661997706457844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/10/basta-parole-adesso-servono-i-fatti-di.html' title='Basta parole, adesso servono i fatti, di Patrizio Dimitri'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-2048434412723776446</id><published>2007-10-13T10:02:00.000-11:00</published><updated>2007-10-13T10:05:43.488-11:00</updated><title type='text'>Ricerca, così non basta, di Rosy Bindi</title><content type='html'>Su Europa del 12 ottobre viene pubblicata la risposta di Rosy Bindi alla nostra lettera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari Professori e Ricercatori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; la vostra lettera, prima e più che domande a noi candidati segretari del Partito Democratico, esprime la delusione del mondo universitario rispetto al governo di cui anch'io faccio parte. Delusione forte quanto le attese e le speranze che il programma dell'Unione aveva suscitato. E' segno di responsabilità che la prima e piú circostanziata risposta sia venuta da Luciano Modica, sottosegretario all'Università; ed è segno di responsabilità rispondervi riprendendo in larga misura la risposta di Modica, come hanno fatto anche Letta e Veltroni in questi stessi giorni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In questo spirito è giusto ricordare quanto il governo ha pur fatto. Il varo dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), e, prima che sia operativa, l'aggancio dei nuovi posti al numero di giovani formati e alla qualità della ricerca secondo il CIVR (Comitato di Indirizzo per la valutazione della Ricerca); il bando dei primi  posti da ricercatore su fondi 2007, stimati in 20 milioni di € (benché, purtroppo, ancora con le vecchie regole); i successivi 1200 posti da ricercatore fra 2008 e 2009 con le nuove regole; la recente approvazione del disegno di legge delega sul riordino degli enti di ricerca; il recentissimo sblocco, ancorché con molto ritardo, dei fondi PRIN; il patto per l'università e la ricerca col Ministero della Salute del 2006 e quello col Ministero dell'Economia presentato lo scorso agosto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Mi permetto di aggiungere una novità sfuggita perfino all'elenco di Modica e secondo me importante: il nuovo metodo di selezione dei vertici degli enti di ricerca. Il Comitato di alta consulenza, composto da scienziati italiani e stranieri di fama mondiale, dovrà indicare una rosa di nomi tra cui il ministro Mussi individuerà la personalità da proporre al Consiglio dei Ministri e al Parlamento per la nomina a Presidente del Cnr. La designazione del Comitato costituisce il terzo esempio (dopo quello dell'Agenzia Spaziale Italiana e dell'Istituto Nazionale di Astrofisica) di affidamento alla stessa comunità scientifica delle procedure di scelta degli organi direttivi degli enti di ricerca, e rappresenta a mio avviso una vera rivoluzione. La politica si spoglia di una prerogativa che in Italia aveva avuto da sempre (e spesso utilizzato male), e allinea il Paese agli standard internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Si tratta solo di segnali e non ancora dei fatti che università e ricerca reclamano. Riconosco anch’io, come osserva Modica, che un punto strategico del programma dell'Unione, quello della priorità da assegnare al tema del sapere in un'economia della conoscenza, è stato finora mancato, con quei risultati potenzialmente catastrofici, da voi stessi segnalati: soprattutto un'ulteriore emorragia dei cervelli e un elevato  invecchiamento del corpo docente.. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In che modo impegnarsi, nello stretto sentiero imposto dai vincoli del risanamento finanziario, per realizzare questo punto chiave del programma dell'Unione entro la legislatura, e raggiungere, per fare un esempio, gli standard scientifici e universitari della Spagna di oggi, che ha risalito la china e ci ha superati grazie ad un'incisiva e relativamente breve azione di governo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che ciò si possa realizzare anche  promuovendo un partito capace di dialogare in permanenza,  non solo nei momenti critici o elettorali, con i migliori docenti e scienziati, anche quelli, ovviamente, che non votano per il centrosinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Pd, per essere anello di collegamento fra cittadini e istituzioni secondo il suo ruolo costituzionale, per proseguire e potenziare una compatta e coerente azione dei propri ministri in favore della priorità del sapere, deve recuperare e valorizzare le migliori competenze ed esperienze del Paese, affinché il programma dell'Unione si traduca in articoli delle leggi finanziarie ed in interventi mirati ed efficaci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lasciatemi dire che nel 2006 siamo partiti dalle macerie, sia nei finanziamenti che nel campo specifico della ricerca e dell'università, e abbiamo ancora davanti a noi più di tre anni. Non è tempo di predisporre un nuovo programma o prefigurare un nuovo governo: si ripartirebbe da risultati ancora troppo limitati proprio nel campo della ricerca e dell’università, nel quale covano non solo delusioni e richieste di maggior rinnovamento, ma anche potenti resistenze trasversali alle poche buone azioni finora intraprese.&lt;br /&gt; Ma ora, invece, è  il tempo di dimostrare che il governo Prodi può e sa mantenere le promesse del suo programma ed il Partito Democratico deve saper fare la propria parte per vincere la sfida di un’Italia più libera, più ricca e più giusta perché investe nella cultura, nei saperi e nella ricerca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-2048434412723776446?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/2048434412723776446/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=2048434412723776446' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2048434412723776446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/2048434412723776446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/10/ricerca-cos-non-basta-di-rosy-bindi.html' title='Ricerca, così non basta, di Rosy Bindi'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-8050523579871633778</id><published>2007-10-05T19:36:00.000-11:00</published><updated>2007-10-10T09:02:52.245-11:00</updated><title type='text'>Così il Pd sosterrà la ricerca, di Walter Veltroni</title><content type='html'>Su "Europa" del 6 ottobre scorso viene pubblicata la risposta di Walter Veltroni alla nostra lettera aperta del 26 settembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento degli scienziati e dei ricercatori pubblicato nei giorni scorsi da Europa pone problemi reali. Il sistema della ricerca, in Italia, soffre di una mancanza di fondi, di una carenza di programmazione, di una scarsa considerazione del merito. È vero che anche la ricerca non può che soffrire la situazione dei conti pubblici del paese, la più pesante delle eredità del centrodestra. Così come è vero che alcune recenti proposte di riforma, dalle nuove regole per il reclutamento dei ricercatori al nuovo strumento di finanziamento dei progetti di ricerca volto a integrare i fondi per la ricerca di base con quelli della ricerca applicata, si sono scontrate con lentezze procedurali che vanno superate. In questo come in altri campi. Ma al di là di questo, i firmatari del Manifesto pongono un problema più generale. Il Partito democratico saprà davvero fare della ricerca una priorità? Saprà, cioè, scegliere il futuro contro i particolarismi, saprà riconoscere il ruolo decisivo che le risorse immateriali, vale a dire l’attività della ricerca, il sapere che c’è nella testa delle persone e che poi si traduce in concreta innovazione e diffusione di conoscenza, hanno nel determinare i livelli di produttività e di competitività del paese? Saprà far vivere l’idea che solo uno sviluppo basato sulla conoscenza può essere ambientalmente e socialmente sostenibile, può tenere insieme crescita economica, benessere e libertà delle persone? Affermare nei fatti queste priorità è una delle ragioni fondative del Partito democratico. Costruire le condizioni per cui l’Italia possa crescere nell’economia e nella società della conoscenza è una delle sue ragioni d’essere. Ci sono alcuni fatti che lasciano ben sperare. Il primo è l’approvazione in via definitiva del disegno di legge delega sul riordino degli Enti di ricerca, che dà agli Enti autonomia statutaria, liquida le intromissioni lottizzatrici dei partiti all’interno dei loro organismi direttivi, li libera da un eccesso di legislazione, rende la comunità scientifica responsabile dell’organizzazione del proprio lavoro e dei propri risultati. Il secondo è il cammino dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema dell’Università e della ricerca, pensata per riconoscere le eccellenze e individuare le criticità del sistema, per promuoverne la crescita e la qualità. Concretamente, vuol dire che si potrà rafforzare l’indispensabile legame tra valutazione della ricerca e trasferimenti delle risorse, che dovranno essere mirate innanzitutto alle eccellenze. Autonomia e valutazione sono principi fondamentali. Perché se è vero che i fondi destinati alla ricerca e all’Università devono nel complesso aumentare, è vero anche che bisogna saper programmare, rendere certi i finanziamenti e scegliere dove indirizzarli. Il che vuol dire prendere con decisione la strada della valutazione oggettiva fatta da persone competenti e terze, per orientare il flusso delle risorse in modo tale che dare finalmente spazio al merito sia non solo giusto e proficuo in prospettiva ma anche immediatamente conveniente. Fare questo vorrebbe dire anche guadagnare più credito sul piano internazionale e moltiplicare le occasioni per stare in rete nei gruppi di ricerca ad alto livello. Accanto a questo bisogna puntare con decisione sul rafforzamento del legame tra università e mondo produttivo, incentivando la grande impresa a fare ricerca, immaginando ad esempio progetti congiunti con strutture pubbliche, e diffondendo la pratica dell’innovazione nelle piccole imprese, anche con gli opportuni sostegni finanziari. La ricerca e l’università italiane hanno bisogno di aria nuova. Bisogna sbloccare i concorsi e riaprire le porte di accesso all’università. Ci sono energie, ci sono talenti che non devono più trovare ostacoli, piccoli interessi e vecchie logiche di potere a sbarrare loro la strada. Anche qui non è solo giusto: è l’unico modo per rendere le nostre università e i nostri istituti di ricerca dei centri di eccellenza in grado di coinvolgere e trattenere le migliori intelligenze del paese e di attrarre ricercatori e docenti da ogni parte del mondo. Sostenere la ricerca non è un lusso, è una necessità. È su di essa, e sul sistema dell’istruzione, che un paese costruisce il suo futuro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-8050523579871633778?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/8050523579871633778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=8050523579871633778' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8050523579871633778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/8050523579871633778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/10/cos-il-pd-sosterr-la-ricerca-di-walter.html' title='Così il Pd sosterrà la ricerca, di Walter Veltroni'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4114258060793994029</id><published>2007-10-03T05:42:00.000-11:00</published><updated>2007-10-03T23:10:01.728-11:00</updated><title type='text'>LA CORTE DEI CONTI REGISTRA IL BANDO PRIN 2007</title><content type='html'>La Corte dei Conti ha registrato oggi il Bando PRIN 2007, che diventa quindi pienamente operativo. Inoltre, l’art. 1 del decreto-legge di accompagnamento alla Finanziaria, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ha disposto lo sblocco di ulteriori fondi per la ricerca sul bilancio 2007. Pertanto, il Bando PRIN 2007 potrà prevedere, per il 2007, 150 milioni di euro. DOBBIAMO CREDERCI???&lt;br /&gt;Sul sito del PRIN sono presenti nota illustrativa ed fac-simili dei modelli A e B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4114258060793994029?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4114258060793994029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4114258060793994029' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4114258060793994029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4114258060793994029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/10/la-corte-dei-conti-registra-bando-prin.html' title='LA CORTE DEI CONTI REGISTRA IL BANDO PRIN 2007'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-6244233295317677224</id><published>2007-10-01T09:43:00.000-11:00</published><updated>2007-10-03T23:37:14.652-11:00</updated><title type='text'>IMPORTANTE: leggete la nota illustrativa sul PRIN 2007</title><content type='html'>Cliccate sul titolo del post per consultare il pdf. Le unità degli enti avranno un responsabile locale degli enti, mi sembra giusto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-6244233295317677224?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://prin.miur.it/NOTA_ILLUSTRATIVA_PRIN_2007.pdf' title='IMPORTANTE: leggete la nota illustrativa sul PRIN 2007'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/6244233295317677224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=6244233295317677224' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6244233295317677224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/6244233295317677224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/10/importante-leggete-la-nota-illustrativa.html' title='IMPORTANTE: leggete la nota illustrativa sul PRIN 2007'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-5091946485453522420</id><published>2007-10-01T03:27:00.000-11:00</published><updated>2007-10-15T11:43:22.563-11:00</updated><title type='text'>Università italiana: come far di tutta l'erba un fascio</title><content type='html'>Nell’articolo “La triste università italiana produce gli stanchi del domani”, pubblicato oggi su “Il Riformista”, il signor Giuliano Da Empoli rende un pessimo servizio all’informazione e alla parte sana dell’università  e della ricerca nel nostro paese. E' anche grazie a chi spara a zero sull'università nel suo complesso senza fare i dovuti distinguo, se siamo messi così male. Cliccate sul titolo del post per leggere l'articolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-5091946485453522420?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.flcgil.it/layout/set/print/notizie/rassegna_stampa/2007/ottobre/riformista_la_triste_universita_italiana_produce_gli_stanchi_del_domani' title='Università italiana: come far di tutta l&apos;erba un fascio'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/5091946485453522420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=5091946485453522420' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5091946485453522420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/5091946485453522420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/10/leggete-cosa-scrive-uno-pseudo.html' title='Università italiana: come far di tutta l&apos;erba un fascio'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4034454007456458955</id><published>2007-09-30T22:57:00.000-11:00</published><updated>2007-10-19T10:42:32.014-11:00</updated><title type='text'>Università e Ricerca, Governo e Partito Democratico: la risposta di Luciano Modica alla nostra lettera aperta.</title><content type='html'>Pubblichiamo una sincera e, immagino, sofferta autocritica del sottosegretario Luciano Modica, in risposta alla nostra lettera aperta apparsa da Europa il 26 settembre 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Università e Ricerca, Governo e Partito Democratico&lt;br /&gt;Luciano Modica, 18 settembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per iniziativa della FISV (Federazione Italiana Scienze della Vita) il 14 settembre è stata resa pubblica una lettera aperta su università e ricerca indirizzata ai candidati alla segreteria del Partito Democratico. Sono un convinto sostenitore del Partito Democratico e della candidatura a segretario di Walter Veltroni. Vorrei quindi condividere con i firmatari della lettera alcune riflessioni ispirate dalla mia attuale esperienza come sottosegretario all’università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mondo universitario la delusione nei confronti del governo di cui faccio parte sconfina ormai in sconforto generalizzato. Forse le attese erano state troppo forti, ma i risultati sono ancora davvero miseri. Vi sono alcune ragioni: la scelta di austerità della spesa pubblica, la debolezza numerica della maggioranza parlamentare, la diffusa sfiducia nell’università che serpeggia nell’opinione pubblica. Ma, in questi sedici mesi di governo, il prezzo pagato in campo universitario è stato certamente troppo alto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esempio più evidente è citato nella lettera aperta. La coalizione di centro sinistra aveva esplicitamente scritto nel programma elettorale di voler investire nella ricerca “libera”, cioè quella liberamente proposta dai ricercatori, la più importante per l’innovazione di medio e lungo periodo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo è riuscito ad inserire in legge la ricerca libera – è la prima volta che succede – e a destinarle nuovi finanziamenti  tramite il fondo FIRST che unifica i fondi esistenti e li incrementa di 300 milioni. Ha esteso la partecipazione ai bandi per la ricerca libera di interesse nazionale al personale di ricerca sia delle università che degli enti pubblici di ricerca affinché il sistema della ricerca pubblica costituisca un’unica rete integrata. Ha vincolato per legge l’assegnazione dei fondi a procedure di valutazione condivise a livello internazionale nelle rispettive comunità disciplinari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte di quest’impegno riformatore, il Ministero ha varato solo oggi il regolamento per i fondi annuali per i progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN), con una dotazione di poco più di 74 milioni, paradossalmente molto meno di quanto fu stanziato nel 2005. Ci sono delle ragioni di tipo giuridico-finanziario che sarebbero noiose per chi non ama i cavilli e certamente non consolerebbero né convincerebbero per nulla i docenti universitari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma soprattutto, rispetto al testo del regolamento PRIN messo a punto dopo mesi di lavoro, nel decreto appena firmato è stata quasi del tutto perduta l’occasione per operare una riforma profonda, senza precise ragioni. I ricercatori degli enti pubblici di ricerca sono rimasti esclusi, salvo che possono partecipare come comprimari nei progetti dei professori universitari. I dottorandi di ricerca e tanti giovani precari assegnisti e contrattisti di ricerca non vengono nemmeno citati, non possono presentare domanda di finanziamento e forse non possono neppure far parte delle unità operative. L’utilizzazione delle aree scientifiche dell’European Research Council, che avrebbe anche giovato per spingere i ricercatori italiani a confrontarsi sulle stesse basi su cui si confrontano in Europa, è stata sostituita dalla vecchia e rassicurante suddivisione nelle 14 aree CUN, per giunta con un minimo di finanziamento garantito indipendente dalla qualità delle domande pervenute. E si potrebbe continuare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’occasione mancata, nonostante che qualche punto positivo sia rimasto, come la quota riservata ai giovani e il ritorno al sistema dei revisori anonimi. Rimane solo da chiedere con forza che, fatte le dovute modifiche legislative per superare alcune contraddizioni nella legge vigente, il PRIN 2008 sia bandito nel gennaio 2008 e sia davvero quello della svolta: nuove regole, molte più risorse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda PRIN ci insegna che vi sono certamente insufficienze del nostro governo ma vi è anche un malessere generale della nostra democrazia. Chi ha avuto dagli elettori il mandato di governare il Paese non è spesso in condizioni di farlo in modo efficiente. Un’inestricabile rete di controlli di forma che tendono a trasformarsi in controlli di merito, una spasmodica attenzione alla procedura più che al risultato si alleano silenziosamente con gli ambienti più conservatori e ottengono l’effetto di diluire nel tempo, per mesi e anni, ogni atto di governo e di occultare ogni responsabilità. Il risultato è la sensazione, assai diffusa nell’opinione pubblica, che nulla cambi mai con nessun governo. E’ il fallimento della politica, che sfocia nell’antipolitica  periodicamente riaffiorante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sincero: viene forte e frequente la voglia di mollare tutto. Se non lo faccio è perché sento la responsabilità che mi è stata affidata e dalle responsabilità non si fugge. E’ un lavoro quasi disperato, in una macchina ministeriale che stenta a funzionare bene e per un sistema universitario esasperato. Ma è l’unico modo di tentare di realizzare nella legislatura il programma che abbiamo proposto e promesso ai nostri concittadini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lettera aperta tocca altri due punti caldi. Uno è quello delle nuove regole per i concorsi per ricercatore, tema quanto mai delicato e su cui si stanno esercitando poteri interdittivi forti. Le nuove regole devono assicurare, come prescrive la legge finanziaria 2007, celerità, trasparenza e allineamento agli standard internazionali. Anche in questo caso abbiamo realizzato, almeno in termini normativi, una parte del programma elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo accademico si è dimostrato generalmente alquanto scettico, spesso risolutamente contrario alle nuove regole. Sono grato ai firmatari della lettera aperta di una posizione invece favorevole, che spero si diffonda perché è assolutamente urgente recuperare la credibilità nazionale e internazionale dei nostri meccanismi di reclutamento universitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo momento il regolamento sui concorsi è sottoposto agli organi di controllo. Abbiamo sei mesi di ritardo ma speriamo di concludere quanto prima la procedura mantenendo intatto l’impianto riformatore. Però, per evitare di mandare a residuo i 20 milioni di euro che la finanziaria stanziava per la prima tranche 2007 di concorsi per ricercatore con le nuove regole (sono pur sempre circa 400 nuovi posti), abbiamo deciso di assegnare subito questi fondi alle università in modo che reclutino comunque nuovi ricercatori anche se con le vecchie regole. Lo abbiamo fatto con le stesse preoccupazioni che la lettera aperta sottolinea, ma ci sarebbe sembrato ancora peggio far perdere al sistema universitario queste risorse. Per il 2008 sono già stanziati altri 20 milioni e per il 2009 ulteriori 40, quindi un totale di altri 1200 posti da mettere a concorso con le nuove regole. Non disperiamo di poter incrementare ancora queste cifre con la prossima legge finanziaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei anche segnalare che, per la prima volta, i nuovi posti non saranno assegnati alle università secondo i soliti parametri (numero professori, numero studenti, etc.) ma sulla base del numero dei giovani che ogni università ha formato alla ricerca e sulla base della valutazione della qualità della ricerca operata dal CIVR. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ ancora un altro passo per realizzare il nostro programma, sia pure con gravi ritardi e tra grandi difficoltà. Se pensassi che il programma non potesse più essere realizzato, non esiterei un momento a dimettermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine il secondo punto caldo segnalato dalla lettera aperta, quello dei tagli ai bilanci degli enti di ricerca. Non ho usato prima parole leggere. Ripeto qui che il sacrificio finanziario richiesto ad università ed enti pubblici di ricerca dalla finanziaria 2007 è stato troppo pesante. Però va detto che il taglio ai bilanci degli enti operato a dicembre è stato restituito col decreto-legge di luglio, una volta verificato che il risanamento delle finanze statali era ormai avviato se non raggiunto. Sono in corso le operazioni di assegnazione ai singoli enti di ricerca con un decreto ministeriale su cui devono esprimersi le commissioni parlamentari e gli organi di controllo. Comunque, al termine della procedura, il finanziamento statale degli enti di ricerca vedrà nel 2007 un significativo aumento rispetto ai dati del 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione devo ammettere che un punto strategico del programma è stato finora mancato, quello della priorità da assegnare al tema del sapere in un’economia della conoscenza. E’ un impegno preciso del Partito Democratico, testimoniato in un appello firmato da migliaia di persone, che la priorità del sapere si trasformi finalmente da predicata in praticata. E’ l’impegno principale della mia attività politica e lo sarà anche nel nuovo partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però, se il primo DPEF del governo Prodi (luglio 2006) sembrava addirittura affermare che la spesa pubblica per l’università era eccessiva, il secondo (luglio 2007) rettifica giustamente la posizione segnalando onestamente che tra i diciannove Paesi europei che fanno parte dell’OCSE, l’Italia è tristemente il fanalino di coda nelle spese per l’istruzione post-secondaria, sia come percentuale rispetto alla spesa pubblica totale (Italia = 1,6%, media europea = 2,7%), sia come percentuale sul PIL (Italia = 0,8%, media europea = 1,3%). Per raggiungere la media europea non basterebbero 4 miliardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono dati amari e preoccupanti. Entro il mese di settembre sarà sottoscritto un patto per l’università e la ricerca col Ministero dell’economia, sull’esempio di quello sottoscritto nel 2006 dal Ministero della salute che ha dato buoni risultati per quel settore. Dovrebbe seguirne una finanziaria migliore per il nostro settore di quella dell’anno scorso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi rendo ben conto che non sono ancora i “fatti” che giustamente università e ricerca reclamano, ma solo “segnali”. Troppo poco, certamente. Non accampo giustificazioni. Spero solo che i tanti che credono, sperano e lavorano seriamente nell’università e nella ricerca abbiano colto almeno il senso di marcia della nostra azione. Sarebbe già tanto se vogliamo, come vogliamo, che i fatti finalmente arrivino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4034454007456458955?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4034454007456458955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4034454007456458955' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4034454007456458955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4034454007456458955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/09/la-risposta-di-luciano-modica.html' title='Università e Ricerca, Governo e Partito Democratico: la risposta di Luciano Modica alla nostra lettera aperta.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-3874374121287659571</id><published>2007-09-30T22:48:00.000-11:00</published><updated>2007-10-05T19:49:24.378-11:00</updated><title type='text'>Più soldi solo a chi fa ricerca: la risposta di Enrico Letta alla nostra lettera aperta.</title><content type='html'>Più soldi solo a chi fa ricerca, di Enrico Letta, "Europa", 29 settembre 2007 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca è la fonte dello sviluppo economico e sociale di un paese. Non si tratta di un luogo comune: senza ricerca non c’è futuro per le economie Avanzate. E un partito realmente nuovo, quale il Pd ha l’ambizione di essere, non può che conferirle un rilievo prioritario nella sua carta fondativa. In particolare se crediamo – come sto ripetendo in queste settimane di campagna per le primarie – che la costruzione del futuro debba rappresentare il punto di partenza e, al tempo stesso, il nerbo della proposta politica del Partito democratico. &lt;br /&gt;Difendere e rilanciare la ricerca in Italia significa preparare il terreno per un futuro migliore, per noi stessi e per i nostri figli. Per questo il grido di allarme lanciato ai candidati alla segreteria del Pd da una parte importante del mondo della ricerca italiana, e pubblicato martedì scorso da Europa, merita attenzione nell’analisi e cautela nella formulazione di eventuali soluzioni. Soprattutto perché, se prevalesse ancora una volta la delusione, perderemmo, forse definitivamente, la fiducia di un pezzo irrinunciabile dell’intelligenza del paese. &lt;br /&gt;Partiamo da alcune evidenze. Da oltre un decennio il sistema della ricerca paga lo scotto di un quadro della finanza pubblica deteriorato, che, schiacciato sotto il peso di un enorme debito, continua a penalizzare gli investimenti in settori chiave per la nostra economia.Non solo la ricerca, ma anche l’innovazione tecnologica, le grandi infrastrutture, le energie rinnovabili. &lt;br /&gt;Negli ultimi anni a questa oggettiva criticità si sono accompagnati i contraccolpi di una concorrenza mondiale durissima, proveniente soprattutto dai paesi emergenti. In un simile contesto, in assenza di una risposta di sistema, dietro l’angolo potrebbe esserci l’ennesima emorragia di eccellenti ricercatori. Il tutto a discapito evidentemente di quella valorizzazione del capitale umano e della creatività che da anni invochiamo come un fattore chiave per recuperare slancio e competitività. &lt;br /&gt;Il governo Prodi ha avviato alcune misure per rispondere alle istanze sempre più diffuse e autorevoli avanzate dal mondo della ricerca. &lt;br /&gt;Dal varo dell’Agenzia per la valutazione al piano di risanamento finanziario per le università concordato tra il ministro Mussi e il ministro Padoa-Schioppa. Fino all’apertura, recentissima, del bando Prin. Molto ancora c’è da fare, lo sappiamo. In particolare, è fondamentale dare risposte tangibili, con investimenti cospicui, per quanto riguarda il piano per i nuovi ricercatori e lo sblocco dei concorsi, con l’obiettivo di favorire l’immissione in ruolo di tanti giovani da anni in attesa della propria, legittima, opportunità. L’Agenzia di valutazione deve partire subito. &lt;br /&gt;Il Cnr deve ritornare al suo ruolo di motore fondamentale della ricerca, governato, come accade in tutti i paesi europei, da scienziati di fama e non da manager. &lt;br /&gt;Si tratta di obiettivi ambiziosi e di breve termine, possibili da raggiungere se intorno ad essi saremo in grado di convogliare l’attenzione e il consenso dell’intera maggioranza di governo. Esistono poi obiettivi più a lunga gittata, sui quali il Partito democratico, fin dalla sua costituzione, può pungolare insistentemente il dibattito. Contribuendo anzitutto a superare l’equivoco concettuale secondo cui le politiche per la ricerca sono settoriali, appannaggio esclusivo di un solo ministero. E ricordando a tutti che la fuga dei cervelli – riflesso e allo stesso tempo concausa dello stato in cui versa la ricerca italiana – rischia di trasformarsi in una sconfitta d’immagine per il nostro paese, nella dimostrazione della nostra incapacità di offrire occasioni di futuro alle nostre eccellenze. &lt;br /&gt;Premesso che è facile e quasi banale affermare che occorre garantire finanziamenti adeguati alla ricerca e non interromperne il flusso, come purtroppo negli ultimi anni è accaduto, vorrei esporre anche alcune idee forse un po’ eterodosse rispetto alle attese dei firmatari dell’appello, ma credo che, proprio perché l’ambizione del Pd è quella di disegnare il futuro del paese, sia opportuno misurarsi sulle questioni difficili. &lt;br /&gt;Primo. Sono convinto che occorra separare i canali di finanziamento delle università in due parti: una proporzionale al numero degli studenti iscritti e con premialità per i servizi alla didattica migliori; l’altra rigorosamente proporzionale alla ricerca. &lt;br /&gt;Secondo. Credo che anche una ricerca che possa diventare attività imprenditoriale debba essere incentivata: corsi di dottorato con un corpo docenti internazionale, tenuti in inglese, con l’obiettivo non necessariamente di preparare alla carriera accademica, ma magari di inserire uomini e progetti innovativi nell’industria e, perché no?, nell’alta amministrazione pubblica. &lt;br /&gt;In conclusione, su questi temi è necessario ragionare senza pregiudizi e a tutto campo, e che la valorizzazione dei cervelli e della ricerca scientifica non è solo questione di soldi (come, del resto, i firmatari dell’appello sanno benissimo).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-3874374121287659571?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/3874374121287659571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=3874374121287659571' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3874374121287659571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/3874374121287659571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/09/la-risposta-di-enrico-letta-al-nostro.html' title='Più soldi solo a chi fa ricerca: la risposta di Enrico Letta alla nostra lettera aperta.'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1987561147468713756.post-4511975593404850165</id><published>2007-09-30T09:12:00.000-11:00</published><updated>2007-10-03T06:02:39.018-11:00</updated><title type='text'>Lo ha detto Mussi-4: Intervista del 4 Settembre 2007</title><content type='html'>UNIVERSITA' e RICERCA motore dell'Italia: ne parlano Andrea Ranieri e Fabio Mussi, intervistati da Giuliano Giubilei e Giovanni Caprara. Cliccate sul titolo del post e guardatatevi il video dove Mussi predica bene........&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1987561147468713756-4511975593404850165?l=salvarelaricerca.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://wwww.dsonline.it/aree/formazione/documenti/dettaglio.asp?id_doc=43073' title='Lo ha detto Mussi-4: Intervista del 4 Settembre 2007'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/feeds/4511975593404850165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1987561147468713756&amp;postID=4511975593404850165' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4511975593404850165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1987561147468713756/posts/default/4511975593404850165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvarelaricerca.blogspot.com/2007/09/lo-dice-mussi-4-intervista-del-4.html' title='Lo ha detto Mussi-4: Intervista del 4 Settembre 2007'/><author><name>Patrizio Dimitri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06146215078876900778</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
